Identitarismo Razziale e Gruppi Organizzati Ufficiali

21 Lug

Come detto in altri articoli, ideologicamente parlando tutto ruota attorno all’Identitarismo Razziale. Il resto è periferia o correnti interne. Bisogna insomma concentrarsi sul nocciolo. Il Nocciolo è

Breve guida ad una coerente ideologia identitaria razziale

Si dice che la perfezione si raggiunge non quando non c’è più nulla da aggiungere ma quando non c’è più niente da togliere. Ci si concentra quindi sul nocciolo della questione senza quelli che si sono ritenuti inutili o superflui fronzoli. Niente seghe mentali su dottrine filosofiche, storiche, economiche e politiche mutualmente esclusive. Togliere tutto ciò che non fa parte della Base Ideologica Comune su cui si basa l’Identitarismo Razziale. Così facendo si espone nel migliore dei modi un’ideologia utile per unire e non per dividere ed allo stesso tempo si traccia una linea netta che divida chi è Identitario Razziale da chi non lo è, anche all’interno degli stessi Gruppi Organizzati Ufficiali. Come detto in

Comunanza Ideologica Identitaria, cosiddetto cameratismo politico e Casacche,

non è il Gruppo Organizzato Ufficiale che deve unire; è l’Ideologia Identitaria che deve farlo. I gruppi posson essere strumenti dell’Identitarismo Razziale in linea teorica, non viceversa. Ogni gruppo ed anche ogni individuo può essere considerato più o meno utile all’Identitarismo Razziale. Banalmente, è utile all’Identitarismo Razziale chi collabora a produrre e diffondere materiale Identitario Razziale o comunque chi da spazio a questo materiale all’interno del proprio giro. Ci sono Gruppi Organizzati Ufficiali che, in quanto tali, han collaborato in tal senso? Ci sono singoli individui, a prescinder dal fatto che facciano o meno parte di questo, quello o di nessun Gruppo Organizzato Ufficiale, che han collaborato in tal senso? Da queste risposte si traggano le conclusioni. La realtà attuale parla di nessun Gruppo Organizzato Ufficiale che ha collaborato e di alcuni individui che han collaborato. Alcuni di loro fan parte di un Gruppo Organizzato Ufficiale, altri no. I primi han collaborato come singoli e non come membri di un Gruppo Organizzato Ufficiale, i secondi han collaborato come singoli senza nemmeno far parte di un Gruppo Organizzato Ufficiale. Allo stato attuale è questa la situazione che c’è fra Gruppi Organizzati Ufficiali ed Identitarismo Razziale. Il materiale è disponibile per tutti e molti ne sono a conoscenza. Chi lo vuole lo prende e lo diffonde, chi non lo vuole lo ignora. Chi lo diffonde deve però farlo in modo disinteressato e spontaneo, senza aspettarsi di ricevere qualcosa in cambio in quanto il materiale Identitario Razziale non è merce di scambio ma è merce di cui usufruire se si vuole portare avanti un certo discorso. A maggior ragione è opportuna questa frase:

<<I White Nationalists(WNs) facciano per i Gruppi Organizzati Ufficiali quello che i Gruppi Organizzati Ufficiali han fatto per il White Nationalism(WN): niente.>>

Se mai un Gruppo Organizzato Ufficiale farà qualcosa per il WN, non sentitevi assolutamente in obbligo di farvi la tessera o andare ad eventi non WN di questo Gruppo Organizzato Ufficiale. Se ve lo chiederanno insistentemente o, peggio, ve lo porranno implicitamente o esplicitamente come “condizione”, vorrà dire che il loro sostegno al WN sarà stato non puro e disinteressato. Vorrà dire che è stata tutta una bieca strategia politica. Vorrà dire che avranno voluto usare il WN come strumento per allargare il loro target, accandonandolo non appena il WN non sarà più strumentale a loro.
La frase definitiva allora diventa questa.

<<I WNs faranno per i Gruppi Organizzati Ufficiali ciò che i Gruppi Organizzati Ufficiali han fatto DISINTERESSATAMENTE per il WN: niente>>

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4 Risposte to “Identitarismo Razziale e Gruppi Organizzati Ufficiali”

  1. Andrea settembre 10, 2012 a 9:45 am #

    ho letto con interesse la breve guida all’ideologia identitaria razziale. Tuttavia non sono convinto che il mantenimento della razza bianca a tutti i costi sia un bene.

    Non so in che posizione mi troverei se volessi vivere in Algeria con una ragazza algerina e divenissi padre di un meticcio che potrebbe tornare facilmente in Francia (o in Italia) per vivere e lavorare, integrarsi.

    Mi troverei nella condizione di essere un allogeno, e non vorrei essere estromesso dalla società algerina. Buonismo a parte, sarebbe un concetto cristiano basilare. Più che mantenere in vita una razza, preferirei mantenere in vita una cultura. In un caso ideale ci vorrebbero due coscienze -una multiculturalista e multirazziale, l’altra culturalmente tradizionalista.

    • veraopposizione settembre 10, 2012 a 10:16 am #

      Capisco il tuo punto di vista, è un punto di vista integrazionista ed assimilazionista, per una società multirazziale ma uniculturale, esattamente come quella che vorrebbero i Governi Occupati d’Occidente anche se probabilmente nel tuo caso la cultura che vorresti sarebbe diversa. Tuttavia qualunque cultura ci si mette, se la società è multirazziale il mondialismo ha vinto comunque, magari non il tipo di mondialismo dei Governi Occupati d’Occidente ma un altro tipo di mondialismo sì.

      Se si mischiano le razze, se si perde il sangue tutto il resto dal punto di vista identitario perde di significato perchè si è già ad un punto di non ritorno. Gli integrazionisti, di qualunque tipo, vogliono questo, implicitamente o esplicitamente: il punto di non ritorno

      • Andrea settembre 11, 2012 a 11:38 am #

        Credo che in paesi come la Francia, dove vivo attualmente, questo punto di non ritorno sia già stato superato, al punto che qui ha sempre meno senso parlare di immigrati di seconda o terza generazione.

        Mi domando se il punto di vista identitario può essere compatibile con politiche sociali che garantiscano il benessere di tutti, immigrati compresi. Un paese che accoglie una minoranza di un’altra razza non può esimersi dal garantire diritti, pari opportunità ed istruzione ai membri di quella razza.
        Ora, forse significherebbe aprire una facoltà di ingegneria dei materiali, per esempio, solo per neri? questo porta a dei costi enormi e potenzialmente ad uno svantaggio dei nostri ingegneri dei materiali che, essendo più numerosi del ceppo razziale differente, saranno chiaramente meno seguiti nei loro studi.

        D’altra parte è ovvio che se si sceglie di mandare tutti a scuola insieme, finiranno per instaurarsi dinamiche sociali che porteranno ad una mescolanza delle razze. Mi sto sforzando di trovare un punto in comune tra il punto di vista identitario e le pari opportunità per tutti, ma è piuttosto difficile: penso sempre che l’immigrato potrei essere io e la mia famiglia.

        Discorso a parte: vorrei che esistessero dei blog pratici e ben organizzati come il tuo anche tra i gruppi di sinistra moderata. Non condivido le tue idee solo perchè non sono convinto che il “benessere di tutti dappertutto” (un concetto piuttosto utopico, lo ammetto) sia l’obiettivo finale. Ma se ne può sempre parlare in tranquillità.

      • veraopposizione settembre 11, 2012 a 11:28 pm #

        Il fatto che si sia arrivati ad un punto tale è un motivo in più per sostenere almeno l’autoseparatismo razziale. Con questo termine intendo il concetto che i bianchi tendano, per scelta, a star solo fra di loro e a non socializzare con gli allogeni, non comprare dai loro negozi ecc.

        L’obiettivo finale per un WN è il benessere dei popoli bianchi, ogni politica sociale attuata per altre razze è una politica sociale in meno per noi, è scontato che dal punto di vista WN venga prima il benessere dei bianchi, a maggior ragione in nazioni bianche. Le “pari opportunità” vanno intese solo fra autoctoni perchè ogni opportunità(ad esempio di lavoro) che viene data ad un allogeno è un’opportunità tolta ad un autoctono. L’errore a monte è ovviamente, soprattutto in un mondo che tende alla globalizzazione ed all’annullamento delle differenze, aver fatto entrare all’inizio una minoranza appartenente ad una razza non bianca. Il resto è stato graduale e ci ha portati alla situazione attuale. E’ ovvio che dal momento che accogli gli allogeni e magari dai loro la cittadinanza o comunque diritti di vario tipo(di studio, di lavoro ecc) fai un passo in avanti verso il Male Assoluto per un WN: l’integrazionismo. L’unica soluzione è una diffusione del WN in modo tale che i bianchi che si trovino costretti a condividere spazi scolastici o lavorativi con gli allogeni siano portati, finito l’orario scolastico o lavorativo, a stare solo coi propri simili e a non socializzare con gli allogeni. Il tutto è più difficile al crescere del numero di allogeni.

        Tu dici “potrei esser io l’immigrato”. Normale, l’immigrato allogeno fa i suoi interessi, non gliene faccio una colpa; faccio una grossa colpa invece all’autoctono che non è in grado di fare i suoi interessi e rinuncia a parte dei propri diritti, dei propri spazi e delle proprie opportunità(ad esempio di lavoro) per darle ad un allogeno. Se mi capiterà(magari per fuggire dalla polizia del pensiero dei Governi Occupati d’Occidente:D) di esser io il bianco in un paese di non bianchi, cercherò di fare il mio interesse, di cercare altri bianchi lì residenti non aspettandomi alcun favore dagli abitanti di quei paesi perchè in quel caso “l’allogeno sarei io”. E stai sicuro che solo noi bianchi, a causa del Brainwash dei Media dei Governi Occupati d’Occidente, abbiamo questa allo-filia. Prendi anche i paesi arabi più ricchi, loro accettano come stranieri soltanto lavoratori stagionali necessari alla loro economia i quali, finito il contratto, se ne tornano indietro. Prendi il Giappone, loro non hanno immigrazione e vanno avanti lo stesso. Ci dicono che il meltin pot è il futuro, che gli immigrati servono ecc ma vedi, le nazioni non bianche senza immigrati(o al massimo con lavoratori stagionali che vanno e vengono senza metter radici) tirano avanti lo stesso. Noi, con gli allogeni immigrati, abbiamo vari problemi ed inotlre permettiamo loro di metter radici qui e distruggere consequenzialmente la nostra identità razziale oltre che culturale.

        Ti ringrazio per i complimenti sull’organizzazione del blog, in effetti il fatto che una persona con idee totalmente diverse da quelle esposte qui commenta senza insultare ma discutendo normalmente è un buon segno:)

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