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Usare internet per dire la verità: l’incubo dei Tiranni

20 Ott

Un mio amico giorni fa mi ha messo in guardia dal parlare troppo su internet di certe cose linkandomi una notizia che affermava che presto i profili facebook degli utenti saranno accessibili ai Tiranni dei Governi Occupati d’Occidente, messaggi privati compresi. Questa è la mia risposta(con qualche piccola modifica) che tocca anche, in generale, i temi dell’attivismo online.

 

 

Io ritengo semplicemente che sta gente voglia farci aver paura pure di parlare di certe cose via internet. I Tiranni non han paura tanto della gente che si vede al bar sotto casa e secondo me nemmeno dei Gruppi Organizzati piu o meno Ufficiali che fanno degli eventi. Essi temono di più la gente che diffonde un certo tipo di cultura, la cultura White Nationalist, usando i mezzi di informazione a disposizione. Siccome internet è l’unico mezzo di informazione di massa x far arrivare certi messaggi a molte persone, i Governi Occupati d’Occidente puntano a censurarlo. Non ci riescono perchè se no passerebbero da Dittatori anche agli occhi della gente comune e quindi a mio avviso fanno uscire notizie di questo tipo, stile 1984 di Orwell, sperando che così la gente abbia paura anche a scrivere su internet qualunque cosa dello spessore culturale diverso di “w la figa”; o che comunque che, se decidesse di scrivere cose scomode, si trattenga sottintendendo il tutto. Così facendo su internet uno evita di scriver certe cose per paura di notizie come queste ed il messaggio quindi non passa o, peggio, passa un messaggio mitigato, magari non WN ma xenofobo forcaiolo legalitario;  a loro va bene perchè è funzionale. Non passa un messaggio antiebraico a 360 gradi ma un messaggio generico “anti israeliano in salsa terzomondista” e a loro va bene perchè il terzomondismo è sempre funzionale. E così via…

Se qualcuno sgarra cercano di attaccarsi a vecchie storie o robe simili, tirando in ballo Gruppi Organizzati Ufficiali o robe così. Chi non ha queste vecchie storie, o anche chi le ha ma ora sta tranquillo, non penso che debba preoccuparsi.  Metter in prigione i bloggers scomodi farebbe fare una figura simile a quella di Mubarak che condannava al carcere i bloggers anti-regime. Non una buona propaganda per i sedicenti democratici.

Quindi secondo me evitare o limitarsi nello scrivere su internet, facebook compreso, fa implicitamente il loro gioco; loro sanno chi siamo con o senza facebook se vogliono, e non credo che nessuno sia così idiota da parlare su fb di cose “compromettenti”; nemmeno chi spaccia droga penso se lo dica via facebook proprio perché sanno che è controllato. Molti mi dicono “stai attento ecc” ma diciamo che se uno parte poi, come dire, non si ferma. Internet, facebook incluso, è uno strumento troppo potente e a mio avviso non usarlo è un lusso che nn possiamo permetterci.

Il Vero Nemico della Vera Opposizione: lo status quo

16 Set

Si parla ora del concetto di Vera Opposizione al proprio Vero Nemico: lo status quo. Come scritto qui

https://veraopposizione.wordpress.com/2012/05/15/la-vera-dittatura-e-la-vera-opposizione/

Il Vero Nemico della Vera Opposizione è l’attuale Vera Dittatura, ovvero l’attuale Regime amministrato dai Governi Occupati d’Occidente. Oltre alla Vera Opposizione White Nationalist ci sono altre opposizioni di tipo molto vario, dalle opposizioni di destra radicale a quelle di matrice etnonazionalista, fino ad arrivare ad opposizioni totalmente incompatibili col White Nationalism, ad esempio  le opposizioni di stampo marxista universalista e le opposizioni di stampo allogeno, come ad esempio l’opposizione islamica radicale. Ovviamente una società retta dal marxismo universalista o dall’islam radicale non sarebbe affatto auspicabile per un White Nationalist(WN); tuttavia non bisogna dimenticare che per qualunque oppositore che si voglia così definire l’antagonista per definizione è lo status quo.

Non affermerò mai robe del tipo “bisogna cercare un’alleanza coi marxisti universalisti, con gli islamici o con le gangs di peruviani o coi cinesi in funzione antisistema”. Simili alleanze non sarebbero affidabili né tantomeno auspicabili per un WN. Sto semplicemente affermando che oggi ciò che impedisce al WN di esprimersi e diffondersi, ciò che tarpa le ali alla nostra ideologia non sono cinesi né marxisti anti-sistema né islamici radicali bensì i Governi Occupati d’Occidente. Essi hanno come obiettivo la repressione preventiva di una forma di Vera Opposizione come il WN. Cinesi, islamici ecc sono sicuramente avversari del WN per ovvi motivi e lo saranno sempre, semplicemente, ora non sono loro a governare e ad usare i mass media per boycottare il WN. Ovviamente un WN deve considerare anche il pericolo giallo ed il pericolo islamico ma deve sempre ricordare che il WN è Vera Opposizione, e l’Opposizione è rivolta verso lo status quo. Lo status quo vuole reprimere sul nascere la diffusione di un naturale senso di appartenenza alla razza bianca.

Nel terzo millennio questo senso di appartenenza si fa ideologia con lo scopo di difendersi da un regime anti-identitario i cui leaders vogliono la sistematica distruzione delle differenze razziali fra i popoli. Questo senso di appartenenza che si fa ideologia prende il nome di White Nationalism. In una società ideale only white il WN sarebbe qualcosa di implicito e scontato. In una società chiaramente anti-bianca come quella attuale il WN diventa qualcosa di necessario e fondamentale, diventa la Vera Opposizione. Il WN nel terzo millennio nasce nel cosiddetto Mondo Bianco per questo: contrastare uno status quo anti-bianco. WN non vorrà mai dire schierarsi con opposizioni allo status quo contrarie ai nostri principi, non vorrà mai dire seguire l’assurda regola “My enemy’s enemy’s my friend”. D’altra parte, WN non vorrà mai dire nemmeno diventare la stampella dell’attuale Vera Dittatura per divendere lo status quo anti-bianco in cambio delle briciole.

Il WN non è come altre robe, il WN non si vende in cambio di poltrone, denaro o altri premi. Il WN non ragiona in termini di male minore, ma ragiona in termini di cosa è buono e cosa non è buono dal punto di vista dei popoli bianchi, tenendo sempre a mente che se sei oppositore il tuo antagonista è chi regna e ti reprime.  Chi non ragiona così ma ragiona nel senso di “male minore” non è un oppositore ma, piaccia o meno,  un collaborazionista degli anti WN, siano essi i Governi Occupati d’Occidente o siano esse le Opposizioni di matrice anti-WN o addirittura alogena ai Governi Occupati d’Occidente.

La Vera Opposizione alla Vera Dittatura nel terzo millennio, il WN, non deve essere in alcun modo collaborazionista.

White Nationalism, Nazionalismo Italiano ed Etnonazionalismo: una precisazione

9 Set

Attenzione tutti ad una cosa: non confondere i “nazionalisti tipici” con i WN(White Nationalists).

Il WN mette prima la razza e solo dopo le questioni nazionali ecc.

Una tendenza di alcuni “nazionalisti italiani tipici” è quella di voler dire “Il WN non ha senso se non c’è nazionalismo italiano”, tendenza che purtroppo pare esser copiata da altri che dicono “il WN non ha senso se non c’è etnonazionalismo”.

Il bello del WN è che gente che può essere condiviso da diverse aree di pensiero vede diverse questioni in modi diversissimi, comprese robe religiose o questioni di confini e “allocazione ottimale dei popoli bianchi”.

Adesso, come prevedevo anni fa, l’area di pensiero etnonazionalista strizza l’occhio al WN prendendone le basi e aggiungendoci il contorno etnonazionalista. Se quest’area etnonazionalista avrà successo in futuro, in media diversi WN, anche non etnonazionalisti, si avvicineranno a questa area in quanto sarebbe l’unica che tratta del WN per mero interesse verso il WN e non verso l’etnonazionalismo.

L’area di DR allora potrebbe trovarsi privata di potenziali militanti e potrebbe agire in 2 modi:

1. Schierarsi contro il WN ed escluder il WN totalmente

2. Metter il WN al suo interno come punto fisso internamente.

Se è la 1, i WN non etnonazionalisti organizzeranno qualcosa di loro iniziativa e la DR resterà priva di WN.

Se è la 2, il WN sarà dentro fisso, con tutte le sue basi e gli scritti, in 2 aree di pensiero.

Chi vince? Il WN, perchè le basi WN comuni saranno arrivate a più persone di diversissimi approcci. Ci saran persone dall’una e dall’altra parte che diranno “il vero WN è solo di qua” ma la Base Ideologica Comune(il capitolo “identitarismo e territorio” di “breve guida ad una coerente ideologia identitaria razziale” in particolare) include, fra gli altri approcci, sia l’approccio nazionalista “status quo” che l’approccio micro-identitario/etnonazionalista, nessuno può forgiarsi del titolo di “vero WN” basandosi su diversi approcci al territorio.

<<L’identitarismo razziale non deve essere una corrente di pensiero all’interno dei movimenti che dicono di adottare uno di questi ultimi tre approcci; devono essere questi tre approcci ad essere delle correnti all’interno del pensiero identitario razziale e della futura scena ad esso annessa.>>

Breve Guida ad una Coerente Ideologia White Nationalist

pagina 6:D

Il bello del WN è che è amico di tutti ma servo di nessuno, nel senso che è una cosa a sè stante, non è subordinato a niente e a nessuno ma chiunque sia bianco può far propria la Base Ideologica comune a seconda dell’approccio che preferisce;).

Quando un approccio, qualunque esso sia, diventa più importante del WN, allora il WN perde e vince il particolare approccio, uscendo, di fatto, dal WN. Chi si dichiari WN ricordi sempre le parole “amico di tutti, servo di nessuno”.

Il Militante da Tastiera e l’Attivista online

1 Set

Spesso i militanti in real, di qualunque ideologia siano, definiscono con disprezzo “militante da tastiera” la persona che lancia tanti proclami online su siti web e social network ma che non si fa vedere di persona ed ovviamente non fa alcun tipo di attivismo in real. Ci si concentra ora sulle differenze fra la figura del “militante da tastiera”, sicuramente negativa, e la figura del cosiddetto “attivista online”, sicuramente positiva. Tutto ciò, ovviamente, applicato all’ideologia White Nationalism(WN). Il militante da tastiera spesso si diverte a sparare proclami da esaltato, a lanciare improbabili sfide ad altre persone da dietro un monitor o semplicemente a ripetere a pappagallo alcune cose, giuste o sbagliate che siano. Il suo uso del web è di tipo inutile o distruttivo. L’uso inutile del web significa passare tutto il giorno su facebook a condividere foto di personaggi storici o simboli senza però argomentare in alcun modo con parole proprie. L’uso distruttivo del web significa avere comportamenti bimbominkieschi o fare fantomatiche minacce online che generano, come reazione tipica, le pernacchie; questi comportamenti tenuti da gente che si dichiara WN è dannosissima per il WN ed indirettamente per qualunque persona che si dichiari WN che sarà senza alcuna colpa associata ai comportamenti altrui. Il militante da tastiera non si fa mai vedere in giro perché la sua vita è sul web. L’attivista online è una figura totalmente diversa. Prima di tutto essere attivista online non implica ma non esclude neanche l’essere attivista in real. Inoltre l’attivista online di solito, anche quando non è un militante in real, non ha alcun problema a farsi vedere di persona. L’uso del web dell’attivista online è costruttivo ed utile. Egli infatti è produttore o diffusore di materiale WN in lingua italiana e sa argomentare le proprie posizioni. Non si presenta in modo ridicolo né caricaturale, non provoca né reagisce ad eventuali provocazioni altrui. La propaganda anti WN da parte di alcuni gruppi di presunta opposizione o di falsa opposizione non WN ma dal target simile a quello WN tende a far passare l’attivista WN online per un militante da tastiera. Diffondendo queste menzogne essi vogliono far passare l’ideologia WN come un qualcosa da sfigati, affinchè questa ideologia di Vera Opposizione non prenda piede. I vertici dei gruppi di falsa opposizione affermano la corrispondenza fra attivista WN online e militante da tastiera in malafede. Parte della base di questi gruppi di presunta opposizione non fa altro che ripetere a pappagallo ciò che viene detto dai vertici e quindi considera il WN un qualcosa da “sfigati da tastiera”. Tuttavia parte della base, quella più sveglia, capisce la menzogna in malafede dei vertici e la creduloneria della base meno sveglia; questa parte della base collabora all’attivismo WN online. Purtroppo, a causa dello scarso numero e della dispersione territoriale dei WN italiani non vi è ancora un vero e proprio attivismo WN in real; l’obiettivo è tuttavia farlo nascere. Non un partito o un movimento, ma un giro di persone che agiscano secondo una strategia a metà fra Invisible Empire e Leaderless Resistance, strategia descritta qui.

Strategie Proposte per la diffusione del pensiero White Nationalist

In ogni caso, è bene che tutti i WN, attivisti online compresi, siano disposti a farsi vedere in giro di persona, in modo tale che nessuno possa confondere mai più Attivismo WN Online per Militanza da Tastiera. La realtà empirica farà presto capire a tutti che i WN non sono militanti da tastiera ma attivisti online e, presto, anche se non subito, attivisti in real.

L’Italiano Medio Anti Ideologico: un individuo inaffidabile per l’Identitarismo Razziale

15 Ago

L’Italiano Medio Anti Ideologico(IMAI) che non si è mai posto il problema razziale non se lo porrà mai perchè semplicemente non gli interessa. Alla “casalinga di Voghera”(esempio che si fa più volte per indicare una tipologia di IMAI) interesserà che il marito abbia un lavoro, che i figli abbiano un futuro, che possano uscire di casa senza esser rapinati, uccisi, stuprati, picchiati ecc. La casalinga di Voghera(ma potresti dire anche “l’impiegato di Savona”, è uguale) rappresenta l’esempio di “italiano medio” nel senso più anti-ideologico, nel senso di “Francia o Spagna purchè se magna”; è l’emblema del “borghese piccolo piccolo” che guarda soltanto al suo micro-interesse personale e che appoggerà chiunque veda come “colui che può dare sicurezza al proprio piccolo orticello”, che sia l’Entità Sostenuta fascista, comunista, democristiana, NS, WN, musulmana, ebrea, buddhista, bianca, negra, giallo, marrone ecc..

L’Italiano Medio Anti-Ideologico(IMAI) dà un sostegno volubile e subordinato al fatto che l’Entità Sostenuta gli dia qualcosa in cambio. Storicamente spesso l’IMAI ha avuto un ruolo. Benito Mussolini è morto appeso a testa in giù a causa di un vasto gruppo di Italiani Medi Anti-Ideologici che lo appoggiavano e sostenevano quando la situazione economica era ok e che lo impiccarono come una ciofeca quando le cose stavano andando male. Benito Mussolini governò finchè fu in grado a dare ai Borghesi Piccoli Piccoli IMAI ciò che loro volevano e fece una fine oggettivamente orrenda quando questi IMAI non ricevettero più quello che volevano a causa di una situazione che a causa dell’andamento della guerra era diventata molto dura. Questo tipo di sostegni sono sostegni inaffidabili a Medio e Lungo Termine. Se io andassi in giro con una maglietta con su scritto VeraOpposizione a dare cibo e soldi a questi IMAI essi direbbero “oh che bravi questi White Nationalists” ma farebbero così pure se un gruppo di musulmani o di antirazzisti o di qualunque altra cosa facesse così. E’ gente che semplicemente “si vende al miglior offerente” e non è interessata seriamente a nessun tipo di ideologia, qualunque essa sia.

Il target di VeraOpposizione e, più in generale, del White Nationalism Italiano sono le persone dal cervello pensante e dalla mente aperta disposte ad ascoltare un punto di vista diverso da quello di quello propagandato dai mass media dei Governi Occupati d’Occidente e diverso da quello propagandato dalle False Opposizioni o dalle Opposizioni Controllate Atipiche.

Riguardo le Opposizioni Controllate Atipiche

Questo target teoricamente può essere composto da 15enni come da pensionati, da disoccupati come da manager, impiegati, operai, casalinghe, studenti ecc, a prescindere dal sesso, dalla situazione economica, dall’ideologia politica, dalla religione e da altri fattori considerati non importanti. Questo target non riceve un “corano da imparare a memoria” ma soltanto 30 paginette scarse di Base Ideologica Comune da capire. Se la Base Ideologica Comune è condivisa, ognuno è libero di far il percorso e le scelte che ritiene più opportune fermo restante questa Base Ideologica Comune, che, fra le altre cose, pone un discorso di “identità razziale bianca”, non necessariamente di “superiorità”(che poi è scientifico che alcune razze son superiori ad altre in alcune cose ed inferiori ad altre in altre cose) ragiona in “autoctoni bianchi vs allogeni non bianchi” e non genericamente in “residenti vs immigrati” o “italiani vs stranieri”.

Ecco la “Base Ideologica Comune”

Breve Guida ad una Coerente Ideologia Identitaria Razziale

Far capire la differenza fra Vera Opposizione White Nationalist e False Opposizioni non White Nationalists è fondamentale per ogni identitario razziale, e quando qualcuno proveniente dalle False Opposizioni non White Nationalists vien a dire che “la questione razziale non è considerata prioritaria, si considerano prioritarie altre questioni che anche voi condividete” egli dà semplicemente una mano a capire le differenze. Questione di priorità. Chi dà priorità alla questione razziale è WN, chi dà priorità ad altre cose non è WN, elementare. Per questo motivo parlare di identitarismo razziale in modo pubblico e in gruppi ufficiali è illegale in Italia, mentre Gruppi Ufficiali Organizzati che posson esser considerate Opposizioni Controllate Atipiche o False Opposizioni non White Nationalists sono legali.

Militanza Classica e Attivismo White Nationalist: due concetti totalmente diversi

31 Lug

“Un militante doveva essere disponibile giorno e notte, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Tu devi tutto al movimento, il movimento non ti deve nulla! […] Tutto ciò andava anche abbastanza a fondo: divieto di partire per le vacanze, divieto di presentarsi agli esami, divieto di sposarsi. Un amico che si sposava riceveva lettere di condoglianze. Quello che voleva diventare ingegnere si sentiva rispondere: rifletti, non è di ingegneri che la rivoluzione ha bisogno!”

(Alain de Benoist, ricordando i tempi della FEN, Fédération des étudiants nationalistes)

Questa citazione di de Benoist, figura abbastanza conosciuta in ambienti di Destra Radicale e di Area Etnonazionalista, è probabilmente una fra le più estreme del concetto di militanza classica.

Un’altra citazione abbastanza forte è questa di Lenin

“Bisogna preparare uomini che consacrino alla rivoluzione non solo le sere libere, ma tutta la loro vita”.

Entrambe le citazioni, provenienti da individui ideologicamente abbastanza distanti, sono esemplificative del concetto di militanza classica. Dare tutto al “movimento” in modo, come dire “sacro” e rinunciare a tutto il resto. Annullarsi per il movimento fino a farlo diventare quasi l’unica ragione di vita.

E si arriva al breve dialogo fra George Burdi, ex cantante del gruppo White Power RAHOWA, intenzionato a lasciare la scena White Power, ed il suo ex chitarrista.

BURDI: I visited the Rahowa guitarist. I told him it was futile and that I was leaving.
He said, “You’re right, it is futile. But you might as well stay in the movement, it’s all you’ve got.”

BURDI: feci visita al chitarrista dei Rahowa e gli dissi che era tutto inutile e che stavo mollando tutto. Mi disse “Hai ragione, è inutile, ma dovresti restare lo stesso nel movimento, è tutto quel che hai”.

Ora non posso sapere se il chitarrista sia stato sincero al 100% o se questa frase sia stata soltanto un estremo tentativo di convincere George Burdi a restare nel movimento. In ogni caso sicuramente c’è gente che va avanti per inerzia, per abitudine e non per convinzione in tutti i movimenti, di qualsiasi tipo. Queste persone danneggiano sé stesse perché portano avanti controvoglia delle istanze non più loro. Queste persone danneggiano anche il movimento stesso, qualunque esso sia, a cui pensano di “dedicare in modo sacro la propria vita” in quanto un ingranaggio composto da pezzi difettosi andrà sempre avanti nel modo sbagliato. Un membro di un gruppo “per obbligo” o “per inerzia” o “per abitudine” e non “per convinzione” altro non è che un pezzo difettoso di un ingranaggio. Il paragone con l’ingranaggio è voluto in quanto molti movimenti in cui vige il concetto di “militanza classica” funzionano come degli ingranaggi, con tutto ciò che ne deriva. Un responsabile che vuole che il suo ingranaggio sia composto da pezzi che SEMBRINO funzionanti ma che non verifica in profondità che i pezzi SIANO funzionanti è destinato a render l’ingranaggio sempre meno efficace. Chi resta in un gruppo, di qualunque genere sia questo gruppo, senza avere la convinzione e la forza di portare avanti le istanze di questo gruppo, per inerzia o per abitudine, danneggia il gruppo. Chi, anche dopo aver dato tanto, quando non ha più la convinzione di portare avanti certe istanze, molla un gruppo, non danneggia il gruppo, semplicemente fa una scelta coerente con sé stesso e con il gruppo, facendosi da parte non sentendo più il gruppo come qualcosa di suo e dedicandosi ad altre cose che suscitano maggiormente il suo interesse. Il gruppo ringrazia di ciò che è stato dato e va avanti. Ogni gruppo deve incentivare le persone convinte ad andare avanti e non “obbligare” le persone non convinte ad andare avanti. Le persone non convinte generano grandissimi danni all’interno nel gruppo; vanno individuate ed invitate a seguire la propria natura. Niente è peggio di chi non segue la propria natura. Fra Burdi e il chitarrista(sempre ammesso che quella frase sia stata sincera al 100%) superficialmente verrebbe da dire “Burdi è negativo perché molla il chitarrista è positivo perché resta”. Se si analizza in profondità si comincia a ragionare non in senso “positivo-negativo” ma in senso “naturale-contronatura” ed allora “Burdi è naturale perché, non più convinto di certe cose, si dedica ad altro”; certo, dà fastidio, molto fastidio, vedere le persone cambiare in una direzione che non piace ma non si può far niente per evitare il percorso della vita di ogni individuo. Niente è peggio della forzatura verso chi non è convinto. Il chitarrista invece(ammesso che la sua frase sia sincera al 100% o che Burdi non si sia inventato tutto ovviamente) è “contronatura” perché non credendo più nelle idee o nell’utilità di ciò che fa, finge di andare avanti come prima, mentendo a sé stesso e agli altri.

Applicare questa filosofia al network White Nationalist/Identitario Razziale significa non forzare le persone ad andare avanti sempre e comunque ma semplicemente analizzare in profondità le persone per capire quali sono quelle con la Vera Convinzione Ideologica e, fra queste, cercare di capire quali abbiano il maggiore Potenziale Positivo. Le differenze fra “Militanza Classica” e “Attivismo WN” saranno ora visibili meglio. Ci sono fondamentalmente tre tipi di persone all’interno dell’area White Nationalist.

Le persone con la Vera Convinzione Ideologica, soprattutto quelle dotate di maggiore Potenziale Positivo, vanno tenute in considerazione come top players. Esse sono potenziali persone “attiviste a tempo pieno” in quanto ritengono di primaria importanza la loro ideologia White Nationalist. Con le parole “attivista a tempo pieno” non intendo certo la militanza stile la frase di De Benoist “non sposarti non andare in vacanza non laurearti devi tutto al movimento”, intendo semplicemente il considerare la propria ideologia come una parte irrinunciabile di sé, non un hobby. Queste persone, come tutte, avranno ovviamente periodi di maggiore e minore attivismo a seconda delle circostanze, degli impegni personali, degli eventi ecc ma non molleranno alla prima difficoltà perché hanno la convinzione necessaria per andare avanti. Hanno una vita anche fuori dal White Nationalism e non ci rinunceranno, come è giusto che sia, ma non rinunceranno mai al White Nationalism per compiacere qualcuno al di fuori del White Nationalism. Il giusto equilibrio insomma. Queste persone vanno tenute strette, senza obbligare, forzare ecc, semplicemente vanno considerate un gradino o più sopra la media.

Ci sono poi gli hobbyisti a tempo perso, ovvero persone probabilmente non molto convinte o comunque mentalmente deboli che mollano alla prima difficoltà e che vedono tutto come un semplice passatempo, un hobby a cui dedicarsi nel tempo libero in mancanza d’altro da fare. Il contributo di queste persone sarà sempre piccolo, non fondamentale. Se restano bene, se mollano peccato, ma non è un dramma. Non sono top players ma gregari sostituibili.

Ci sono infine le persone che hanno il difetto opposto rispetto agli hobbyisti a tempo perso: i “fanatici abitudinali”. Queste persone potrebbero dedicarsi al White Nationalism semplicemente perché… non hanno di meglio da fare e vogliono farsi un nome all’interno di una scena comunque numericamente ristretta nella quale per forza di cose è più facile essere tenuti in considerazione. Esse dedicheranno magari anche tutto il loro tempo al White Nationalist ma senza Vera Convinzione Ideologica bensì con Forzata Convinzione Ideologica. Esse sono quelle persone che dicono “mi piacerebbe giacere con una mulatta ma non posso perché sono White Nationalist” invece che dire “sono un White Nationalist quindi non giacio con una mulatta”. Queste persone spesso non hanno una vita fuori dal White Nationalism e si concentrano solo su questa ideologia semplicemente perché… non hanno di meglio da fare. In superficie posson sembrare le più convinte in assoluto ma in profondità non son poi tanto diverse dagli hobbyisti a tempo perso. Molleranno quando troveranno di meglio da fare, ragionano così.

 

Riassumendo, le persone con la Vera Convinzione Ideologica sono quelle che porteranno avanti il tutto, senza obblighi né forzature, nella misura in cui vorranno a seconda del tempo a disposizione, della forza mentale e di altri fattori diversi fra loro ma che hanno in comune il fatto di essere variabili nel tempo. Ci saran periodi in cui queste persone daranno 100, periodi in cui daranno 50, periodi in cui daranno 10, periodi in cui non daranno niente. Non vanno mai forzate e sempre incoraggiate, non molleranno mai. White Nationalism non come una “sacra religione” ma come un network a cui persone con Vera Convinzione Ideologica contribuiscano LIBERAMENTE E VOLONTARIAMENTE in qualche misura, chi più e chi meno a seconda dei diversi periodi. Per quanto riguarda “fanatici abitudinali” e “hobbyisti a tempo perso”, non vale la pena dedicarsi tanto a loro in quanto sicuramente saranno anche brave persone che non è umanamente giusto “spremere come limoni”. Tuttavia non sono nient’altro che “materiale umano secondario che va e viene”. Niente di fondamentale per il WN insomma.

Identitarismo Razziale e Gruppi Organizzati Ufficiali

21 Lug

Come detto in altri articoli, ideologicamente parlando tutto ruota attorno all’Identitarismo Razziale. Il resto è periferia o correnti interne. Bisogna insomma concentrarsi sul nocciolo. Il Nocciolo è

Breve guida ad una coerente ideologia identitaria razziale

Si dice che la perfezione si raggiunge non quando non c’è più nulla da aggiungere ma quando non c’è più niente da togliere. Ci si concentra quindi sul nocciolo della questione senza quelli che si sono ritenuti inutili o superflui fronzoli. Niente seghe mentali su dottrine filosofiche, storiche, economiche e politiche mutualmente esclusive. Togliere tutto ciò che non fa parte della Base Ideologica Comune su cui si basa l’Identitarismo Razziale. Così facendo si espone nel migliore dei modi un’ideologia utile per unire e non per dividere ed allo stesso tempo si traccia una linea netta che divida chi è Identitario Razziale da chi non lo è, anche all’interno degli stessi Gruppi Organizzati Ufficiali. Come detto in

Comunanza Ideologica Identitaria, cosiddetto cameratismo politico e Casacche,

non è il Gruppo Organizzato Ufficiale che deve unire; è l’Ideologia Identitaria che deve farlo. I gruppi posson essere strumenti dell’Identitarismo Razziale in linea teorica, non viceversa. Ogni gruppo ed anche ogni individuo può essere considerato più o meno utile all’Identitarismo Razziale. Banalmente, è utile all’Identitarismo Razziale chi collabora a produrre e diffondere materiale Identitario Razziale o comunque chi da spazio a questo materiale all’interno del proprio giro. Ci sono Gruppi Organizzati Ufficiali che, in quanto tali, han collaborato in tal senso? Ci sono singoli individui, a prescinder dal fatto che facciano o meno parte di questo, quello o di nessun Gruppo Organizzato Ufficiale, che han collaborato in tal senso? Da queste risposte si traggano le conclusioni. La realtà attuale parla di nessun Gruppo Organizzato Ufficiale che ha collaborato e di alcuni individui che han collaborato. Alcuni di loro fan parte di un Gruppo Organizzato Ufficiale, altri no. I primi han collaborato come singoli e non come membri di un Gruppo Organizzato Ufficiale, i secondi han collaborato come singoli senza nemmeno far parte di un Gruppo Organizzato Ufficiale. Allo stato attuale è questa la situazione che c’è fra Gruppi Organizzati Ufficiali ed Identitarismo Razziale. Il materiale è disponibile per tutti e molti ne sono a conoscenza. Chi lo vuole lo prende e lo diffonde, chi non lo vuole lo ignora. Chi lo diffonde deve però farlo in modo disinteressato e spontaneo, senza aspettarsi di ricevere qualcosa in cambio in quanto il materiale Identitario Razziale non è merce di scambio ma è merce di cui usufruire se si vuole portare avanti un certo discorso. A maggior ragione è opportuna questa frase:

<<I White Nationalists(WNs) facciano per i Gruppi Organizzati Ufficiali quello che i Gruppi Organizzati Ufficiali han fatto per il White Nationalism(WN): niente.>>

Se mai un Gruppo Organizzato Ufficiale farà qualcosa per il WN, non sentitevi assolutamente in obbligo di farvi la tessera o andare ad eventi non WN di questo Gruppo Organizzato Ufficiale. Se ve lo chiederanno insistentemente o, peggio, ve lo porranno implicitamente o esplicitamente come “condizione”, vorrà dire che il loro sostegno al WN sarà stato non puro e disinteressato. Vorrà dire che è stata tutta una bieca strategia politica. Vorrà dire che avranno voluto usare il WN come strumento per allargare il loro target, accandonandolo non appena il WN non sarà più strumentale a loro.
La frase definitiva allora diventa questa.

<<I WNs faranno per i Gruppi Organizzati Ufficiali ciò che i Gruppi Organizzati Ufficiali han fatto DISINTERESSATAMENTE per il WN: niente>>

Il ruolo di Internet nella diffusione dell’Identitarismo Razziale: Produttori, Diffusori e Consumatori

19 Lug

Si parla ora del ruolo di internet nella diffusione dell’identitarismo razziale.

In certi ambienti si parla con disprezzo del cosiddetto “tastieroso” o del “militante da tastiera”, indicando con questo termine un individuo che passa gran parte del tempo libero a scrivere di fascismo, tradizione ecc su internet, sui forum o sui social network ma che è riluttante a farsi vedere o ad impegnarsi attivamente in real. L’immagine che viene data di questo individuo è simile a quella del nerd, magari uno che fa anche il “minaccioso” sul web quando fisicamente non farebbe paura ad una mosca. Chiaramente un individuo, detto anche “internet warrior” che si comporta così non è auspicabile in nessun caso perché comunque uno deve farsi anche una vita fuori dal web, e questo a prescindere da un’eventuale militanza politica. Fare il gradasso, in qualunque modo, su internet, scredità sé stessi e le idee che si portano avanti. Usare il web per gridare slogan caricaturali, per insultare beceramente altre persone o, peggio, per minacciare fisicamente in modo più o meno credibile altre persone, è un uso distruttivo, inutile se non addirittura dannoso. Da identitario razziale, l’internet warrior per me è questo: quello che usa internet in modo distruttivo per sembrare “true evil”, per sembrare “il super nazzi cattivo e violento”, per farsi un’identità che non è la sua; esso talvolta fa proprie idee in cui probabilmente nemmeno crede molto per il semplice fatto di volersi “sentire qualcuno” in un ambiente virtuale relativamente piccolo in cui quindi è più facile “esser considerati”, in virtù del fatto che si è in pochi.

Esiste invece l’uso costruttivo di internet. L’uso che penso di fare io(così mi han detto tante persone) e che fanno varie persone, un uso non per scrivere in maiuscolo slogan esaltati né per sfogare le proprie frustrazioni e il proprio disagio nel vivere in questo mondo né un luogo per farsi belli con altre persone millantando fatti della propria vita reale mai successi o raccontati in modo esagerato. Internet usato in modo costruttivo è un’arma che dobbiamo usare, forse è l’arma più immediata che abbiamo, il centro di tutto, e non va trascurata affatto. Senza fare discorsi da “militanti da tastiera”, faccio una domanda.

Quanto è utile distribuire per un partito o un movimento dei volantini sulle foibe o contro il campo rom sotto casa, ritrovarsi in 40 in centro a Milano per manifestare per qualcosa che si ritiene giusto, non venendo in entrambi i casi minimamente cagati dalle persone intorno, magari gente di età avanzata o comunque persone che pensano semplicemente alla loro vita totalmente disinteressate al messaggio mandato?

Quanto è utile invece spendere lo stesso tempo per creare un articolo identitario ben argomentato, tradurre materiale identitario dall’inglese e diffonderlo in modo che chi è interessato ad argomenti correlati abbia la possibilità di vederlo e di passarlo a quante persone vuole senza alcuna difficoltà, arrivando dritti al target potenziale?

Io credo sia più utile la seconda opzione, in quanto quello che si mette su internet arriva a più persone, soprattutto giovani, in quanto si sa che internet è più utilizzato dai giovani, principale target per l’identitarismo razziale. Inoltre quello che si mette su internet resta per molto tempo, potenzialmente per sempre perché anche se viene censurato è possibile rimetterlo senza che nessuno si faccia male; i volantini e gli striscioni invece finiscono nel cestino il giorno stesso o comunque restano visibili e utilizzabili per un lasso di tempo davvero irrisorio se confrontato al tempo medio in cui un articolo sta su internet.

Non fraintendetemi, non sto dicendo che bisogna stare a casa su internet senza mettere il muso fuori, bisogna metter sì il muso fuori, conoscersi se possibile, andare anche a qualche evento ma non tanto per l’evento in sé quanto per conoscere altre persone simili a noi, con le stesse istanze da portare avanti, in real e su internet.  Semplicemente, mettere il muso fuori dedicandosi massivamente alla cosiddetta “militanza” potrebbe paradossalmente essere “distruttivo” quasi quanto star tutto il tempo sul web a gridare slogan e condividere immagini a cui darà attenzione solo chi la pensa come te o forse nemmeno in quanto non aggiungono niente a ciò che già si sa. Il militante tipico chiaramente si sentirà a posto con la “coscienza” per esser andato a quel presidio, a quella manifestazione, a quell’evento ecc e giustamente dedicherà parte del rimanente tempo libero alla sua vita privata e la restante parte ad usare internet in modo inutile o non costruttivo. Guarderà video stupidi su youtube o condividerà i soliti “sieg heil w il duce governo ladro” senza dedicarsi alla Produzione Identitaria Costruttiva, comprendente sia produzioni originali in italiano che traduzioni, creazione di video, diffusione del materiale e quant’altro. Per la diffusione del materiale son bravi tutti, anche i tastierosi o anche quelli che usano internet in modo non costruttivo, basta spammare in giro ed è ok, e va bene così. Se tutti però si limitassero a spammare senza produrre, non ci sarebbe niente da diffondere e quindi tutto l’identitarismo non avrebbe alcuna risonanza.

Attualmente ci sono pochissime persone che producono(Produttori), un buon numero di persone che condividono e diffondono(Diffusori) ed un numero sempre maggiore di persone che guardano(Consumatori), condividendo in parte, del tutto o per niente il materiale. In ogni caso questo pubblico riceve il materiale necessario per capire un punto di vista diverso dal suo; questo pubblico vede materiale prodotto in modo non caricaturale e non in modo da far distoglier l’attenzione dai contenuti, questo è l’importante. Nessuno dovrà mai dire “identitarismo razziale? Cos’è?”, l’obiettivo è far conoscera  tutti, anche a quelli che non condividono e non condivideranno mai, il nostro pensiero.

L’obiettivo primario è far sì che le poche persone che attualmente producono continuino a produrre il più possibile. Ovviamente ci sarà sempre il momento in cui una persona avrà più o meno tempo ma in questo caso se qualcuno resterà per troppo tempo inattivo, l’identitarismo rischia di essere momentaneamente “bloccato”. Per questo motivo è necessario un numero maggiore di persone in cima alla “piramide” (Produttori, Diffusori e Consumatori). Si spera quindi che in futuro i Produttori attuali restino tali, alcuni Diffusori scelgano di salire di grado e diventare Produttori e che alcuni Consumatori che condividono diventino prima Diffusori e poi, perché no, Produttori. Questo succederà più facilmente se le persone capiranno pian piano l’utilità del mezzo internet usato in modo costruttivo e concentreranno almeno parte delle loro forze su questo.

Concludo dicendo che per materiale identitario si intende materiale che parli direttamente di identitarismo razziale e di questioni collegate ad esso, preferibilmente materiale che riguardi più l’epoca attuale che epoche passate, materiale che parli di Ideologia Identitaria e non di Ideologia Politica o Ideologia Religiosa. Deve essere inoltre materiale non trito e ritrito ma che aggiunga qualcosa a quello che si sa già o che aggiunga un punto di vista in più rispetto a quelli che si conoscono già.

Leaderless Resistance di Louis Beam(USA, 1992) in Italiano ed un’analogia col mio blog

11 Lug

Ecco a voi la traduzione di un articolo di Louis Beam del 1992 sulla leaderless resistance. Louis Beam è un White Nationalist texano fra i primi a proporre il concetto di Leaderless Resistance per le opposizioni identitarie. Tipica di Louis Beam è anche la sovrapposizione fra “governo federale tiranno” e “gente che lotta per la libertà”, un concetto analogo, seppur con le dovute differenze, a quello trattato da me in questo blog di “vera dittatura” e “vera opposizione”. Altra analogia di questo articolo tradotto pochi giorni fa si può trovare nel capitolo 6 di “strategie proposte per la diffusione del pensiero identitario razziale”, ultimato a febbraio, prima che fossi a conoscenza di questo articolo sulla leaderless resistance(conoscevo il concetto dileaderless resistance per sentito dire).

 

In ogni caso, tutto è scaricabile grauitamente, buona lettura

 

Leaderless resistance(Louis Beam) in italiano

 

Guardate anche il capitolo 6 di “strategie proposte per la diffusione del pensiero identitario razziale”, troverete delle analogie. Trovate il link per scaricar gratuitamente questo libro a questo indirizzo qua sotto.

Strategie proposte