AntiRacist Watch

24 Nov

AntiRacist Watch.

Questo nome indica volgarmente un network orizzontale di identitari razziali che si occupano di ricerca, segnalazione, memorizzazione e diffusione di dati riguardanti qualunque tipo di avversario dell’identitarismo razziale. Particolare attenzione viene posta ai False Friends, ovvero persone che ad un’analisi superficiale sembrerebbero esser dalla nostra parte ma che a ben vedere sono netti oppositori delle nostre idee. Alcuni risultati delle ricerche vengono resi pubblici, come ad esempio l’ideologia neocons, assimilazionista e sionista di Breivik, l’attentatore di Utoya(http://www.stormfront.org/forum/t827577/).

Vengono rese pubbliche solitamente, usando vari canali, le dichiarazioni di esponenti di partiti o movimenti considerati a torto identitari. Altri dati maggiormente riservati vengono diffusi via passaparola a contatti fidati. Altri dati ancora, ad esempio ma non solo quelli incerti o incompleti, vengono tenuti da pochissime persone, talvolta 2 o 3 di numero, seguendo la logica secondo la quale le armi migliori son quelle non conosciute dagli altri. Si tengono d’occhio anche le dichiarazioni contrarie alla nostra libertà di espressione da parte di esponenti di partiti istituzionali.

Si è in tal senso bipartisan, con particolare attenzione al binomio centro-destra + terzo polo(Dal PDL all’API passando per FLI e UDC), ad esempio Fiamma Nirenstein, Gianfranco Fini, Mara Carfagna, e tanti altri ancora. Si controlla chiaramente anche quel che vien detto a sinistra o al centro, come nel caso della proposta di legge antirevisionista di Mastella e la tentata legge-bavaglio Prodi-Levi(http://www.stormfront.org/forum/t430501/), pensata per colpire i blog non conformi al sistema(entrambe le leggi naufragarono con la fine del governo Prodi). È il caso, purtroppo, della legge liberticida per eccellenza, la Legge Mancino, in netto contrasto con l’articolo 21 della Costituzione. È il caso anche delle recenti dichiarazioni del nostro Presidente della Repubblica, Napolitano, sulla cittadinanza agli allogeni nati in Italia(http://www.agoravox.it/Napolitano-cittadinanza-ai-figli.html).

Chi può essere informatore? Chiunque voglia informare su fatti ed eventi riguardantila propria zona e le realtà lì presenti, di qualunque tipo. Viene sempre garantita riservatezza ed anonimato, non si fanno pubblicamente i nomi degli informatori. Niente infamate, solo diffusione di informazioni ritenute utili e rilevanti.

Dove opera e dove può operare l’AntiRacist Watch? Ovunque in Italia, in real o a distanza. Il web è uno strumento molto importante perché lascia innumerevoli tracce, le quali vengono prima rilevate e successivamente rivelate a vari livelli dagli informatori. Gli informatori via web sono solitamente attenti al monitoraggio di social networks, forum e siti ufficiali delle più disparate organizzazioni, partitiche e non partitiche, ufficiali e non ufficiali. Verba volant, scripta manent, non si scappa.

Chi fa parte dell’AntiRacist Watch? Nessuno dal punto di vista formale, non ci sono quote da pagare, tessere, iscrizioni e le varie caratteristiche di partiti e movimenti sul campo. Si tratta di una rete orizzontale con piena libertà di movimento, la sigla ARW(AntiRacist Watch) è semplicemente un modo convenzionale per indicare questa rete già esistente da un po’ di tempo. Chi passa informazioni lo fa da singolo individuo a singolo individuo, con il passaparola o con il metodo gogna a seconda dei casi, a discrezione dell’informato. L’informatore solitamente non usa mai di sua iniziativa il metodo gogna; nel caso lo facesse in prima persona, se ne assume le responsabilità, e si prende i meriti ed i rischi del caso, fra cui la mancanza di anonimato. L’AntiRacist Watch comunque non condanna a priori l’agire da cani sciolti in quanto nasce come rete orizzontale di cani sciolti, di mine vaganti uscite da diversi fucili, organizzate in maniera non gerarchica. Ognuno è responsabile di quel che fa, nel bene e nel male.

Come detto prima, si presta particolare attenzione ai False Friends. A riguardo sono significative queste parole:

<<Se vi dichiarate non interessati all’identitarismo razziale non avete nulla da temere: non ci interessiamo a voi. Se siete veri identitari razziali e coerenti, non avete nulla da temere, anzi, il vostro eventuale apporto è ben accetto. Se invece per interesse personale usate le nostre idee come specchietto per le allodole, se cercate di sfruttare per i vostri scopi gli identitari razziali, se vi dichiarate identitari in malafede ma le vostre dichiarazioni e le vostre azioni vanno nella direzione opposta creando confusione indesiderata o facendo il gioco dei nostri nemici, non giocate col fuoco: siete il nostro bersaglio preferito. Sarete presentati, prima via passaparola fidato, passo dopo passo pubblicamente, lentamente ma inesorabilmente, per quello che siete, degli ipocriti. Il web non si controlla, il web è spazio libero, il web non fa sconti a nessuno. A maggior ragione, gli informatori sul campo non fanno sconti a nessuno. Essi sono molto più rari degli informatori via web, ma molto più efficaci. Magari non sapete chi siamo, ma ci siamo e ci saremo. Ci trovate ad eventi pubblici di vario tipo, a manifestazioni di vari partiti e movimenti di diversa estrazione culturale, religiosa e politica, a spasso per strada, al parco, nelle scuole, ovviamente sul web, ovunque ci sia uno spiraglio per entrare. Al Nord, al Centro ed al Sud. Senza fretta ma senza tregua, si avanza in assordante silenzio.>>

PS. Un ringraziamento a Luca per avermi, magari senza volerlo, dato l’idea del nome

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9 Risposte to “AntiRacist Watch”

  1. Guido de Angelis novembre 25, 2011 a 9:24 am #

    Dunque, secondo questa perversa logica, ci sarebbero gruppi o movimenti che si arrogherebbero l’escusività dell’etichetta “identitario” in base ad una non meglio precisata “certificazione DOC”. Ho come il sospetto che tale blasone sia da ricercarsi nell’antisemitismo senza se e senza ma.

    Guido de Angelis
    http://pericoloislamico.blogspot.com/

    • veraopposizione novembre 25, 2011 a 10:13 am #

      Direi proprio di no. Non c’è “etichetta doc” e l’antiebraismo a 360 gradi non basta, e va inteso come parte dell’identitarismo razziale; ad esempio non me ne faccio niente di un generico antiebraismo non identitario che sfoci nel filoislamismo o nel non veder gli altri problemi perchè se ne vede solo uno.

      Abbiam tanti problemi, compreso il pericolo islamico del quale, visto il titolo del tuo blog, sembri intendertene abbastanza. Anche movimenti che accogliessero posizioni filoislamiche tirando in ballo stronzate come “Anche Mussolini voleva far costruire una moschea in Italia” sono state e saranno vittima della gogna dell’AntiRacist Watch. Esiste JewWatch e JihadWatch, entrambe molto competenti nella loro materia ma che a volte peccano di cialtroneria, ARW è una rete che vuol prender il meglio da queste due altre reti, dare un imprinting in senso razziale al tutto ed includere tutto ciò che è contrario allo spirito dell’identitarismo razziale, chiunque abbia informazioni da passare anche riguardo robe più “jihadwatch” può farlo tranquillamente.

      Ah ho visto che hai messo una cosa su Duke e il presidente iraniano, Duke era andato lì per questioni revisioniste che io sappia, non perchè “al soldo del califfo” o robe simili, io non ci sarei andato perchè queste cose prestano il fianco a possibili fraintendimenti e a persone che voglion screditare l’identitarismo razziale. In ogni caso credo nella buona fede di Duke visti i vari video tradotti in italiano che parlano anche di identità razziale, del fatto che le razze esistono ecc. Poi lui usa un metodo, io ne uso un altro, come vedi qui di geopolitica non se ne parla e, se se ne parlerà, se ne parlerà ben poco e con occhio distaccato di “osservatore esterno”.

      In ogni caso per ARW, e in generale per lo spirito di questo blog l’antiebraismo, come l’antiislamismo, sono un qualcosa al servizio dell’ideologia razziale, e non viceversa. Chi non lo capisce è poco attento a quel che scrivo qui o in mala fede.

      Chiunque voglia imporre il viceversa, in qualunque possibile direzione, chiunque voglia usare l’identitarismo razziale per portar avanti posizioni che poco hanno a che fare con esso o addirittura incompatibili, sta cercando di stuprare l’identitarismo razziale ed è quindi possibile bersaglio dell’AntiRacistWatch. Internet lascia tracce.

  2. Guido de Angelis novembre 25, 2011 a 10:42 am #

    Adesso hai aggiunti la parola “razziale” ad “identitarismo” e la cosa prende una totale differente connotazione.
    Per quel che mi riguarda il mio blog ha tutt’altro indirizzo. Frasi come quella pronunciata da Duke nel suo discorso contro gli evangelisti americani che difendevano Israele per come la vedo io sono contrarie alla difesa dell’identità: “La verità è che anche se i musulmani non condividono tutte le credenze cristiane, l’Islam è molto più vicino al cristianesimo rispetto all’ebraismo. Ho già citato gli attacchi osceni fatto su Gesù Cristo, dal Talmud ebraico. Quanti cristiani americani anche conto che il Sacro Corano dell’Islam difende realmente Gesù Cristo e sua madre Maria, dalle calunnie odiose del giudaismo?” Altro che prestarsi a varie interpretazioni, questa è la prova tangibile che l’incompatibilità di certe fanatiche posizioni, esse si che “stuprano” l’identitarismo, quello vero ed in una funzione uguale e contraria al vostro, il mio blog monitorerà, tutti quei casi che riterrò in contrasto con esso, facendone un “sicuro” bersaglio. Per seguire le tracce sono un segugio!

    Guido de Angelis
    http://pericoloislamico.blogspot.com/

    • veraopposizione novembre 25, 2011 a 2:25 pm #

      Guarda, qua di robe in difesa dell’islam non ne leggerà nessuno, Duke a mio parere ha un interesse puramente geopolitico nell’islam, di certo è anti-immigrazione di non bianchi negli USA, contro il meticciato razziale e contro la perdita di spazi dei bianchi a scapito dei non bianchi. Dal momento che la stragrande maggioranza dei musulmani(a parte i musulmani europei di alcune zone dei Balcani) sono non bianchi, non penso proprio voglia intrattenere questi grandi legami di amicizia.

      In ogni caso, Duke la vede in un modo, ha un suo pensiero su tutto quanto il possibile, disponibile in lingua inglese nel suo sito(magari articoli interessanti per gli argomenti che tratta il mio blog saran tradotti qui), il materiale sull’ideologia che propaga questo blog si trova pienamente in questo blog, se hai domande da fare a Duke o dubbi su come la veda sull’islam ti consiglio di contattarlo dal suo sito, ma credo che ti risponderà come ti ho detto io.

      In ogni caso una delle prime cose che ho imparato è questa: non farsi degli “idoli”. Io non ho “idoli”, ho solo diversi riferimenti. Questi riferimenti magari dicono, che so, 8 cose che condivido e 2 cose che non condivido. Bene, prendo le 8 cose che condivido e dico “son d’accordo, argomenta bene, prendiamo spunto”, e questo da più personaggi possibili, sulle 2 cose che non condivido non dico “mmm questo ha detto così quindi devo pensarla così”, dico semplicemente “questo personaggio ha detto cose interessanti e condivisibile ma questa cosa non la condivido”.

      Riguardo alle religioni, beh forse scriverò qualcosa, di sicuro l’islam non fa per me, ma non mi definisco nemmeno cristiano, son un italiano bianco pro bianchi.

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