Interviste del 19/04/2012 e del 22/04/2012

22 mag

Verso aprile mi contattarono due giornaliste per farmi delle interviste. La prima inizialmente mi chiese l’intervista face to face. Dopo vari rifiuti da parte mia, mi propose un’intervista via mail che accettai senza problemi.

La seconda invece mi contattò in generale per chiedermi un’intervista nella modalità che preferissi. Le dissi di farmela via mail, e risposi senza problemi.

La seconda giornalista mi intervistò il 19 aprile, la prima il 22 aprile.

Entrambe, in giorni diversi, mi dissero che avevano detto a vari giornali di vari tipi di avermi fatto questa intervista, senza ricevere però alcuna risposta affermativa.

I casi sono 3.

  1. Gli editori di questi giornali si aspettavano risposte caricaturali stile “ammazza il negro, ammazza l’ebreo” o robe da esaltato e, rimanendo “delusi” dalla non caricaturalità delle interviste, non pubblicarono niente.
  2. Gli editori di questi giornali si son tenuti le interviste, pronti a tirarle fuori, magari in forma parziale o distorta, quando un nuovo caso di cronaca faccia scattare una sorta di “allarme razzismo”
  3. Gli editori di questi giornali semplicemente non vogliono dare spazio ad interviste di questo tipo per motivi che possono essere svariati.

 

In ogni caso, ora è passato esattamente un mese dal 22 aprile. Pubblico quindi queste interviste io sfruttando i pochi mezzi mediatici(esclusivamente su internet) che mi sono concessi.

Nel caso 1, chiunque potrà vedere un’intervista identitaria razziale non caricaturale e non le solite robe stile Gaetano Saya(che non è identitario razziale, ma che cito come esempio negativo di modo di porsi) che dice “biondi occhi azzurri pura razza italiana” ed altre robe che si commentano da sé.

Nel caso 2, non mi va che la gente si tenga le mie parole per tirarle fuori quando fa loro più comodo, magari in modo parziale e distorto. Se ci fossero avvoltoi che aspettano un nuovo caso Casseri(uomo di mezza età che uccise due senegalesi a Firenze) per tirar fuori le mie parole, in modo casuale e distorto, resteranno delusi della loro mancata anteprima, e gli starebbe bene.

Nel caso 3, se gli editori non vogliono dare spazio a queste interviste, per qualunque motivo, no problem, son scelte loro. Sarò io stesso a darmi spazio, usando i pochi mezzi di informazione che mi sono concessi(essenzialente il world wide web).

Qui di seguito, scaricabili come sempre gratuitamente, le due interviste.

 

intervista 19 aprile 2012

 

intervista 22 aprile 2012

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Riguardo la libertà di espressione

18 mag

‘Alcune persone che non condividono l’ideologia identitaria razziale vorrebbero chiudere la bocca a me e a chi la pensa come me. Queste persone non sopportano che noi identitari affermiamo liberamente il nostro pensiero con la parola, con lo scritto e con qualunque altro mezzo(internet ad esempio). Non sopportano che noi, nonostante siamo cittadini italiani, ci avvaliamo dell’articolo 21 della costituzione.

<< Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. >>, così cita l’articolo 21.

Voltaire, considerato da molti una delle figure più importanti della democrazia, diceva: non condivido ciò che dici ma son disposto a rischiare la vita perché tu possa dirlo. Queste persone contrarie alla nostra libertà di espressione spesso hanno Voltaire fra i riferimenti culturali, o almeno così dicono. Essi stravolgono questa frase di Voltaire, dandole questo significato opposto:

<< Non condivido  ciò che dici e userò ogni mezzo a mia disposizione perché tu NON possa dirlo, perché il tuo pensiero sia stravolto, censurato, demonizzato, vietato>>.

Il problema grosso è che tante persone la vedono così in quanto i Governi Occupati d’Occidente stessi supportano questa visione. Questi governi non hanno alcun interesse ad agire per il bene del popolo. Si tratta di oligarchie che ingrassano alle nostre spalle e che ci vorrebbero gregge belante privo di identità. La base dell’identità è la razza, perciò queste oligarchie han tutto l’interesse a creare un clima ostile alle nostre idee, arrivando non solo a demonizzarle ma persino a censurarle per legge.  Famosa in Italia è la Legge Mancino. Questa legge vieta la diffusione del pensiero identitario tramite associazionismo ufficiale. Dal testo di questa legge si nota che le parole razzismo e discriminazione(parole comunque usate dagli anti-identitari in senso dispregiativo) sono messe vicino a parole come istigazione all’odio e violenza, giusto per far sì che chi legge quel testo associ l’identitarismo ad un qualcosa di cattivo e violento. I media mainstream fan passare anch’essi questo concetto.

Come diceva David Lane, nessun tiranno o dittatore ha un potere maggiore di chi controlla i mezzi d’informazione in democrazia. Gli agenti dei Governi Occupati d’Occidente(GOO) sanno benissimo questo e quindi fanno in modo che i mass media propaghino un punto di vista che rifletta il loro. La demonizzazione dell’identitarismo fa parte della loro agenda. I GOO vogliono la demonizzazione dell’identitarismo ed i mass media portano avanti questa volontà, facendo abboccare la maggior parte del popolo. L’atteggiamento molto negativo della gente comune verso le idee identitarie è diretta conseguenza della propaganda e del brainwash dei mass media. Questo odio di massa fa sì che quasi nessuno fra i non identitari applichi la frase di Voltaire sulla libertà di espressione degli oppositori ideologici. I GOO e i media per nascondere la loro ipocrisia citano implicitamente la teoria di Popper riguardo la democrazia. Secondo questa teoria, la democrazia si autoprotegge dalle idee che ne mettano in pericolo l’esistenza usando, se necessario, mezzi non democratici. Messa così, si avrebbe effettivamente l’espediente filosofico democratico per reprimere gruppi organizzati che si dichiarino contro il concetto di democrazia. Popper è molto attraente per i GOO, sicuramente più di Voltaire. Il pensiero di Popper giustificherebbe alla perfezione la repressione verso gruppi accusati di proporre idee antidemocratiche.

L’identitarismo razziale quindi vien messo  nel calderone delle “idee antidemocratiche da reprimere”. Il gioco, per loro, sembrerebbe fatto.

Tuttavia, non è affatto così. Tecnica specchio riflesso/libertà di espressione(descritta qui http://veraopposizione.wordpress.com/2012/05/07/tecniche-per-largomentazione-ottimale-dellidentitarismo-razziale-parte-1/)

Ti accusano di esser antidemocratico? Spiega che questa accusa è infondata e rigirala. L’identitarismo razziale spiegato in Breve Guida ad una Coerente Ideologia Identitaria Razziale(http://veraopposizione.wordpress.com/2011/09/24/librettobrevemafondamentale/) forse è un’ideologia politica che si augura la riduzione o la privazione delle libertà di chi non la pensa allo stesso modo? Se credi di sì, puoi provare le accuse? No. La questione non viene affrontata, essendo l’identitarismo razziale un’ideologia trasversale. Diversi identitari razziali potrebbero avere benissimo concezioni diverse fra loro delle parole “libertà”, “democrazia”, “fascismo”, “comunismo”, “anarchismo”, “etnonazionalismo” ecc. Posto che le accuse non posson esser provate.

Si rigira quindi la domanda. I governanti GOO(Governi Occupati d’Occidente) seguono un’ideologia che si augura e si adopera per la riduzione o la privazione della libertà di chi afferma di non condividere alcune loro idee? Sì.

Le prove? Tantissime, illimitate. Dall’incostituzionale Legge Mancino a tutte le richieste dei vari membri dei GOO di inasprire le pene per reati ideologici se non addirittura di creare ad hoc nuovi reati ideologici. Guardando anche fuori dall’Italia, come non pensare a storici come Vincent Reynouard, Faurisson, Zundel, Irving, Moffa ecc che sono ostracizzati pubblicamente, boicottati, messi alla gogna, censurati o addirittura imprigionati? La loro colpa? Esser arrivati, dopo accurate ricerche storiche, a conclusioni diverse da quelle ritenute esatte dai GOO. Queste conclusioni in molte nazioni Occidentali sono illegali e la direzione dei GOO non è legalizzare la libera ricerca storica dove non è legale, ma renderla illegale dove è ancora legale. In Italia non è legale ma Clemente Mastella, prima che cadesse il Governo Prodi, provò a proporre un testo di legge contro il revisionismo(decreto Mastella-Ruben, 2007).

Andando addirittura oltre, come dimenticare Sylvia Stolz? Questa avvocatessa si ritrovò privata della propria libertà per aver difeso un imputato accusato di revisionismo. Sembra una barzelletta, ma non lo è. Vogliamo mettere in prigione per furto gli avvocati che difendono imputati accusati di furto? No, direi. Senza contare che il furto è un reato concreto, mentre il reato di “revisionismo” è un reato ideologico.

Vogliamo parlare di Emanuele Fiano(ironia della sorte, ora fa parte di una formazione politica chiamata “partito Democratico”) che si schiera addirittura contro l’articolo 21 della Costituzione, considerato un ostacolo alla censura delle idee non allineate al sistema?

22/11/2008 durante un’intervista a Radio Rai egli afferma, testuali parole

<< In Italia c’è un problema, che è l’art. 21 della Costituzione, che difende la libertà di espressione. >>.

Più chiaro di così si muore.

Vogliamo anche parlare di tutti quelli che chiedono che i siti internet che propaghino identitarismo razziale vengano chiusi, dispiacendosi di non poter intervenire bypassando il Primo Emendamento della Costituzione di un’altra nazione, gli USA?. Siamo all’assurdo, ci sarebbe da ridere se non fosse tutto tremendamente così reale.

Alla luce dei fatti, tenendo conto che l’Italia è un paese pieno di nostalgici dentro che spesso ragionano ancora con la contrapposizione “fascismo vs antifascismo”, pongo queste domande.

Adesso, 2012, chi è il regime unico che cerca di imporci il pensiero unico? Chi è che vuole costringerci con mezzi diretti o subdoli ad avere un orientamento positivo verso il concetto di “unica razza umana meticcia dalla cultura omologata(religione occidentalista)?” Chi sono gli oppositori del regime? Chi è la resistenza al regime? Rispondendo a queste domande capirete che qui antifascismo e fascismo non c’entrano più, la questione oggi è fra un regime anti-identitario schiavo di oligarchie internazionali da una parte, oppositori, fra cui molti identitari, dall’altra. Questi ultimi si oppongono all’ideologia imposta dal regime pagando talvolta con la prigione le loro idee. Questi son fatti, il resto son chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. Altro che Voltaire, altro che Popper, altro che democrazia. La democrazia stava ad Atene secoli fa. Più gente si accorgerà dell’inganno, più le fila degli oppositori si ingrosseranno. L’informazione è la principale arma.

Non c’è quindi affatto da stupirsi se i dittatori GOO cercheranno in tutti i modi di imitare i governanti di paesi comeCina, Egitto ai tempi di Mubarak, Iran, Corea del Nord ecc. Questi governanti sono chiamati, a torto o a ragione, “dittatori” dai governanti GOO. Si è dimostrato comunque che questi ultimi(i GOO) non sono poi così diversi dai dittatori espliciti.

Ricapitolando: democrazia secondo Voltaire, contraddizione evidente coi giorni nostri. Democrazia secondo Popper, giustificazione filosofica alla repressione “democratica”. Tecnica specchio riflesso/libertà di espressione, smontare facilmente le accuse all’identitarismo razziale(entità trasversale a varie idee politiche fra loro diverse) ed anche Popper svanisce magicamente, per lasciar posto al popper(inteso come droga pesante) come consolazione eventuale per chi non sapesse cosa replicare. Contrattacco e smascheramento dei veri dittatori attuali. Questo è quanto per oggi. Il discorso in futuro verrà approfondito per quanto riguarda il mezzo internet.

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La Vera Dittatura e la Vera Opposizione

15 mag

La vera dittatura è la dittatura dei Governi Occupati d’Occidente, sono loro che fanno l’interesse non del popolo ma di un’oligarchia ristretta internazionale. Sono loro che portano, indirettamente, alla disperazione e al suicidio i lavoratori autoctoni. Sono loro che rompon le balle per uno scontrino di 3 euro non emesso a un pizzaiolo napoletano e sorvolano bellamente sulle porcherie che accadono nei ristoranti cinesi o nei kebab.

Last but not least, sono loro che demonizzano ogni idea che sia pro-autoctoni e non pro-allogeni. Sono loro che fanno leggi liberticide, come la Mancino, che impediscano di pensarla diversamente da come impongono loro. I Governi Occupati d’Occidente agiscono sistematicamente usando il potere legislativo, esecutivo, giudiziario ma soprattutto il quarto potere(quello mediatico) contro chi non vuole che le caratteristiche e culturali del proprio popolo siano massificate e che le caratteristiche razziali dei popoli bianchi finiscano perdute senza possibilità di ritorno tramite la mescolanza razziale.

No alla dittatura dei Governi Occupati d’Occidente. Sì ad una VeraOpposizione non ufficiale, non vincolante e trasversale dal punto di vista politico ed identitaria.

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La Jewish Internet Defense Force(JIDF)

12 mag

La Jewish Internet Defense Force(JIDF) è un network di persone che opera in internet nei luoghi virtuali considerati anti-ebraici al fine di far vacillare o mitigare l’anti-ebraismo dei frequentatori di tali luoghi. Gli appartenenti alla JIDF vogliono che le persone anti-ebraiche comincino a metter la questione ebraica in secondo piano o, meglio ancora, vogliono che smettano di considerare l’ebraismo internazionale e/o il sionismo come problemi. L’obiettivo finale di questa rete è far diminuire il più possibile il numero di persone che diffondono su internet una qualche forma di antiebraismo. A noi identitari razziali l’attività della JIDF interessa parecchio nel momento in cui cozza con l’attività di diffusione del nostro pensiero. Il pensiero identitario razziale, nei suoi vari approcci e nella sua trasversalità, è composto da alcuni ,punti fermi. Uno di essi è l’antiebraismo. Va da sé che la JIDF è un’entità nemica dell’identitarismo razziale perché i luoghi virtuali identitari razziali(e quindi, fra le altre cose, anti-ebraici) sono fra i suoi obiettivi.

Per luoghi virtuali identitari razziali intendo luoghi di varie tipologie. Si parte dai forum in cui qualcuno parla, direttamente o indirettamente, di identitarismo razziale, a blogs, a pagine di social network personali, fino ad arrivare alle chat private degli identitari. Tutti questi sono luoghi virtuali obiettivi della JIDF. Chi agisce per conto della JIDF può farlo in malafede o in buona fede. Agisce in malafede chi è anti-identitario e, conoscendo il vero identitarismo, fa in modo di indebolirlo cercando di far facillare uno dei suoi cardini, l’antiebraismo. Agisce in buona fede ma è altrettando dannoso chi, ritenendosi identitario, crede che l’antiebraismo sia inutile o dannoso; queste persone si adoperano quindi per proporre un identitarismo farlocco privato di una delle sue colonne portanti. Queste persone spesso sono vittime della propaganda subdola della JIDF. Magari non se ne rendono conto, ma lavorano per loro.

Quali tecniche e strategie usa a JIDF? Varie ed eventuali. Se ne sono individuate alcune.

  1. Pubblica propaganda. In forum, blogs, bacheche di social network ed in qualunque luogo virtuale di interesse visibile al pubblico, vengon messi posts, links o articoli che fanno passare il messaggio seguente: “l’antiebraismo non è un qualcosa di necessario all’identitarismo”. Talvolta questi articoli, posts ecc assumono un tono velatamente o specificamente pro Israele, nazione che secondo loro andrebbe vista come “avamposto Occidentale in Medio Oriente”.
  2. Parole e argomenti chiave. Parole come “occidente” o “democrazia vs islam” o “immigrazione irregolare” sono molto frequenti. Esse sono associate al concetto fallaciano di scontro di civiltà: occidente contro islam. Il punto di vista verso questo scontro di civiltà è filo-occidente, inteso come status quo delle nazioni bianche(non certo uno status quo desiderabile per un identitario, per quanto l’islam sia ovviamente lontanissimo dal nostro modo di vedere le cose). Viene data una grossa attenzione al pericolo islamico ed al pericolo imigrazione. Queste questioni però sono trattate non in modo identitario, ma in modo fallaciano(cioè come le trattava Oriana Fallaci, anti-islamica ma non identitaria), legalitario o, come dire “di pancia”. Vi è una concentrazione massiva sui crimini degli immigrati, sul fatto che portino malattie, abbassino il costo del lavoro ecc. Sia chiaro, tutti temi reali e sicuramente da trattare, ci mancherebbe, temi molto utili per un movimento politico che voglia far breccia sulla gente comune per motivi elettorali. Tuttavia il problema immigrazione ed il problema islam visti in senso identitario hanno un approccio diverso, basato soprattutto su altri principi. Un approccio che prescinde da malattie, crimini e religione e che si concentra sul fatto che l’allogeno resta tale pure se bravo, integrato, pulito, sano ed in Italia da più generazioni. Sembra quasi che questo concentrarsi solo sui problemi “di pancia” ignorando il punto di vista identitario a 360 gradi abbia l’obiettivo di appiattire l’identitarismo razziale, di trasformare un’ideologia a 360 gradi in un’ideologia a 90 gradi superficialotta stile “gli immigrati rubano, puzzano, portano malattie e sono islamici, stop immigrazione”.
  3. Doubleface. Capita che alcune persone della JIDF si iscrivano a dei forum di chiara impronta antiebraica. Esse si attengono pubblicamente alle linee guida del forum o della pagina facebook o comunque tengono un profilo basso. Una volta costruitisi una valida reputazione in quell’ambiente virtuale essi cominciano a prendere contatti con le persone più giovani e, secondo loro, più manipolabili, dicendo loro pian piano le loro vere idee, al fine di far cambiare idea a questi giovani identitari inesperti e quindi, secondo loro, più facilmente manipolabili. Questa tecnica è particolarmente subdola ed efficace in quanto chi la usa può essere sbugiardato solo da eventuali segnalazioni da parte di persone giovani che subiscono questa sorta di “tentativo di brainwash”. Queste persone giovani di solito sono restie a segnalare, tuttavia ci sono state delle lodevoli eccezioni che ci hanno aiutato molto a vederci chiaro su alcune cose.

 

Ovviamente bisogna evitare i complottismi esasperati o gli allarmismi eccessivi e cialtroneschi che finiscono per forza di cose per fare il gioco della JIDF. Se uno ha uno spazio internet anti-immigrazione o anti-islam molto probabilmente è una persona che si interessa di quegli argomenti, non un “membro della JIDF in incognito che tratta solo questi argomenti per non parlare del resto”. Il motto è in ogni caso “eyes in the back of your head”, occhi dietro la testa, inteso ovviamente non in senso letterale ma in senso figurato. Importantissimo è non commettere errori di primo tipo(considerare identitario ci non lo è) e non commettere errori di secondo tipo(considerare avversari persone che sono identitari come noi). È essenziale far molta attenzione prima di classificare chiunquecome JIDF. Anti Racist Watch( http://veraopposizione.wordpress.com/2011/11/24/antiracist-watch/ )  si occupa anche di questo. Le tecniche JIDF descritte prima sono attualmente oggetto di studio al fine di sviluppare metodi efficaci per contrastarle o, perché no, di impararle per usarle eventualmente per i nostri scopi.

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TECNICHE PER L’ARGOMENTAZIONE OTTIMALE DELL’IDENTITARISMO RAZZIALE PARTE 1

7 mag

Non è la prima volta che parlo genericamente di tecniche da usare per risultare maggiormente accessibili e per far sì che le nostre idee possano essere comprese al meglio da parte di un interlocutore medio. Questo ovviamente non vuol dire rinnegare quello che si è né essere in alcun modo ipocriti. Spiego nel dettaglio due di queste tecniche, così da poter esser chiaro per tutti.

  1. Tecnica libertà di espressione.

Molti oppositori criticheranno le idee identitarie razziali sovrapponendole, in buona o in malafede, a parole come “dittatura, repressione, mancanza di libertà di espressione e carcere per gli oppositori politici”. La difesa ottimale da questo tipo di attacco è usare frasi come “ma veramente siamo noi identitari a vivere in una dittatura da parte di oligarchie ristrette. In questa dittatura vi è repressione verso chiunque affermi di pensarla fuori dai binari del politicamente corretto. Siamo noi identitari le possibili vittime di leggi chiaramente contro la libertà di espressione, come ad esempio la legge Mancino. Siamo noi identitari che non possiamo esprimere pubblicamente il nostro pensiero pena il carcere per reati ideologici. In questo modo si spiazza l’interlocutore e lo si mette davanti ad un nuovo punto di vista. Non bisogna mostrarsi come persone mentalmente chiuse, bisogna far sì che l’interlocutore, dopo la nostra risposta, si senta una persona mentalmente chiusa.

2. Tecnica BYN(Be Yourself Now).

Ricordatevi che siete identitari razziali, non semplici destrosi radicali o semplici anti-immigrazionisti. Vivete nel presente e nel futuro, non nel passato che non avete vissuto. Molta gente vorrà farvi apparire come nostalgici passatisti. Spiazzateli, non andate loro incontro. Esempio: domanda sul fascismo. Risposta: breve opinione personale sul fascismo, qualunque essa sia, positiva o negativa,specificare che è un’opinione personale non condivisa da tutti gli identitari(in effetti è così, non è che abbiam tutti le stesse idee politiche), e concludere con qualcosa del tipo siamo nel 2012, il governo fascista è caduto nel 1943, il discorso non è fascista vs antifascista, ma autoctono vs allogeno, identitario vs self hating white. L’interlocutore vuole buttarla sul politico-nostalgico? Benissimo, opinione personale, specificazione standardizzata, e frasi che la mettano sul piano identitario, sul razziale. Vuole farci apparire nostalgici? Facciamo in modo che egli stessi si senta nostalgico a farci domande risalenti a decine di anni fa. Deve sentirsi come se gli stessi dicendo oh ma che due palle, ancora lì sei rimasto? La guerra è finita, aggiornati. Altro esempio: domanda sui crimini degli immigrati. Si aspetterebbero una risposta di pancia, una risposta tipo ah, quegli zozzi immigrati che rubano spacciano e stuprano, maledetti, raus”. Otterranno invece una risposta pacata nei modi ma radicale nei contenuti, una risposta del tipo sì effettivamente parte degli immigrati commette crimini, ma il problema è più ampio, il problema dell’immigrazione è l’arrivo di altri allogeni non bianchi che a medio-lungo termine si sostituiscano a noi autoctoni o si mischino con noi distruggendo la nostra identità. Vorranno farti sembrare uno xenofobo che non vede aldilà del proprio naso, un sono razzista perché quel marocchino puzzone mi ha rubato il portafoglio, un becero insomma. Vedranno invece che ragioni con il cervello e da identitario, non con l’istinto e da xenofobo.

Il primo dei due esempi, oltre ad essere un esempio di tecnica BYN, è anche, se non soprattutto, un’applicazione della tecnica muro di gomma/specchio riflesso. Questa tecnica consiste nel mandar indietro le critiche o gli insulti dell’interlocutore, implicite od esplicite, usando metodologie di sottile contrattacco alla mente, all’inconscio. Anche la tecnica libertà di espressione è in parte un’applicazione della tecnica muro di gomma/specchio riflesso. Questa tecnica appena citata in effetti è alla base di molte strategie, insieme alla tecnica double standard. La double standard consiste nel concentrarsi su argomentazioni che evidenzino come i media e la gente comune applichi a nostro sfavore i due pesi e due misure. Penso che prossimamente parlerò nel dettaglio di queste tecniche importantissime e di altre tecniche secondarie da non tralasciare affatto.

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Due errori di interpretazione dell’identitarismo razziale: cause alla radice e soluzioni proposte

2 mag

Diverse persone, in buona o in malafede, fraintendono il significato di identitarismo razziale. Essi fanno due possibili tipi di errori, traviando il senso di questa ideologia.

Il primo errore viene chiamato “errore caricatura”. Esso consiste nel considerare il tutto in modo caricaturale, nello sminuire questa ideologia. Chi fa questo errore collega l’identitarismo razziale al razzismo becero e non argomentato, a robe tipo “ebrei di merda, negri appesi, picchiare i marocchini, bruciare gli zingari” ed altre cose simili. Le persone in malafede voglion far sembrare  così l’identitarismo razziale per far sì che gli identitari seri si allontanino da certe idee, ritenute caricaturali o “da bambini” ed adottino un approccio più conforme a certe aree di pensiero preconfezionate. Queste persone trattano con sufficienza gli identitari, dicono “sì va bene, per noi ste cose son sottintese, mica vogliamo i negri”, cercando al tempo stesso di intortarli con le loro robe che poco c’entrano con l’identitarismo. Di solito chiudon il discorso con battute del tipo “ah poi fondiamo il nuovo ordine ariano, Siggail”, o frasi simili, ovviamente dette per sfottere. Lo scopo di questi sfottò è quello di far sentire un gradino più in basso l’interlocutore identitario, fargli arrivare implicitamente il messaggio “cresci, il WN è da zotici, impara a pensarla come noi.” Chiunque voglia dar spazio all’identitarismo razziale si sentirà rispondere con sufficienza “ma dai su, vuoi davvero stare a sentire quei 4 sfigati  che dicon uaitpaua?”. Le persone in buona fede faranno “bee” e ripeteranno pari pari il ragionamentodelle persone in malafede facendo l’errore caricatura e spingendo inconsciamente i loro contatti a farlo. L’identitarismo razziale è quindi distorto in questo modo, presentato come roba da trogloditi.

Si parla ora del secondo tipo di errore: l’errore sovrapposizione. Questo errore consiste nel sovrapporre impropriamente l’identitarismo razziale ad un qualcosa che non lo rappresenta in pieno. Si sovrappone ad esempio l’identitarismo razziale con un’ideologia organica, fissa e politica di destra radicale o di altri tipi, affermando che in realtà le due cose coincidono. Si sovrappone l’identitarismo razziale ad ideologie che dicono semplicemente “Italia agli italiani, stop immigrazione, w il duce”. L’identitarismo razziale non vien visto come qualcosa di caricaturale da cui star lontani, ma viene presentato come un qualcosa di pre-esistente a cui avvicinarsi, viene appiattito  su posizioni incomplete o comunque limitanti. L’obiettivo delle persone in malafede che fanno quest tipo di errore è quello di appiattire l’identitarismo razziale facendolo sembrare identico alle posizioni dei loro gruppi. L’obiettivo è far sì che gli identitari avvicinandosi ai loro grupi si allontanino dalla loro vera ideologia. Anche in questo caso le persone in malafede cercheranno di far assimilare i loro ragionamenti a persone in buona fede ma influenzabili. Queste ultime persone ripeteranno pari pari il ragionamento delle persone in malafede e diffonderanno l’interpretazione dell’identitarismo razziale basata sull’errore sovrapposizione. Credo che sia noto a tutti che cercare di spingere le persone a compier questi errori vuol dire cercare di tarpare le ali all’identitarismo razziale.

Questo deve essere chiaro a tutti. Non caricaturizzare e non sovrapporre. Porsi in modo che le persone in malafede non abbiano alcuna occasione di caricaturizzare o sovrapporre. Porsi in un certo modo, dire concetti forti senza scender a compromessi o paraculate ma tenendo uno stile non da esaltato né da scazzato. Uno stile user friendly, accessibile. Questo previene l’errore caricatura.

Concentrarsi molto sui concetti che discriminano al meglio l’identitarismo razziale da tutto il resto: questione razziale come centro dell’identità, anti-integrazione intesa come “integrazione = morte eterna dell’identità” e sulla questione ebraica trattata in modo bianco-centrica. Niente nostalgismo né passatismo di alcun tipo. Questo previene il secondo errore.

 

Presenta al meglio le tue idee senza snaturarle e discrimina al meglio le tue idee da quelle apparentemente simili ma diverse in sostanza. Questi sono i segreti per prevenire questi due errori.

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Gli italiani del sud sono bianchi: come spiegarlo a chi lo nega.

29 apr
L’italia è un miscuglio di etnie bianche, esattamente come altre nazioni bianche europee, non un “miscuglio di razze” come, che so, parte del Sudamerica, o l’India, o l’Iran.

Alcuni diranno “sì quelli del nord son bianchi quelli del sud no perchè hanno influenze nordafricane anche risalenti a centinaia d’anni fa”. Ecco, questo è un grosso equivoco. Come già detto da altre parti in sto forum, vi era un tempo in cui popolazioni cosiddette “mediterranee”(abbastanza simili agli attuali italiani del sud, spagnoli, greci ecc, quindi bianche, pelle abbronzata ma comunque chiara, non tipo magrebino, occhi e capelli prevalentemente scuri, statura medio-bassa ecc) abitavano entrambe le sponde del mediterraneo, ovvero il Sud Europa e il Nord Africa.

Col tempo i mediterranei del Nord Africa si mischiarono con altre popolazioni africane o orientali, popolazioni non bianche(negroidi o protosemitiche), da questa mescolanza nacquero gli attuali nordafricani(che infatti sono meticci).

Col tempo i mediterranei del Sud Europa si mischiaron con altre popolazioni europee vicine(bianche quindi) e da questo incrocio nacquero gli attuali Sud Europei(che infatti sono bianchi).

Quindi è errato dire “i meridionali somigliano ai marocchini”, è invece giusto dire “alcuni marocchini possono avere un fenotipo meno negroide e più mediterraneo e possono avere alcuni tratti simili ai mediterranei bianchi”. Alla fine la parte genetica comune fra Nordafricani e italiani del sud è la parte mediterranea(quindi bianca). Non c’è niente di non bianco nei meridionali, c’è invece qualcosa di bianco negli attuali nordafricani, che sono infatti un popolo razzialmente misto(bianco mediterraneo + negroidi per metterla terra terra).

Per quanto riguarda, che so, il dominio arabo in Sud Italia, esso fu un’occupazione, non un “unione di popoli diversi”. Questo implica che gli allora dominatori non lasciarono chissà quali tracce genetiche, e quindi anche la parte meridionale d’Italia è da considerarsi bianca. Semmai posson esserci, al nord come al sud, singoli individui che possono considerarsi non bianchi, niente di più. Questi individui comunque sono una minoranza insignificante, per fortuna non siamo come alcune zone del Sudamerica, in cui da due genitori fenotipicamente bianchi può nascere un figlio o una figlia mulatta tanto è il meticciato..

Diventeremo come quelle zone del Sudamerica se nei prossimi anni, nell’impossibilità pratica di cacciare gli allogeni, non ci sarà alcuna opposizione di, come dire “separatismo volontario” degli autoctoni nei confronti degli allogeni e se si avrà un processo di mescolanza razziale di massa.

A questo processo puntano le elites mondialiste, al fine di togliere ai popoli ogni possibile forma di identitarismo, in primis quello razziale in quanto quello che sta alla base di tutto, quello che una volta distrutto non si potrà mai riavere indietro.

http://www.stormfront.org/forum/t875484/
(con 4 righe di aggiunta in mezzo)

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