TECNICHE PER L’ARGOMENTAZIONE OTTIMALE DELL’IDENTITARISMO RAZZIALE PARTE 1

7 Mag

Non è la prima volta che parlo genericamente di tecniche da usare per risultare maggiormente accessibili e per far sì che le nostre idee possano essere comprese al meglio da parte di un interlocutore medio. Questo ovviamente non vuol dire rinnegare quello che si è né essere in alcun modo ipocriti. Spiego nel dettaglio due di queste tecniche, così da poter esser chiaro per tutti.

  1. Tecnica libertà di espressione.

Molti oppositori criticheranno le idee identitarie razziali sovrapponendole, in buona o in malafede, a parole come “dittatura, repressione, mancanza di libertà di espressione e carcere per gli oppositori politici”. La difesa ottimale da questo tipo di attacco è usare frasi come “ma veramente siamo noi identitari a vivere in una dittatura da parte di oligarchie ristrette. In questa dittatura vi è repressione verso chiunque affermi di pensarla fuori dai binari del politicamente corretto. Siamo noi identitari le possibili vittime di leggi chiaramente contro la libertà di espressione, come ad esempio la legge Mancino. Siamo noi identitari che non possiamo esprimere pubblicamente il nostro pensiero pena il carcere per reati ideologici. In questo modo si spiazza l’interlocutore e lo si mette davanti ad un nuovo punto di vista. Non bisogna mostrarsi come persone mentalmente chiuse, bisogna far sì che l’interlocutore, dopo la nostra risposta, si senta una persona mentalmente chiusa.

2. Tecnica BYN(Be Yourself Now).

Ricordatevi che siete identitari razziali, non semplici destrosi radicali o semplici anti-immigrazionisti. Vivete nel presente e nel futuro, non nel passato che non avete vissuto. Molta gente vorrà farvi apparire come nostalgici passatisti. Spiazzateli, non andate loro incontro. Esempio: domanda sul fascismo. Risposta: breve opinione personale sul fascismo, qualunque essa sia, positiva o negativa,specificare che è un’opinione personale non condivisa da tutti gli identitari(in effetti è così, non è che abbiam tutti le stesse idee politiche), e concludere con qualcosa del tipo siamo nel 2012, il governo fascista è caduto nel 1943, il discorso non è fascista vs antifascista, ma autoctono vs allogeno, identitario vs self hating white. L’interlocutore vuole buttarla sul politico-nostalgico? Benissimo, opinione personale, specificazione standardizzata, e frasi che la mettano sul piano identitario, sul razziale. Vuole farci apparire nostalgici? Facciamo in modo che egli stessi si senta nostalgico a farci domande risalenti a decine di anni fa. Deve sentirsi come se gli stessi dicendo oh ma che due palle, ancora lì sei rimasto? La guerra è finita, aggiornati. Altro esempio: domanda sui crimini degli immigrati. Si aspetterebbero una risposta di pancia, una risposta tipo ah, quegli zozzi immigrati che rubano spacciano e stuprano, maledetti, raus”. Otterranno invece una risposta pacata nei modi ma radicale nei contenuti, una risposta del tipo sì effettivamente parte degli immigrati commette crimini, ma il problema è più ampio, il problema dell’immigrazione è l’arrivo di altri allogeni non bianchi che a medio-lungo termine si sostituiscano a noi autoctoni o si mischino con noi distruggendo la nostra identità. Vorranno farti sembrare uno xenofobo che non vede aldilà del proprio naso, un sono razzista perché quel marocchino puzzone mi ha rubato il portafoglio, un becero insomma. Vedranno invece che ragioni con il cervello e da identitario, non con l’istinto e da xenofobo.

Il primo dei due esempi, oltre ad essere un esempio di tecnica BYN, è anche, se non soprattutto, un’applicazione della tecnica muro di gomma/specchio riflesso. Questa tecnica consiste nel mandar indietro le critiche o gli insulti dell’interlocutore, implicite od esplicite, usando metodologie di sottile contrattacco alla mente, all’inconscio. Anche la tecnica libertà di espressione è in parte un’applicazione della tecnica muro di gomma/specchio riflesso. Questa tecnica appena citata in effetti è alla base di molte strategie, insieme alla tecnica double standard. La double standard consiste nel concentrarsi su argomentazioni che evidenzino come i media e la gente comune applichi a nostro sfavore i due pesi e due misure. Penso che prossimamente parlerò nel dettaglio di queste tecniche importantissime e di altre tecniche secondarie da non tralasciare affatto.

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Una Risposta to “TECNICHE PER L’ARGOMENTAZIONE OTTIMALE DELL’IDENTITARISMO RAZZIALE PARTE 1”

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  1. Riguardo la libertà di espressione « veraopposizione - maggio 18, 2012

    […] Tuttavia, non è affatto così. Tecnica specchio riflesso/libertà di espressione(descritta qui https://veraopposizione.wordpress.com/2012/05/07/tecniche-per-largomentazione-ottimale-dellidentitari…) […]

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