Donne ed Identitarismo razziale

8 Nov

Vi è un netto squilibrio di genere negli ambienti di destra radicale e, in misura minore, negli ambienti etnonazionalisti. Molte persone inoltre si avvicinano all’identitarismo razziale dopo esser state formate da ambienti di questo tipo. In questi ambienti viene, fra le altre cose, inculcata, implicitamente o esplicitamente, una certa concezione della donna. Vi è quindi difficoltà nel togliere la distorsione formativa a queste persone. La soluzione ideale sarebbe far sì che le persone siano formate in primis dalle persone giuste anche riguardo la “questione femminile”, prima che altre persone in altri ambienti possano far loro il lavaggio del cervello. Spesso accade che si avvicinino all’identitarismo razziale persone già formate in modo errato su questo argomento; in questo caso bisogna spiegare il giusto modo di vedere le cose con molta pazienza; questo è un lavoraccio, un lavoraccio che non sempre dà i suoi frutti.

Cosa dicono, riguardo la “questione femminile”, la maggior parte delle persone che sono state formate da certi ambienti? Dicono queste parole, o parole simili.

Il ruolo della donna è importante perché la natura della donna è curare la casa, far figli ed esser moglie e madre amorevole verso i figli e devota verso il marito e la casa.

Tradotto: sforna figli, pulisci e stai a cuccia.

Qualche timida o apparente apertura:

In questo momento storico il contributo delle donne nell’attivismo bianco è fondamentale visto che siamo pochi, ma poi, quando la battaglia sarà vinta, le donne potran tornare a seguire pienamente la loro reale natura di mogli e madri.

Tradotto: donne, ora sbattetevi con noi e collaborate all’attivismo, poi quando non ci servirà più il vostro aiuto potrete tornare a stare chiuse in casa.

Alcuni si interessano alla questione in stile dolce stil novo, amor cortese. Ad esempio affermano:

La donna è stupenda, è un angelo da trattar bene, con le migliori attenzioni e tanto amore, noi maschi dobbiamo lottare per preservare la sua bellezza.

Tradotto: donne che belle che siete, ma lasciate a fare a noi, è la nostra natura, non la vostra, voi state lì belle statuine e fateci le fusa come gattine.

Questo modo di pensare è chiamato da me maschilismo ipocrita mascherato da gentilezza. Si tratta fondamentalmente di uno specchietto per le allodole che ha la funzione seguente: fare il lavaggio del cervello alle donne.  Successivamente, vengono utilizzati i discorsi citati poco fa per convincerle secondo i loro criteri che la donna è giusto che abbia  un certo ruolo derivante dalla sua natura. Non fatevi lavare il cervello.

Ma…. A chi sto parlando con quest’ultima frase? A pochissime persone, purtroppo. Una donna interessata  a certe idee che non voglia stare subordinata tende ad allontanarsi da certi ambienti. Pur mantenendo le proprie idee, si sentirebbe non accettata pienamente. Verrebbe perso quindi il fondamenale contributo di elementi validi di sesso femminile. Una soluzione parziale del problema può essere questa: le persone razionali all’interno dell’ambiente, uomini e donne, tengano i contatti in ogni caso. Non si posson perdere elementi validi per colpa di altri elementi. Esistono elementi decisamente validi su molte cose ma brainwashed, dal cervello lavato, su altre, come, ad esempio, la questione femminile, e questo rappresenta un problema. Un problema che diventa molto grave quando i difetti di pensiero su certe questioni allontanino elementi validi. È un discorso generale, valido in questo caso ma pure in altri.

Vi è inoltre l’equivoco del femminismo. Vi furono richieste sicuramente giuste da parte delle donne, è chiaro. È noto a tutti che queste richieste furono col tempo fatte proprie da parti politiche dall’ideologia in antitesi con un’ideologia identitaria razziale. La mancanza di logica in molti, troppi elementi, fa pensare che le richieste da parte delle donne erano sbagliate perché il movimento femminista fu manovrato da ebrei e comunisti. Evidentemente qualcuno ha un disperato bisogno di lezioni di logica. Se un ebreo dicesse che 2+2 fa 4 allora sicuramente mentirebbe, perché è un ebreo, 2+2 fa 5, ovvio vero? Che consistenza logica ha un ragionamento simile? Nessuna chiaramente, è un ragionamento ridicolo. Non ci arrivano proprio a capire che è tipico dell’ebreo sfruttare richieste sacrosante di alcuni gruppi di personeper politicizzarle a proprio piacimento. È successo con le giuste richieste delle donne all’epoca della nascita del femminismo, ma anche, ad esempio, con i contadini nella Russia pre-Sovietica. I contadini della Russia Zarista vivevano in condizioni pietose, i comunisti si presentarono come i “liberatori”, e ci fu, passo dopo passo, la rivoluzione. Chiaramente se uno dicesse quei contadini schifosi dovrebbero tornare a lavorare come caproni e a stare zitti e muti sarebbe un perfetto idiota. Certe richieste sono giuste a prescindere da chi cerca di appropriarsene e dirigere il malcontento di gruppi di persone. Ma c’è troppa gente che non arriva a capire quest’ultima frase.

La reazione a questo equivoco del femminismo da parte di molti idioti è quindi una visione sbagliata del ruolo della donna, considerata, inutile prendersi in giro, in una posizione subordinata rispetto al maschio. Il risultato è questo: donne valide si allontanano da certi ambienti o non si avvicinano proprio. La questione femminile non dovrebbe esistere. L’identitarismo razziale non guarda al genere. Il libro Breve guida ad una coerente ideologia identitaria razziale ( https://veraopposizione.wordpress.com/2011/09/24/librettobrevemafondamentale/) non fa in alcun modo riferimento al genere, a ruoli dell’uomo e della donna e ad argomenti simili. Una persona identitaria razziale è valida a prescindere dal genere. È, questo sì, meno valida se tratta nel modo sbagliato la cosiddetta questione femminile.

Ci sono donne che son più portate ad una vita tutta casa marito e figli, donne più portate ad altri tipi di vita, più dinamiche, più portate magari ad una buona carriera lavorativa, o a dedicare più tempo all’attivismo pro bianchi, ed altre che son portate per tentare e riuscire a coniugare al meglio tutte le cose. Ho detto una cosa molto banale, è vero, ma è grave che qualcuno dal cervello lavato(o meglio, sporcato), od ottuso, o, peggio, in malafede, o, peggio ancora, in seguito ad esperienze negative con una donna, non arriva o non vuole arrivare a capire queste semplicissime banalità.

La menano tanto col fare figli se no la razza si estingue;  per prima cosa, i figli si fanno in due e ci son anche tanti uomini identitari single; in secondo luogo il non fare figli, che si tratti di uomini o donne che non ne hanno, non è necessariamente una colpa, sarebbe stupido dire così. La storia della razza bianca è stata scritta anche da diversi uomini e diverse donne che non ebbero figli, per scelta propria, altrui, o per circostanze varie. Ovviamente l’identitario razziale è sicuramente pro-famiglia bianca; uomo donna, figli, organizzazione della famiglia, ruoli e compiti decisi dalla coppia come meglio crede.

Solo uno stupido può considerare male una persona, uomo o donna che sia, per il fatto di non aver avuto figli. Ecco, altra frase di una banalità disarmante che ho scritto. È triste che debba scrivere cose così banali, ma purtroppo evidentemente per qualcuno non lo sono. L’obiettivo a lungo termine è escludere le persone di sesso maschile che coi loro difetti ideologici riguardo al ruolo e natura della donna senza sé e senza ma, allontanino o tengano lontane, volontariamente o meno, donne pro razza valide.

Non posso sapere se questo sia conveniente da un punto di vista numerico, forse sì o forse no, ma non mi interessa questo, non è questo il punto. Sicuramente sarebbe assai conveniente dal punto di vista dell’equilibrio fra generi all’interno di certi ambienti e, cosa ancora più importante, sarebbe molto conveniente dal punto di vista della qualità. E, si sa, i grossi cambiamenti partono sempre da poche persone di alta qualità, non da tante persone di qualità mediocre.

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