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Ciellini ed Ebrei: un paragone per chi non conosce

2 Ott

 

Parlerò ora del problema ebraico, sconosciuto ai più, partendo dalla questione ciellini, ovvero appartenenti al gruppo Comunione e Liberazione. La questione ciellini non riguarda il White Nationalism e non è nemmeno troppo legata alla questione ebraica; tuttavia ritengo che esporre le due questioni in uno stesso articolo possa far capir meglio la questione ebraica a chi non la conosce bene. I ciellini sono, ufficialmente, i membri di Comunione e Liberazione, un gruppo di persone che si ritrovano regolarmente e che sono accomunate da un orientamento politico di centro destra e da un orientamento religioso cattolico. In realtà essi sono una sorta di lobby che grazie a vari esponenti ben posizionati nel mondo accademico, lavorativo e politico tendono a favorire i membri del loro gruppo a scapito di tutti gli altri. La loro maggiore influenza è nel Nord Ovest dell’Italia, nel mondo accademico, nel mondo del lavoro ed anche nel mondo politico negli ambienti legati al PDL(Formigoni, attuale presidente della Regione Lombardia, è un noto ciellino). Chiunque voglia teoricamente può entrare nel loro giro. Questa è l’unica differenza parziale che hanno con gli ebrei nella sostanza per quanto riguarda strategie, metodi e barriere all’entrata.

Infatti non tutti ma solo gli ebrei possono far parte dei gruppi di potere ebraici, anche se ci sono vari bianchi rinnegati che vanno contro la nostra razza facendo parte di gruppi di potere anti-bianchi e filoebraici. A parte questa piccola differenza, gli ebrei sono analoghi ai Ciellini, con la differenza che gli ebrei hanno come oggetto della loro influenza il Mondo Bianco. Sì, gli ebrei stanno al Mondo Bianco come i ciellini stanno al mondo del lavoro. Ovviamente, per quanto i ciellini siano fastidiosi e lobbysti, sono gli ebrei quelli più pericolosi per il mondo bianco fra i due. Infatti gli ebrei hanno un grandissimo potere e la volontà di annullare le differenze fra popoli, differenze razziali incluse. Il paragone coi ciellini serve a far capire alle tantissime persone che hanno un orientamento negativo su CL(Comunione e Liberazione) i motivi per cui noi White Nationalists riteniamo il giudaismo un problema. Noi siamo contro il giudaismo anche per motivi simili che portano moltissima gente che niente ha a che fare col WN ad esser contrari a Comunione e Liberazione: gruppi di potere che, a loro modo, favoriscono i propri membri a scapito d’altri.

L’Italiano Medio Anti Ideologico: un individuo inaffidabile per l’Identitarismo Razziale

15 Ago

L’Italiano Medio Anti Ideologico(IMAI) che non si è mai posto il problema razziale non se lo porrà mai perchè semplicemente non gli interessa. Alla “casalinga di Voghera”(esempio che si fa più volte per indicare una tipologia di IMAI) interesserà che il marito abbia un lavoro, che i figli abbiano un futuro, che possano uscire di casa senza esser rapinati, uccisi, stuprati, picchiati ecc. La casalinga di Voghera(ma potresti dire anche “l’impiegato di Savona”, è uguale) rappresenta l’esempio di “italiano medio” nel senso più anti-ideologico, nel senso di “Francia o Spagna purchè se magna”; è l’emblema del “borghese piccolo piccolo” che guarda soltanto al suo micro-interesse personale e che appoggerà chiunque veda come “colui che può dare sicurezza al proprio piccolo orticello”, che sia l’Entità Sostenuta fascista, comunista, democristiana, NS, WN, musulmana, ebrea, buddhista, bianca, negra, giallo, marrone ecc..

L’Italiano Medio Anti-Ideologico(IMAI) dà un sostegno volubile e subordinato al fatto che l’Entità Sostenuta gli dia qualcosa in cambio. Storicamente spesso l’IMAI ha avuto un ruolo. Benito Mussolini è morto appeso a testa in giù a causa di un vasto gruppo di Italiani Medi Anti-Ideologici che lo appoggiavano e sostenevano quando la situazione economica era ok e che lo impiccarono come una ciofeca quando le cose stavano andando male. Benito Mussolini governò finchè fu in grado a dare ai Borghesi Piccoli Piccoli IMAI ciò che loro volevano e fece una fine oggettivamente orrenda quando questi IMAI non ricevettero più quello che volevano a causa di una situazione che a causa dell’andamento della guerra era diventata molto dura. Questo tipo di sostegni sono sostegni inaffidabili a Medio e Lungo Termine. Se io andassi in giro con una maglietta con su scritto VeraOpposizione a dare cibo e soldi a questi IMAI essi direbbero “oh che bravi questi White Nationalists” ma farebbero così pure se un gruppo di musulmani o di antirazzisti o di qualunque altra cosa facesse così. E’ gente che semplicemente “si vende al miglior offerente” e non è interessata seriamente a nessun tipo di ideologia, qualunque essa sia.

Il target di VeraOpposizione e, più in generale, del White Nationalism Italiano sono le persone dal cervello pensante e dalla mente aperta disposte ad ascoltare un punto di vista diverso da quello di quello propagandato dai mass media dei Governi Occupati d’Occidente e diverso da quello propagandato dalle False Opposizioni o dalle Opposizioni Controllate Atipiche.

Riguardo le Opposizioni Controllate Atipiche

Questo target teoricamente può essere composto da 15enni come da pensionati, da disoccupati come da manager, impiegati, operai, casalinghe, studenti ecc, a prescindere dal sesso, dalla situazione economica, dall’ideologia politica, dalla religione e da altri fattori considerati non importanti. Questo target non riceve un “corano da imparare a memoria” ma soltanto 30 paginette scarse di Base Ideologica Comune da capire. Se la Base Ideologica Comune è condivisa, ognuno è libero di far il percorso e le scelte che ritiene più opportune fermo restante questa Base Ideologica Comune, che, fra le altre cose, pone un discorso di “identità razziale bianca”, non necessariamente di “superiorità”(che poi è scientifico che alcune razze son superiori ad altre in alcune cose ed inferiori ad altre in altre cose) ragiona in “autoctoni bianchi vs allogeni non bianchi” e non genericamente in “residenti vs immigrati” o “italiani vs stranieri”.

Ecco la “Base Ideologica Comune”

Breve Guida ad una Coerente Ideologia Identitaria Razziale

Far capire la differenza fra Vera Opposizione White Nationalist e False Opposizioni non White Nationalists è fondamentale per ogni identitario razziale, e quando qualcuno proveniente dalle False Opposizioni non White Nationalists vien a dire che “la questione razziale non è considerata prioritaria, si considerano prioritarie altre questioni che anche voi condividete” egli dà semplicemente una mano a capire le differenze. Questione di priorità. Chi dà priorità alla questione razziale è WN, chi dà priorità ad altre cose non è WN, elementare. Per questo motivo parlare di identitarismo razziale in modo pubblico e in gruppi ufficiali è illegale in Italia, mentre Gruppi Ufficiali Organizzati che posson esser considerate Opposizioni Controllate Atipiche o False Opposizioni non White Nationalists sono legali.

Le possibili vittore elettorali in tempo di crisi. Successi ideologici o di pancia? Il White Nationalism come successo ideologico.

6 Ago

Nell’ultimo periodo come tutti sanno l’Europa sta affrontando una crisi economica di grandi dimensioni. Gli abitanti dell’Europa si sentono insicuri e hanno ormai ogni giorno meno fiducia nei loro governanti ed in generale nel Sistema. Periodi come questi son periodi ideali per emergere per i gruppi Anti Sistema, di qualunque tipo siano. Essendo l’Europa in crisi ed essendoci una certa quota di non-Europei in Europa, i gruppi Anti-Sistema anti-immigrazione, perlopiù gruppi di Estrema Destra o di area neofascista, puntano sul trattare simultaneamente la questione immigrati e la questione crisi. Per ogni immigrati che lavora un autoctono è disoccupato. Le persone spaventate dalla crisi vedono nell’immigrato un problema perché lavora al posto suo rendendolo disoccupato. In questo modo il consenso nei confronti dei gruppi Anti Sistema e Anti Immigrazione cresce a causa delle persone che, vedendosi toccata la propria quotidianità, appoggia questi gruppi non tanto per convinzione quanto per convenienza. Quando questi gruppi sono partiti e si presentano alle elezioni, il sostegno per convenienza di una parte della popolazione in difficoltà si traduce in successo elettorale. Noto a tutti è il caso di Alba Dorata in Grecia. Solita a prendere percentuali bassissime, questa tornata elettorale è arrivata a percentuali altissime ed è entrata in Parlamento. I membri di Alba Dorata si stan quindi impegnando a mantenere gli impegni presi, non con le parole come tanti politicanti ma con i fatti, distribuzione di cibo ai soli Greci, negozio low cost per soli Greci e tante altre iniziative coerenti con l’ideologia che dicono di avere. Sorgono però due considerazioni.

  1. Se la crisi passerà? Se la Grecia(dico Grecia ma potrà valere per altri posti in futuro) supererà economicamente questo momento, magari fra qualche anno, quanti dei “nuovi elettori” di Alba Dorata(o di un partito analogo in un’altra nazione) continueranno a voltarla? Quanti “nuovi elettori”, tornati al benessere economico, riprenderanno a votare i partiti pro-Sistema? Se chi vota per convenienza non capirà e condividerà ideologicamente Alba Dorata, il tutto sarà un fuoco di paglia, una “protesta” che rientrerà e che farà il gioco del Sistema: “eravate arrabbiati e vi siete fidati dei cattivi, ora state bene, siamo buoni e ve l’abbiamo dimostrato, votate noi”. Questa è una possibilità abbastanza probabile a mio avviso.
  2. In un sistema controllato dai Governi Occupati d’Occidente, se anche una singola Alba Dorata arrivasse a governare un paese Occidentale, quel paese subirebbe ogni sorta di boicottaggio dalla comunità internazionale ed il proprio popolo, per convenienza, insorgerebbe contro il governo che “li rende poveri ed isolati” esattamente come era insorto contro gli “immigrati che rubavano il lavoro”.

Per questi motivi, pur ovviamente ammirando moltissimo gli autoctoni che si impegnano a far sì che l’Europa resti bianca, non vedo nella politica la via d’uscita in quanto i Governi Occupati d’Occidente posson fare come il bambino che perde la partita di calcio alla playstation: riavvia. Riavvia il gioco finchè non vinci. Spegni la playstation e riaccendi finchè non vinci. Così è la politica nei Governi Occupati d’Occidente.

Ogni cambiamento definitivo parte dalla diffusione di un’ideologia capita e condivisa sinceramente da una grossa fetta di popolazione, non dal disagio di una fetta di popolazione che, per protesta o convenienza, si appoggia all’antagonista Anti Sistema di turno che vede come “quello che può risolver i loro problemi di pancia”. Per questo mi concentrerò sempre sulla diffusione dell’ideologia Identitaria Razziale(White Nationalism) e non mi interesserò della politica spiccia, dei consensi, della gente che ti vota perché le dai pane ed olio, di chi viene derubato dal marocchino e dice “marocchino di merda” e 2 mesi dopo “ma no era solo un periodo quelli bravi devono restare”. Senza la diffusione dell’ideologia WN/ Identitaria Razziale nessun successo politico di nessun gruppo potrà avere effetti duraturi e definitivi. La diffusione del WN deve riguardare tutta l’Europa anzi, in tutto il Mondo Bianco. Io, da WN Italofono, faccio la mia parte per i bianchi italofoni. Tutti, se vogliono, posson fare la propria parte, senza perder tempo nel cercare il consenso interessato di strati di popolazione bianca ormai totalmente lobotomizzata dalla Dittatura dei Governi Occupati d’Occidente che altro non fa che lamentarsi momentaneamente contro i propri padroni che non riescono più a dargli la pagnotta. Il White Nationalist resta tale che sia ricco o che sia povero, che sia manager o disoccupato, che sia single o che abbia 15 figli. Legare il White Nationalism ad un ceto sociale o alla propria fortuna economica è il più grave errore che si possa fare.

Identitarismo Razziale e Gruppi Organizzati Ufficiali

21 Lug

Come detto in altri articoli, ideologicamente parlando tutto ruota attorno all’Identitarismo Razziale. Il resto è periferia o correnti interne. Bisogna insomma concentrarsi sul nocciolo. Il Nocciolo è

Breve guida ad una coerente ideologia identitaria razziale

Si dice che la perfezione si raggiunge non quando non c’è più nulla da aggiungere ma quando non c’è più niente da togliere. Ci si concentra quindi sul nocciolo della questione senza quelli che si sono ritenuti inutili o superflui fronzoli. Niente seghe mentali su dottrine filosofiche, storiche, economiche e politiche mutualmente esclusive. Togliere tutto ciò che non fa parte della Base Ideologica Comune su cui si basa l’Identitarismo Razziale. Così facendo si espone nel migliore dei modi un’ideologia utile per unire e non per dividere ed allo stesso tempo si traccia una linea netta che divida chi è Identitario Razziale da chi non lo è, anche all’interno degli stessi Gruppi Organizzati Ufficiali. Come detto in

Comunanza Ideologica Identitaria, cosiddetto cameratismo politico e Casacche,

non è il Gruppo Organizzato Ufficiale che deve unire; è l’Ideologia Identitaria che deve farlo. I gruppi posson essere strumenti dell’Identitarismo Razziale in linea teorica, non viceversa. Ogni gruppo ed anche ogni individuo può essere considerato più o meno utile all’Identitarismo Razziale. Banalmente, è utile all’Identitarismo Razziale chi collabora a produrre e diffondere materiale Identitario Razziale o comunque chi da spazio a questo materiale all’interno del proprio giro. Ci sono Gruppi Organizzati Ufficiali che, in quanto tali, han collaborato in tal senso? Ci sono singoli individui, a prescinder dal fatto che facciano o meno parte di questo, quello o di nessun Gruppo Organizzato Ufficiale, che han collaborato in tal senso? Da queste risposte si traggano le conclusioni. La realtà attuale parla di nessun Gruppo Organizzato Ufficiale che ha collaborato e di alcuni individui che han collaborato. Alcuni di loro fan parte di un Gruppo Organizzato Ufficiale, altri no. I primi han collaborato come singoli e non come membri di un Gruppo Organizzato Ufficiale, i secondi han collaborato come singoli senza nemmeno far parte di un Gruppo Organizzato Ufficiale. Allo stato attuale è questa la situazione che c’è fra Gruppi Organizzati Ufficiali ed Identitarismo Razziale. Il materiale è disponibile per tutti e molti ne sono a conoscenza. Chi lo vuole lo prende e lo diffonde, chi non lo vuole lo ignora. Chi lo diffonde deve però farlo in modo disinteressato e spontaneo, senza aspettarsi di ricevere qualcosa in cambio in quanto il materiale Identitario Razziale non è merce di scambio ma è merce di cui usufruire se si vuole portare avanti un certo discorso. A maggior ragione è opportuna questa frase:

<<I White Nationalists(WNs) facciano per i Gruppi Organizzati Ufficiali quello che i Gruppi Organizzati Ufficiali han fatto per il White Nationalism(WN): niente.>>

Se mai un Gruppo Organizzato Ufficiale farà qualcosa per il WN, non sentitevi assolutamente in obbligo di farvi la tessera o andare ad eventi non WN di questo Gruppo Organizzato Ufficiale. Se ve lo chiederanno insistentemente o, peggio, ve lo porranno implicitamente o esplicitamente come “condizione”, vorrà dire che il loro sostegno al WN sarà stato non puro e disinteressato. Vorrà dire che è stata tutta una bieca strategia politica. Vorrà dire che avranno voluto usare il WN come strumento per allargare il loro target, accandonandolo non appena il WN non sarà più strumentale a loro.
La frase definitiva allora diventa questa.

<<I WNs faranno per i Gruppi Organizzati Ufficiali ciò che i Gruppi Organizzati Ufficiali han fatto DISINTERESSATAMENTE per il WN: niente>>

Il ruolo di Internet nella diffusione dell’Identitarismo Razziale: Produttori, Diffusori e Consumatori

19 Lug

Si parla ora del ruolo di internet nella diffusione dell’identitarismo razziale.

In certi ambienti si parla con disprezzo del cosiddetto “tastieroso” o del “militante da tastiera”, indicando con questo termine un individuo che passa gran parte del tempo libero a scrivere di fascismo, tradizione ecc su internet, sui forum o sui social network ma che è riluttante a farsi vedere o ad impegnarsi attivamente in real. L’immagine che viene data di questo individuo è simile a quella del nerd, magari uno che fa anche il “minaccioso” sul web quando fisicamente non farebbe paura ad una mosca. Chiaramente un individuo, detto anche “internet warrior” che si comporta così non è auspicabile in nessun caso perché comunque uno deve farsi anche una vita fuori dal web, e questo a prescindere da un’eventuale militanza politica. Fare il gradasso, in qualunque modo, su internet, scredità sé stessi e le idee che si portano avanti. Usare il web per gridare slogan caricaturali, per insultare beceramente altre persone o, peggio, per minacciare fisicamente in modo più o meno credibile altre persone, è un uso distruttivo, inutile se non addirittura dannoso. Da identitario razziale, l’internet warrior per me è questo: quello che usa internet in modo distruttivo per sembrare “true evil”, per sembrare “il super nazzi cattivo e violento”, per farsi un’identità che non è la sua; esso talvolta fa proprie idee in cui probabilmente nemmeno crede molto per il semplice fatto di volersi “sentire qualcuno” in un ambiente virtuale relativamente piccolo in cui quindi è più facile “esser considerati”, in virtù del fatto che si è in pochi.

Esiste invece l’uso costruttivo di internet. L’uso che penso di fare io(così mi han detto tante persone) e che fanno varie persone, un uso non per scrivere in maiuscolo slogan esaltati né per sfogare le proprie frustrazioni e il proprio disagio nel vivere in questo mondo né un luogo per farsi belli con altre persone millantando fatti della propria vita reale mai successi o raccontati in modo esagerato. Internet usato in modo costruttivo è un’arma che dobbiamo usare, forse è l’arma più immediata che abbiamo, il centro di tutto, e non va trascurata affatto. Senza fare discorsi da “militanti da tastiera”, faccio una domanda.

Quanto è utile distribuire per un partito o un movimento dei volantini sulle foibe o contro il campo rom sotto casa, ritrovarsi in 40 in centro a Milano per manifestare per qualcosa che si ritiene giusto, non venendo in entrambi i casi minimamente cagati dalle persone intorno, magari gente di età avanzata o comunque persone che pensano semplicemente alla loro vita totalmente disinteressate al messaggio mandato?

Quanto è utile invece spendere lo stesso tempo per creare un articolo identitario ben argomentato, tradurre materiale identitario dall’inglese e diffonderlo in modo che chi è interessato ad argomenti correlati abbia la possibilità di vederlo e di passarlo a quante persone vuole senza alcuna difficoltà, arrivando dritti al target potenziale?

Io credo sia più utile la seconda opzione, in quanto quello che si mette su internet arriva a più persone, soprattutto giovani, in quanto si sa che internet è più utilizzato dai giovani, principale target per l’identitarismo razziale. Inoltre quello che si mette su internet resta per molto tempo, potenzialmente per sempre perché anche se viene censurato è possibile rimetterlo senza che nessuno si faccia male; i volantini e gli striscioni invece finiscono nel cestino il giorno stesso o comunque restano visibili e utilizzabili per un lasso di tempo davvero irrisorio se confrontato al tempo medio in cui un articolo sta su internet.

Non fraintendetemi, non sto dicendo che bisogna stare a casa su internet senza mettere il muso fuori, bisogna metter sì il muso fuori, conoscersi se possibile, andare anche a qualche evento ma non tanto per l’evento in sé quanto per conoscere altre persone simili a noi, con le stesse istanze da portare avanti, in real e su internet.  Semplicemente, mettere il muso fuori dedicandosi massivamente alla cosiddetta “militanza” potrebbe paradossalmente essere “distruttivo” quasi quanto star tutto il tempo sul web a gridare slogan e condividere immagini a cui darà attenzione solo chi la pensa come te o forse nemmeno in quanto non aggiungono niente a ciò che già si sa. Il militante tipico chiaramente si sentirà a posto con la “coscienza” per esser andato a quel presidio, a quella manifestazione, a quell’evento ecc e giustamente dedicherà parte del rimanente tempo libero alla sua vita privata e la restante parte ad usare internet in modo inutile o non costruttivo. Guarderà video stupidi su youtube o condividerà i soliti “sieg heil w il duce governo ladro” senza dedicarsi alla Produzione Identitaria Costruttiva, comprendente sia produzioni originali in italiano che traduzioni, creazione di video, diffusione del materiale e quant’altro. Per la diffusione del materiale son bravi tutti, anche i tastierosi o anche quelli che usano internet in modo non costruttivo, basta spammare in giro ed è ok, e va bene così. Se tutti però si limitassero a spammare senza produrre, non ci sarebbe niente da diffondere e quindi tutto l’identitarismo non avrebbe alcuna risonanza.

Attualmente ci sono pochissime persone che producono(Produttori), un buon numero di persone che condividono e diffondono(Diffusori) ed un numero sempre maggiore di persone che guardano(Consumatori), condividendo in parte, del tutto o per niente il materiale. In ogni caso questo pubblico riceve il materiale necessario per capire un punto di vista diverso dal suo; questo pubblico vede materiale prodotto in modo non caricaturale e non in modo da far distoglier l’attenzione dai contenuti, questo è l’importante. Nessuno dovrà mai dire “identitarismo razziale? Cos’è?”, l’obiettivo è far conoscera  tutti, anche a quelli che non condividono e non condivideranno mai, il nostro pensiero.

L’obiettivo primario è far sì che le poche persone che attualmente producono continuino a produrre il più possibile. Ovviamente ci sarà sempre il momento in cui una persona avrà più o meno tempo ma in questo caso se qualcuno resterà per troppo tempo inattivo, l’identitarismo rischia di essere momentaneamente “bloccato”. Per questo motivo è necessario un numero maggiore di persone in cima alla “piramide” (Produttori, Diffusori e Consumatori). Si spera quindi che in futuro i Produttori attuali restino tali, alcuni Diffusori scelgano di salire di grado e diventare Produttori e che alcuni Consumatori che condividono diventino prima Diffusori e poi, perché no, Produttori. Questo succederà più facilmente se le persone capiranno pian piano l’utilità del mezzo internet usato in modo costruttivo e concentreranno almeno parte delle loro forze su questo.

Concludo dicendo che per materiale identitario si intende materiale che parli direttamente di identitarismo razziale e di questioni collegate ad esso, preferibilmente materiale che riguardi più l’epoca attuale che epoche passate, materiale che parli di Ideologia Identitaria e non di Ideologia Politica o Ideologia Religiosa. Deve essere inoltre materiale non trito e ritrito ma che aggiunga qualcosa a quello che si sa già o che aggiunga un punto di vista in più rispetto a quelli che si conoscono già.

Una mia risposta su un articolo filo-Dittatoriale sul sito Pontilex

18 Lug

Sul sito pontilex, a questo indirizzo(finchè sarà visibile)

 

Mio intervento su Pontilex rispondo ad una persona con un’evidente attrazione morbosa verso la dittatura e la repressione di chi la vede diversamente da lui; questa persona si augura l’arresto di chi ha delle idee che lui considera “sbagliate” e “schifose”. Qui il messaggio iniziale

 

In Galera

 

Nascon poi discussioni varie, a cui la gente di diverse idee si risponde per le rime, si tira in ballo Fascismo, NazionalSocialismo, Olocausto, Forza Nuova ecc, tirando in ballo anche paragoni senza senso stile “ah tu volevi sterminare ebrei invece ti sei ridotto a sterminare topi ah ah, fascista carogna nella fogna, ti trovi bene coi topi” offendendo anche la professione svolta da un identitario che milita nel gruppo Forza Nuova e che si occupa in particolare di revisionismo; ce le si dice per le rime. Arriva un mio commento anche ben argomentato e lì… puff, una sola risposta di una riga. Un’altra persona fa commenti con il mio stesso stile, postando anche una cosa riguardante FATTI SCOMODI DEL PASSATO CERTIFICATI e, puff, sparisce..

Posto ora il mio commento con la loro risposta, al solo fine di far capire ai lettori di questo blog, alcuni dei quali immagino siano semplici curiosi che vogliono informarsi liberamente su certe idee, che le condividano o meno, di che pasta sono fatti questi perfetti sudditi belanti della Dittatura dei Governi Occupati d’Occidente. Come nelle interviste, se non mi danno visibilità o mi insabbiano, la visibilità ci sarà su questo blog. Buona lettura a tutti

 

 

Ricapitolando.

Alcune persone vedono un video su internet restandone colpite negativamente.
Criticano questo video dicendo non solo “non mi piace” ma dicendo “deve essere
tolto, oscurato, questi siti devono essere cancellati, chi ci scrive deve essere
arrestato” in un delirio filo-dittatoriale tipico di un Suddito della Dittatura dei Governi
Occupati d’Occidente.

Internet è molto vasto, io stesso a volte capito su siti che non mi piacciono affatto,
talvolta che mi fanno anche schifo. Cosa faccio in questo caso? Chiudo quel sito e cerco qualcosa che mi aggradi di più. Se a me non piace un sito non chiedo la sua cancellazione perchè RISPETTO IL DIRITTO che tutti gli esseri umani hanno di usare internet per guardare siti che piacciano.
Quindi: non vi piace il documentario? Non vi piace Stormfront? Non vi piace il sito X? Benissimo, nessuno vi obbliga a guardarli, chiudete questi siti se ci capitate e andate in siti che vi piacciono di più, dov’è il problema?

No, non è abbastanza perchè, da brave pecore belanti, da bravi sudditi della Dittatura dei Governi Occupati d’Occidente, dovete addirittura tirar in ballo robe come denunce, segnalazioni ecc, alla faccia della democrazia, alla faccia di Voltaire.. Com’era? Non condivido quello che dici ma sono disposto a dare la mia vita perchè tu abbia il diritto di dirlo? Come cambiano i tempi…

Diversi hanno detto che con chi la pensa in un certo modo non c’è possibilità di
dialogo, che vi rifiutate di parlare con chi è White Nationalist perchè “non sono degni” perchè sono “una razza inferiore”, o qualcosa di simile insomma.
Siccome io non sono una persona insistente nè una sorta di stalker, evito di
costringer al dialogo con me persone che han rifiutato a prescindere ogni tipo di
dialogo, ma mi permetto di far notare qualche cosa.

1. Mettiamo che, come dice la storiografia ufficiale, son morti 6 milioni di ebrei nei
campi di concentramento. Io non posso dire se ne son morti 6, 4, 1 milione, 100mila ecc perchè non sono uno storico e non ho le conoscenze per fare ricerca storica. Alcuni storici illustri, fra cui un certo Faurisson, ideologicamente lontanissimo dal White Nationalism e dal NazionalSocialismo, fra cui persino ALCUNI EBREI, hanno svolto ricerche storiche i cui risultati hanno dato esito diverso da quelli della storiografia ufficiale. Per “premio”, sono stati ostacolati in ogni modo, talvolta persino imprigionati, non per aver ucciso qualcuno, non per aver rubato, stuprato, spacciato droga ecc ma semplicemente per avere SCRITTO QUALCOSA DI SCOMODO AL REGIME. Mettiamo che le ricerche di questi revisionisti siano effettivamente delle boiate. Come mai gli storici che appoggiano la storiografia ufficiale non invitano questi revisionisti ad un dibattito, ad un confronto? Sarebbe molto interessante credo, visto che se l’obiettivo comune è la ricerca della verità è utile sentire le opinioni di tutti. Non è che a qualcuno non solo non interessa la ricerca della verità ma addirittura prova fastidio verso la ricerca della verità ? David Lane diceva “la verità non teme indagine” quindi, di contro, chi teme l’indagine chiedendo pene severe per chi ricerca la verità(a prescindere dal fatto che la sua ricerca abbia buon fine) potrebbe avere qualcosa da nascondere.

2. L’autore del post iniziale chiede il carcere per chi esprime delle opinioni non in
linea con la storiografia ufficiale. L’autore del post dimostra una mentalità dittatoriale tipica di paesi come la Cina, la Corea del Nord e come vari paesi arabi in cui siti oscurati ed arresti e condanne per reati d’opinione sono all’ordine del giorno. Chi legge, qualunque sia il suo pensiero, lo tenga a mente. Oggi chiede l’arresto per i revisionisti e per i White Nationalists domani potrebbe chiedere l’arresto per un’altra categoria il cui pensiero è sgradito. Non è più questione di cosa si pensa qui, è questione di lottare per il diritto di affermare la propria opinione, qualunque essa sia.
Alcuni signori voglion cominciare ad escludere alcune opinioni, questo è un dato di
fatto.

3. L’autore del post iniziale se la mena con frasi celoduriste tipo “io dico chi sono, ci metto la faccia, voi codardi siete nell’anonimato, casapound ci ha messo la faccia, non condivido ciò che dice ma li rispetto, voi codardi non ci mettete la faccia e non vi rispetto neanche”. Mirko Viola il disinfestatore della Mouse ci ha messo faccia e dati tanto il Regime Dittatoriale dei Governi Occupati d’Occidente sa già tutto di lui. Altri preferiscono mantenere l’anonimato perchè si considerano, comprensibilmente, una sorta di “antagonisti ad un Sistema Dittatoriale che opprime il dissenso” e temono che, mettendo i loro dati su un sito possano essere denunciati da qualche “bravo suddito della Dittatura vigente”. CasaPound è un gruppo organizzato legale e quindi è normale che abbia dei portavoce con nome e cognome pubblico quindi il confronto che l’autore fa è senza senso perchè un conto è un gruppo organizzato ufficiale e legale, un conto è un gruppo di persone non ufficiale che scrive su un forum la diffusione delle cui idee è considerata illegale dall’Incostituzionale Legge Mancino; non c’è confronto. Prima chiede l’arresto per i White Nationalist e poi esorta i White Nationalists a metter i propri dati. Peculiare.
Consiglio comunque anche il blog VeraOpposizione(cercate su google e trovate) per chiunque voglia informarsi sull’ideologia White Nationalism senza tirar in ballo robe come “siete quelli che vogliono sparare a tutti i negri gli ebrei e gli zingari
vergognatevi in galera bastardi”.

Concludo citando sempre l’autore del post in un suo commento successivo, riferito a noi White Nationalists.

Quelli come te vanno solo emarginati perche’ incivili per definizione, incapaci di
vivere in una societa’ civile perche’ incapaci di accettare la diversita’, prima di tutto di opinione.

Rispondo: ti qualifichi da solo, quello incapace di accettare la diversità di opinione
sei TU, renditene conto, o almeno spero se ne renda conto chi legge dall’esterno.
Saluti a quelli che rifiutano il dialogo coi White Nationalist, visto che rifiutate il dialogo non risponderò più su questo blog se non espressamente richiesto

Dani VeraOpposizione

 

 

La risposta(molto ben argomentata devo dire, ironicamente ovviamente) direi che si commenta da sè

 

Ecco, ci mancava solo la rossobruna che ciancia di dittatura…

 

 

 

Resoconto incontro del 7 luglio a Milano dell’Alleanza Europea Movimenti Nazionali(AEMN)

8 Lug

Sono stato per curiosità personale(non definendomi io “di destra radicale” pur ovviamente appoggiando alcune istanze promosse da gruppi di questo tipo) all’incontro di cui sopra.
Ho pubblicato un resoconto con commento personale, disponibile gratuitamente in pdf al link sottostante, buona lettura a tutti

 

resoconto incontro milano 7 luglio AEMN(Alleanza Europea Movimenti Nazionali)

 

Gli allogeni che preoccupano di più un identitario

27 Giu

Inserisco questo breve scambio di battute fra identitari per dire il mio punto di vista sulla questione. La risposta esprime al 100% il mio pensiero.

 

Domanda

 

Vorrei aprire una discussione su un argomento riguardante la lingua, perché è ormai un fenomeno quotidiano quello di sentire musi marroni/neri dialogare fra loro e crescere i propri figli parlando esclusivamente la loro lingua d’origine.

I loro bambini vanno a scuola a far perdere tempo a insegnanti e ai nostri figli, perché non sanno nemmeno l’italiano e qualche genio, invece di formare classi solo con loro, ha deciso che devono mescolarsi con i nostri, intanto chissefrega se invece di approfondire le materie, passano il tempo a seguire questi ignoranti.

Gli adulti invece, parlando in pubblico nella loro lingua, dimostrano a mio parere mancanza di rispetto (come in tutto il resto) e un chiaro segnale: non sono disposti a integrarsi, alla faccia degli ignoranti che incolpano noi autoctoni della loro emarginazione. Se ne guardano bene dall’integrarsi, dato che integrarsi significherebbe pagare tasse ed essere produttivi, non solo mangiare, rubare, sporcare, degradare!
Prima di parlare di cittadinanza e altre fesserir contro la logica, non si dovrebbe come minimo dimostrare reale interesse nel diventare cittadini della nostra nazione?
Non sarebbe da rimandare a casa chi, faccio un esempio, dopo 6 mesi di permanenza, non è in grado di sostenere un dialogo in italiano? E sono generoso, perché quando noi andiamo all’estero, le basi della lingua le studiamo prima di partire e nel caso peggiore ci esprimiamo in inglese, in modo che tutti possano capirci. Chi non impara la lingua dimostra di non avere nemmeno intenzione di lavorare, ma solo di mantenere i suoi traffici esclusivamente con gentaglia della sua razza, che si dimostrano illegali nel 99.9%.

Sono curioso di sapere se sono io che sopravvaluto l’insidia linguistica o se sono realista.
Amici miei, a voi la parola.

 

 

 

 

 

Risposta

 

A me sinceramente preoccupa molto di più il bambino negro o marroncino, o asiatico, che va alla scuola materna coi bambini bianchi parlando italiano esattamente come loro. Gli allogeni andrebbero in linea teorica rimandati a prescindere dal loro livello di conoscenza della lingua italiana; per questo “preferisco” gli allogeni che stanno solo fra di loro e che parlano nella loro lingua. Danno fastidio e tutto, ma almeno non creano integrazione razziale, non girano con i ragazzi autoctoni come accade a moltissimi gruppi di ragazzi e ragazze di 15-18 anni, tutte le compagnie con il loro bell’allogeno/a integrato/a che parla italiano bene quanto noi.

La cittadinanza ad una nazione europea per come la vedo io può averla solo chi è autoctono europeo, ovvero bianco. Un marocchino o un mezzo marocchino potrà anche parlare solo italiano e dimenticarsi della sua lingua madre e sapere la divina commedia e la storia d’Italia a memoria ma non sarà mai considerato da me un “italiano”.

Di questi tempi a mio avviso il pericolo maggiore derivante dagli allogeni da cui guardarsi è quello dal quale non si può tornare indietro: il pericolo integrazione/meticciato. Quindi “ben vengano”, virgolettato ovviamente, gli allogeni che tendono a fare una sorta di auto-separazione(visto che i nostri non la fanno, van quasi tutti a mangiare kebab o cinese insieme ai loro amici allogeni integrati) ed a creare le premesse di quella che sarà una società sì multirazziale ma almeno non “arcobaleno”.

Al lato pratico purtroppo non possiamo dire “ok allora entro 2 mesi gli allogeni devono lasciare l’Italia”, non governiamo l’Italia ed anche se la governassimo cambierebbe poco visto che l’Italia, come tutte le nazioni dell’Europa Occidentale, è governata da organizzazioni internazionali che usano i politicanti come fantocci.

Gli allogeni presenti in Italia sono un dato di fatto e purtroppo non possiamo fare niente per cacciarli e soluzioni tipo “eliminazione fisica di massa” sono anch’esse impraticabili per ovvi motivi. Quello che possiamo fare è creare separazione, non farli sentire a casa loro, non comprare da loro, non frequentarli, piccole cose, perfettamente legali, da fare nel quotidiano senza nemmeno tutto questo sforzo(un identitario già DI SUO tende a star lontano o a trattar poco bene gli allogeni). Se gli allogeni stessi sono i primi a creare da soli questo clima di “separazione” tanto meglio: tutti tenderanno a considerarli esattamente come sono, ovvero persone diverse da noi.

Se invece questi allogeni si metton a parlare in italiano anche fra di loro, a vestirsi all’occidentale ecc, la gente comune tenderà a considerarli “come noi” in quanto, nonostante la razza è diversa, si comporteranno come noi, frequenteranno i nostri stessi posti ecc. E’ un po’ come il discorso dell’araba col velo e dell’araba vestita in jeans e tshirt. La prima sarà vista come uno schifo dal maschio medio italiano antirazzista, non perchè è non bianca ma perchè si veste in modo non occidentale. Questa araba col velo non creerà integrazione. La seconda sarà vista dal maschio medio italiano antirazzista come “una come le altre” perchè, nonostante la diversa razza, si vestirà all’occidentale comportandosi come una normale ragazza bianca occidentale. Questa può creare integrazione.

Ora fermo restando che non vorrei che ci fossero allogeni, “preferisco” di brutto quelli “non integrati”.

fonte:

http://www.stormfront.org/forum/t896769/ primi 2 posts

 

La Vera Dittatura e la Vera Opposizione

15 Mag

La vera dittatura è la dittatura dei Governi Occupati d’Occidente, sono loro che fanno l’interesse non del popolo ma di un’oligarchia ristretta internazionale. Sono loro che portano, indirettamente, alla disperazione e al suicidio i lavoratori autoctoni. Sono loro che rompon le balle per uno scontrino di 3 euro non emesso a un pizzaiolo napoletano e sorvolano bellamente sulle porcherie che accadono nei ristoranti cinesi o nei kebab.

Last but not least, sono loro che demonizzano ogni idea che sia pro-autoctoni e non pro-allogeni. Sono loro che fanno leggi liberticide, come la Mancino, che impediscano di pensarla diversamente da come impongono loro. I Governi Occupati d’Occidente agiscono sistematicamente usando il potere legislativo, esecutivo, giudiziario ma soprattutto il quarto potere(quello mediatico) contro chi non vuole che le caratteristiche e culturali del proprio popolo siano massificate e che le caratteristiche razziali dei popoli bianchi finiscano perdute senza possibilità di ritorno tramite la mescolanza razziale.

No alla dittatura dei Governi Occupati d’Occidente. Sì ad una VeraOpposizione non ufficiale, non vincolante e trasversale dal punto di vista politico ed identitaria.

Contro l’assistenzialismo nei confronti del diverso

3 Mar

In tv, nelle strade, in radio, nella nostra casella postale, ovunque, ci arrivano richieste di aiuto da parte di associazioni che esistono per togliere ai bianchi i soldi considerati in eccesso al fine di darli alle cosiddette popolazioni non bianche bisognose. Fin dalla scuola elementare, fin da quando andavamo a catechismo, gli educatori stessi bombardavano le nostre menti con richieste di soldi da dare alle popolazioni africane o a delle comunità cristiane attive nelle favelas in Brasile. I bambini allora chiedevano due monetine ai genitori, che acconsentivano felicemente. Rinunciare ad un caffè per dare un sorriso ad un bambino meno fortunato effettivamente non era una gran perdita, anzi, fa sentire a posto con sé stessi. Unicef, Caritas ed associazioni simili acquistano spazi pubblicitari in tv e sui manifesti proponendo lo stesso messaggio: dai via ciò che hai in eccesso per aiutare i meno fortunati.

Non è un discorso errato a priori, ci mancherebbe. Non vi è nulla di male, tutt’altro, a spendere tempo libero in attività di volontariato. Non c’è niente di male a finanziare la ricerca sul cancro o le case-rifugio per disoccupati, né ad aiutare le ragazze madri o i bambini vittime di abusi sessuali. Non c’è niente di male ad aiutare persone in difficoltà per diversi possibili motivi. In questi casi si tratterebbe di azioni condivisibili. Si dà qualcosa a cui si può rinunciare per aiutare persone del nostro popolo meno fortunate o che hanno subito un evento inatteso ed indesiderato. È il caso, ad esempio, del terremoto in Abruzzo. Più o meno nello stesso periodo, un terremoto mise in ginocchio Haiti. Subito partì una raccolta fondi internazionale per aiutare quelle popolazioni. Tutti i soldi che dall’Italia e dal mondo bianco sono finiti alle vittime del terremoto ad Haiti, razzialmente molto diverse da noi, sarebbero potuti finire agli Abruzzesi, bianchi ed italiani.

Questo a mio avviso è il giusto modo di vedere la questione beneficenza/volontariato: ogni euro dato in beneficenza verso qualche nazione non bianca è in realtà un euro sottratto ad un nostro simile in difficoltà. Chi manda i soldi in Africa sta in realtà togliendoli ad un pensionato, ad un operaio che fatica ad arrivare a fine mese, ad una famiglia bianca in difficoltà economiche. Un identitario potrebbe anche obiettare sì hai ragione se parli per quello che vivono qui e dovrebbero stare altrove, ma non è sbagliato aiutarli a casa loro, anzi, se li aiuti a casa loro li incentivi a non muoversi. Io non condivido questo tipo di discorso per vari motivi. Innanzitutto non vedo per quale ragione io debba pagare una sorta di pizzo per non var venire gli allogeni nei territori in cui vivo, usando fra l’altro soldi con i quali potrei ipoteticamente aiutare una persona bianca in difficoltà. In secondo luogo, è anche grazie a chi li aiuta a casa loro, comprese le persone che vanno in Africa a fare volontariato, che queste popolazioni crescono numericamente e quindi si riversano maggiormente da noi.

Mi spiego meglio; fino a prima del politicamente corretto e del volontariato di massa allofilo(= amante degli allogeni), certe zone del terzo mondo erano in equilibrio demografico. Un’alta natalità compensava l’altrettanto alta mortalità facendo sì che queste popolazioni non sparissero dalla faccia della terra. Non una strategia decisa a tavolino, ma un comportamento perfettamente naturale, un comportamento che Rushton chiama “strategia r”. Vuoi un figlio? Lo fai. Muore? Fanne di più, qualcuno resterà in vita e porterà avanti il tuo popolo. Questa è la strategia r, usata naturalmente da queste popolazioni. Ora Medici Senza Frontiere ed associazioni simili stanno abbassando la mortalità di questi popoli senza intaccare minimamente la loro natalità, creando artificialmente la transizione demografica.

Con questo termine si indica un periodo temporale più o meno lungo nel quale un popolo vede abbassare la propria mortalità senza che si abbassi la natalità. Ad un certo punto, in modo naturale, la natalità si abbassa ad un livello tale da riportare in equilibrio il saldo nascite/morti, evitando così il sovrappopolamento perpetuo. Durante questo processo si è però creato un surplus di popolazione che porta spesso a spostamenti verso altre zone da parte delle persone in eccesso. Questo accadde anche a noi bianchi europei, in seguito a scoperte di vario tipo che allungarono la durata media della nostra vita o abbassarono la nostra mortalità. A causa di questo processo, gruppi consistenti di bianchi europei si spostarono dall’Europa alle Americhe, i cosiddetti nuovi mondi, sostituendosi alle popolazioni pre-esistenti e fondando delle nazioni bianche(USA) o mischiandosi alle popolazioni pre-esistenti e formando delle nazioni razzialmente miste(Sud America). Credo che il principale motivo della conquista dei nuovi mondi non fu né politico né economico, bensì demografico.

Tutto ciò ora sta succedendo ad altre popolazioni, con noi bianchi che siamo vittime ed autocarnefici in quanto siamo gli artefici della transizione demografica altrui che minaccia di distruggerci tramite sostituzione o tramite meticciato, visto che le nostre terre rappresentano per queste popolazioni i nuovi mondi. Senza bisogno di mettersi a dire robe del tipo sterminiamoli tutti, un ragionamento razionale è perché dobbiamo aiutarli? Vivano come voglono e faccian quel che voglion fare nei territori in cui stanno, vadano avanti con le loro forze, senza alcun aiuto esterno. Se così facendo resteranno all’età della pietra, se moriranno per un semplice raffreddore, non sarà colpa nostra. È nostro dovere garantire alla nostra gente il meglio, gli altri facciano altrettanto con la loro gente; non ci sentiamo in dovere di aiutarli.

Niente fardello dell’uomo bianco civilizzatore, quell’ideologia a lungo termine ha fatto più danni che altro, ma solo un sano atteggiamento di pensa a ciò che è meglio per te, non ergerti a paladino della difesa di ciò che è lontano da te.

Concludo questo articolo con questa frase

I popoli bianchi iniziarono a scavarsi la fossa quando cominciarono a preoccuparsi troppo del destino dei popoli non bianchi.