Il ruolo di Internet nella diffusione dell’Identitarismo Razziale: Produttori, Diffusori e Consumatori

19 Lug

Si parla ora del ruolo di internet nella diffusione dell’identitarismo razziale.

In certi ambienti si parla con disprezzo del cosiddetto “tastieroso” o del “militante da tastiera”, indicando con questo termine un individuo che passa gran parte del tempo libero a scrivere di fascismo, tradizione ecc su internet, sui forum o sui social network ma che è riluttante a farsi vedere o ad impegnarsi attivamente in real. L’immagine che viene data di questo individuo è simile a quella del nerd, magari uno che fa anche il “minaccioso” sul web quando fisicamente non farebbe paura ad una mosca. Chiaramente un individuo, detto anche “internet warrior” che si comporta così non è auspicabile in nessun caso perché comunque uno deve farsi anche una vita fuori dal web, e questo a prescindere da un’eventuale militanza politica. Fare il gradasso, in qualunque modo, su internet, scredità sé stessi e le idee che si portano avanti. Usare il web per gridare slogan caricaturali, per insultare beceramente altre persone o, peggio, per minacciare fisicamente in modo più o meno credibile altre persone, è un uso distruttivo, inutile se non addirittura dannoso. Da identitario razziale, l’internet warrior per me è questo: quello che usa internet in modo distruttivo per sembrare “true evil”, per sembrare “il super nazzi cattivo e violento”, per farsi un’identità che non è la sua; esso talvolta fa proprie idee in cui probabilmente nemmeno crede molto per il semplice fatto di volersi “sentire qualcuno” in un ambiente virtuale relativamente piccolo in cui quindi è più facile “esser considerati”, in virtù del fatto che si è in pochi.

Esiste invece l’uso costruttivo di internet. L’uso che penso di fare io(così mi han detto tante persone) e che fanno varie persone, un uso non per scrivere in maiuscolo slogan esaltati né per sfogare le proprie frustrazioni e il proprio disagio nel vivere in questo mondo né un luogo per farsi belli con altre persone millantando fatti della propria vita reale mai successi o raccontati in modo esagerato. Internet usato in modo costruttivo è un’arma che dobbiamo usare, forse è l’arma più immediata che abbiamo, il centro di tutto, e non va trascurata affatto. Senza fare discorsi da “militanti da tastiera”, faccio una domanda.

Quanto è utile distribuire per un partito o un movimento dei volantini sulle foibe o contro il campo rom sotto casa, ritrovarsi in 40 in centro a Milano per manifestare per qualcosa che si ritiene giusto, non venendo in entrambi i casi minimamente cagati dalle persone intorno, magari gente di età avanzata o comunque persone che pensano semplicemente alla loro vita totalmente disinteressate al messaggio mandato?

Quanto è utile invece spendere lo stesso tempo per creare un articolo identitario ben argomentato, tradurre materiale identitario dall’inglese e diffonderlo in modo che chi è interessato ad argomenti correlati abbia la possibilità di vederlo e di passarlo a quante persone vuole senza alcuna difficoltà, arrivando dritti al target potenziale?

Io credo sia più utile la seconda opzione, in quanto quello che si mette su internet arriva a più persone, soprattutto giovani, in quanto si sa che internet è più utilizzato dai giovani, principale target per l’identitarismo razziale. Inoltre quello che si mette su internet resta per molto tempo, potenzialmente per sempre perché anche se viene censurato è possibile rimetterlo senza che nessuno si faccia male; i volantini e gli striscioni invece finiscono nel cestino il giorno stesso o comunque restano visibili e utilizzabili per un lasso di tempo davvero irrisorio se confrontato al tempo medio in cui un articolo sta su internet.

Non fraintendetemi, non sto dicendo che bisogna stare a casa su internet senza mettere il muso fuori, bisogna metter sì il muso fuori, conoscersi se possibile, andare anche a qualche evento ma non tanto per l’evento in sé quanto per conoscere altre persone simili a noi, con le stesse istanze da portare avanti, in real e su internet.  Semplicemente, mettere il muso fuori dedicandosi massivamente alla cosiddetta “militanza” potrebbe paradossalmente essere “distruttivo” quasi quanto star tutto il tempo sul web a gridare slogan e condividere immagini a cui darà attenzione solo chi la pensa come te o forse nemmeno in quanto non aggiungono niente a ciò che già si sa. Il militante tipico chiaramente si sentirà a posto con la “coscienza” per esser andato a quel presidio, a quella manifestazione, a quell’evento ecc e giustamente dedicherà parte del rimanente tempo libero alla sua vita privata e la restante parte ad usare internet in modo inutile o non costruttivo. Guarderà video stupidi su youtube o condividerà i soliti “sieg heil w il duce governo ladro” senza dedicarsi alla Produzione Identitaria Costruttiva, comprendente sia produzioni originali in italiano che traduzioni, creazione di video, diffusione del materiale e quant’altro. Per la diffusione del materiale son bravi tutti, anche i tastierosi o anche quelli che usano internet in modo non costruttivo, basta spammare in giro ed è ok, e va bene così. Se tutti però si limitassero a spammare senza produrre, non ci sarebbe niente da diffondere e quindi tutto l’identitarismo non avrebbe alcuna risonanza.

Attualmente ci sono pochissime persone che producono(Produttori), un buon numero di persone che condividono e diffondono(Diffusori) ed un numero sempre maggiore di persone che guardano(Consumatori), condividendo in parte, del tutto o per niente il materiale. In ogni caso questo pubblico riceve il materiale necessario per capire un punto di vista diverso dal suo; questo pubblico vede materiale prodotto in modo non caricaturale e non in modo da far distoglier l’attenzione dai contenuti, questo è l’importante. Nessuno dovrà mai dire “identitarismo razziale? Cos’è?”, l’obiettivo è far conoscera  tutti, anche a quelli che non condividono e non condivideranno mai, il nostro pensiero.

L’obiettivo primario è far sì che le poche persone che attualmente producono continuino a produrre il più possibile. Ovviamente ci sarà sempre il momento in cui una persona avrà più o meno tempo ma in questo caso se qualcuno resterà per troppo tempo inattivo, l’identitarismo rischia di essere momentaneamente “bloccato”. Per questo motivo è necessario un numero maggiore di persone in cima alla “piramide” (Produttori, Diffusori e Consumatori). Si spera quindi che in futuro i Produttori attuali restino tali, alcuni Diffusori scelgano di salire di grado e diventare Produttori e che alcuni Consumatori che condividono diventino prima Diffusori e poi, perché no, Produttori. Questo succederà più facilmente se le persone capiranno pian piano l’utilità del mezzo internet usato in modo costruttivo e concentreranno almeno parte delle loro forze su questo.

Concludo dicendo che per materiale identitario si intende materiale che parli direttamente di identitarismo razziale e di questioni collegate ad esso, preferibilmente materiale che riguardi più l’epoca attuale che epoche passate, materiale che parli di Ideologia Identitaria e non di Ideologia Politica o Ideologia Religiosa. Deve essere inoltre materiale non trito e ritrito ma che aggiunga qualcosa a quello che si sa già o che aggiunga un punto di vista in più rispetto a quelli che si conoscono già.

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Una Risposta to “Il ruolo di Internet nella diffusione dell’Identitarismo Razziale: Produttori, Diffusori e Consumatori”

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  1. Anonimo - luglio 30, 2012

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