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Ciellini ed Ebrei: un paragone per chi non conosce

2 Ott

 

Parlerò ora del problema ebraico, sconosciuto ai più, partendo dalla questione ciellini, ovvero appartenenti al gruppo Comunione e Liberazione. La questione ciellini non riguarda il White Nationalism e non è nemmeno troppo legata alla questione ebraica; tuttavia ritengo che esporre le due questioni in uno stesso articolo possa far capir meglio la questione ebraica a chi non la conosce bene. I ciellini sono, ufficialmente, i membri di Comunione e Liberazione, un gruppo di persone che si ritrovano regolarmente e che sono accomunate da un orientamento politico di centro destra e da un orientamento religioso cattolico. In realtà essi sono una sorta di lobby che grazie a vari esponenti ben posizionati nel mondo accademico, lavorativo e politico tendono a favorire i membri del loro gruppo a scapito di tutti gli altri. La loro maggiore influenza è nel Nord Ovest dell’Italia, nel mondo accademico, nel mondo del lavoro ed anche nel mondo politico negli ambienti legati al PDL(Formigoni, attuale presidente della Regione Lombardia, è un noto ciellino). Chiunque voglia teoricamente può entrare nel loro giro. Questa è l’unica differenza parziale che hanno con gli ebrei nella sostanza per quanto riguarda strategie, metodi e barriere all’entrata.

Infatti non tutti ma solo gli ebrei possono far parte dei gruppi di potere ebraici, anche se ci sono vari bianchi rinnegati che vanno contro la nostra razza facendo parte di gruppi di potere anti-bianchi e filoebraici. A parte questa piccola differenza, gli ebrei sono analoghi ai Ciellini, con la differenza che gli ebrei hanno come oggetto della loro influenza il Mondo Bianco. Sì, gli ebrei stanno al Mondo Bianco come i ciellini stanno al mondo del lavoro. Ovviamente, per quanto i ciellini siano fastidiosi e lobbysti, sono gli ebrei quelli più pericolosi per il mondo bianco fra i due. Infatti gli ebrei hanno un grandissimo potere e la volontà di annullare le differenze fra popoli, differenze razziali incluse. Il paragone coi ciellini serve a far capire alle tantissime persone che hanno un orientamento negativo su CL(Comunione e Liberazione) i motivi per cui noi White Nationalists riteniamo il giudaismo un problema. Noi siamo contro il giudaismo anche per motivi simili che portano moltissima gente che niente ha a che fare col WN ad esser contrari a Comunione e Liberazione: gruppi di potere che, a loro modo, favoriscono i propri membri a scapito d’altri.

Ebraismo, White Nationalism ed Islam: occhio alle trappole

23 Ago

Come già detto varie volte l’ebraismo è un’entità nemica dell’identitarismo razziale in quanto le elites internazionali ebraiche che sono a capo dei Governi Occupati d’Occidente(G.O.O) puntano all’obiettivo finale dell’Unica Razza Umana Meticcia di religione Occidenalista. È stato anche detto che l’islam dal punto di vista ideologico e religioso cozza con la cosiddetta religione Occidentalista in quanto queste due religioni sono decisamente agli antipodi, corrispondono in un certo senso a due estremismi opposti, iperlibertinismo contro iperrigidismo. Più di una persona ha infatti parlato di scontro fra civiltà occidentalista e civiltà islamista. In un vecchio articolo dissi che questo era uno scontro fra due religioni integrazioniste.

Riguardo allo Scontro fra civiltà

Vinci non per distruzione del nemico ma per assimilazione dello stesso. In questo modo la Vera Opposizione ai G.O.O., il White Nationalism(WN), si trova in una posizione di asimmetria in quanto, banalmente, solo i bianchi possono potenzialmente essere White Nationalists(WNs) mentre tutti, a presicndere dalla razza, possono diventare adepti della religione occidentalista  G.O.O o della religione islamica, la quale è sì arabocentrica ma che è anche integrazionista e universalista. Chiunque, bianco o non bianco, se vuole, può diventare islamico. In ogni caso, il WN è nemico di entrambe queste concezioni del mondo o religioni che puntano alla conquista di quello che oggi è chiamato Mondo Bianco. Questo va sempre tenuto in mente.  Alcuni considerano la religione Occidentalista dei Governi Occupati d’Occidente il primo nemico; considerano l’ebraismo internazionale che supporta e diffonde questa religione il nemico principale. Opinione perfettamente legittima, ci mancherebbe. Tuttavia alcune di queste persone fanno l’errore di dimenticarsi che il WN è l’unico Vero Identitarismo Possibile per un bianco. Essi cominciano a ripensare il tutto non più nei termini di un’ideologia pro bianchi e quindi, fra le altre cose, antiebraica a 360 gradi, ma nei termini di un’ideologia semplicemente antiebraica e quindi potenzialmente a favore di tutto il resto. Essere antiebraico non è condizione sufficiente per essere WN. L’allogeno di fede islamica che è in Europa e prega nei luoghi di culto gentilmente messi a disposizione dagli autoctoni brainwashed e dai G.O.O. magari supporterà, per motivi religiosi e culturali, la causa palestinese e sarà quindi anche antiebraico. Ovviamente questa persona non potrà mai essere WN essendo, banalmente, un allogeno. Inoltre la religione islamica è un qualcosa di estraneo ai popoli bianchi; un bianco che si converte a questa religione rinuncia ad una parte della sua identità. Convertirsi all’islam non è semplicemente una scelta spirituale personale come può essere quella, più o meno condivisibile, di diventare buddhisti. Convertirsi all’islam vuol dire entrare a far parte di una comunità religiosa universalista che ha l’obiettivo di espandersi a scapito di tutto il resto, sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista culturale. Chi si converte all’islam deve imparare l’arabo e cambiare il nome; entrare insomma a far parte di una comunità multirazziale ed arabocentrica dal punto di vista culturale, rinunciando alla propria identità di bianco. Un identitario che si converte all’islam smette di essere identitario perché smette di considerare il problema ebraico dal punto di vista biancocentrico. Comincia a considerarlo prima come un qualcosa di slegato dalla nostra razza e finisce per considerarlo addirittura dal punto di vista di altri popoli, dal punto di vista arabocentrico. Per combattere l’ebraismo, fra le cause principali del mondialismo, finisce per favorire un altro tipo di mondialismo. Rinuncia alla propria identità bianca per entrare a far parte di una fazione multirazziale. Prevenire questa deriva significa metter la razza al centro di tutto e considerare il resto solamente in funzione di quello che è il bene per i popoli bianchi. Solamente una vera formazione White nationalist può prevenire questo tipo di derive ed altre analoghe derive occidentaliste dal punto di vista G.O.O. Essere WN significa essere pro bianchi e contro tutto ciò che è considerato un pericolo per i popoli bianchi. Essere WN vuol dire anche essere antiebraici; si è antiebraici in quanto WN. Tuttavia quando l’antiebraismo non viene visto come parte del WN, quando ci si interessa più ai danni che l’ebraismo fa a popoli non bianchi che ai danni che l’ebraismo fa ai popoli bianchi, il rischio di certe derive anti WN aumenta.

La soluzione: una Vera Formazione White Nationalist.

Breve Guida ad una Coerente Ideologia White Nationalist

Una mia risposta su un articolo filo-Dittatoriale sul sito Pontilex

18 Lug

Sul sito pontilex, a questo indirizzo(finchè sarà visibile)

 

Mio intervento su Pontilex rispondo ad una persona con un’evidente attrazione morbosa verso la dittatura e la repressione di chi la vede diversamente da lui; questa persona si augura l’arresto di chi ha delle idee che lui considera “sbagliate” e “schifose”. Qui il messaggio iniziale

 

In Galera

 

Nascon poi discussioni varie, a cui la gente di diverse idee si risponde per le rime, si tira in ballo Fascismo, NazionalSocialismo, Olocausto, Forza Nuova ecc, tirando in ballo anche paragoni senza senso stile “ah tu volevi sterminare ebrei invece ti sei ridotto a sterminare topi ah ah, fascista carogna nella fogna, ti trovi bene coi topi” offendendo anche la professione svolta da un identitario che milita nel gruppo Forza Nuova e che si occupa in particolare di revisionismo; ce le si dice per le rime. Arriva un mio commento anche ben argomentato e lì… puff, una sola risposta di una riga. Un’altra persona fa commenti con il mio stesso stile, postando anche una cosa riguardante FATTI SCOMODI DEL PASSATO CERTIFICATI e, puff, sparisce..

Posto ora il mio commento con la loro risposta, al solo fine di far capire ai lettori di questo blog, alcuni dei quali immagino siano semplici curiosi che vogliono informarsi liberamente su certe idee, che le condividano o meno, di che pasta sono fatti questi perfetti sudditi belanti della Dittatura dei Governi Occupati d’Occidente. Come nelle interviste, se non mi danno visibilità o mi insabbiano, la visibilità ci sarà su questo blog. Buona lettura a tutti

 

 

Ricapitolando.

Alcune persone vedono un video su internet restandone colpite negativamente.
Criticano questo video dicendo non solo “non mi piace” ma dicendo “deve essere
tolto, oscurato, questi siti devono essere cancellati, chi ci scrive deve essere
arrestato” in un delirio filo-dittatoriale tipico di un Suddito della Dittatura dei Governi
Occupati d’Occidente.

Internet è molto vasto, io stesso a volte capito su siti che non mi piacciono affatto,
talvolta che mi fanno anche schifo. Cosa faccio in questo caso? Chiudo quel sito e cerco qualcosa che mi aggradi di più. Se a me non piace un sito non chiedo la sua cancellazione perchè RISPETTO IL DIRITTO che tutti gli esseri umani hanno di usare internet per guardare siti che piacciano.
Quindi: non vi piace il documentario? Non vi piace Stormfront? Non vi piace il sito X? Benissimo, nessuno vi obbliga a guardarli, chiudete questi siti se ci capitate e andate in siti che vi piacciono di più, dov’è il problema?

No, non è abbastanza perchè, da brave pecore belanti, da bravi sudditi della Dittatura dei Governi Occupati d’Occidente, dovete addirittura tirar in ballo robe come denunce, segnalazioni ecc, alla faccia della democrazia, alla faccia di Voltaire.. Com’era? Non condivido quello che dici ma sono disposto a dare la mia vita perchè tu abbia il diritto di dirlo? Come cambiano i tempi…

Diversi hanno detto che con chi la pensa in un certo modo non c’è possibilità di
dialogo, che vi rifiutate di parlare con chi è White Nationalist perchè “non sono degni” perchè sono “una razza inferiore”, o qualcosa di simile insomma.
Siccome io non sono una persona insistente nè una sorta di stalker, evito di
costringer al dialogo con me persone che han rifiutato a prescindere ogni tipo di
dialogo, ma mi permetto di far notare qualche cosa.

1. Mettiamo che, come dice la storiografia ufficiale, son morti 6 milioni di ebrei nei
campi di concentramento. Io non posso dire se ne son morti 6, 4, 1 milione, 100mila ecc perchè non sono uno storico e non ho le conoscenze per fare ricerca storica. Alcuni storici illustri, fra cui un certo Faurisson, ideologicamente lontanissimo dal White Nationalism e dal NazionalSocialismo, fra cui persino ALCUNI EBREI, hanno svolto ricerche storiche i cui risultati hanno dato esito diverso da quelli della storiografia ufficiale. Per “premio”, sono stati ostacolati in ogni modo, talvolta persino imprigionati, non per aver ucciso qualcuno, non per aver rubato, stuprato, spacciato droga ecc ma semplicemente per avere SCRITTO QUALCOSA DI SCOMODO AL REGIME. Mettiamo che le ricerche di questi revisionisti siano effettivamente delle boiate. Come mai gli storici che appoggiano la storiografia ufficiale non invitano questi revisionisti ad un dibattito, ad un confronto? Sarebbe molto interessante credo, visto che se l’obiettivo comune è la ricerca della verità è utile sentire le opinioni di tutti. Non è che a qualcuno non solo non interessa la ricerca della verità ma addirittura prova fastidio verso la ricerca della verità ? David Lane diceva “la verità non teme indagine” quindi, di contro, chi teme l’indagine chiedendo pene severe per chi ricerca la verità(a prescindere dal fatto che la sua ricerca abbia buon fine) potrebbe avere qualcosa da nascondere.

2. L’autore del post iniziale chiede il carcere per chi esprime delle opinioni non in
linea con la storiografia ufficiale. L’autore del post dimostra una mentalità dittatoriale tipica di paesi come la Cina, la Corea del Nord e come vari paesi arabi in cui siti oscurati ed arresti e condanne per reati d’opinione sono all’ordine del giorno. Chi legge, qualunque sia il suo pensiero, lo tenga a mente. Oggi chiede l’arresto per i revisionisti e per i White Nationalists domani potrebbe chiedere l’arresto per un’altra categoria il cui pensiero è sgradito. Non è più questione di cosa si pensa qui, è questione di lottare per il diritto di affermare la propria opinione, qualunque essa sia.
Alcuni signori voglion cominciare ad escludere alcune opinioni, questo è un dato di
fatto.

3. L’autore del post iniziale se la mena con frasi celoduriste tipo “io dico chi sono, ci metto la faccia, voi codardi siete nell’anonimato, casapound ci ha messo la faccia, non condivido ciò che dice ma li rispetto, voi codardi non ci mettete la faccia e non vi rispetto neanche”. Mirko Viola il disinfestatore della Mouse ci ha messo faccia e dati tanto il Regime Dittatoriale dei Governi Occupati d’Occidente sa già tutto di lui. Altri preferiscono mantenere l’anonimato perchè si considerano, comprensibilmente, una sorta di “antagonisti ad un Sistema Dittatoriale che opprime il dissenso” e temono che, mettendo i loro dati su un sito possano essere denunciati da qualche “bravo suddito della Dittatura vigente”. CasaPound è un gruppo organizzato legale e quindi è normale che abbia dei portavoce con nome e cognome pubblico quindi il confronto che l’autore fa è senza senso perchè un conto è un gruppo organizzato ufficiale e legale, un conto è un gruppo di persone non ufficiale che scrive su un forum la diffusione delle cui idee è considerata illegale dall’Incostituzionale Legge Mancino; non c’è confronto. Prima chiede l’arresto per i White Nationalist e poi esorta i White Nationalists a metter i propri dati. Peculiare.
Consiglio comunque anche il blog VeraOpposizione(cercate su google e trovate) per chiunque voglia informarsi sull’ideologia White Nationalism senza tirar in ballo robe come “siete quelli che vogliono sparare a tutti i negri gli ebrei e gli zingari
vergognatevi in galera bastardi”.

Concludo citando sempre l’autore del post in un suo commento successivo, riferito a noi White Nationalists.

Quelli come te vanno solo emarginati perche’ incivili per definizione, incapaci di
vivere in una societa’ civile perche’ incapaci di accettare la diversita’, prima di tutto di opinione.

Rispondo: ti qualifichi da solo, quello incapace di accettare la diversità di opinione
sei TU, renditene conto, o almeno spero se ne renda conto chi legge dall’esterno.
Saluti a quelli che rifiutano il dialogo coi White Nationalist, visto che rifiutate il dialogo non risponderò più su questo blog se non espressamente richiesto

Dani VeraOpposizione

 

 

La risposta(molto ben argomentata devo dire, ironicamente ovviamente) direi che si commenta da sè

 

Ecco, ci mancava solo la rossobruna che ciancia di dittatura…

 

 

 

Gli ebrei sono una razza. (trad. dal sito di David Duke)

20 Giu

Traduzione da parte mia di questo articolo dal sito di David Duke intitolato

Israeli Newspaper Admits: Jews are a Race

 

http://www.davidduke.com/?p=33855

 

Come è stato detto precedentemente su davidduke.com, è stato definitivamente stabilito che gli Ebrei sono un truppo omogeneo, con tutte le implicazioni scientifiche susseguenti. Il giornale Israeliano Haaretz afferma la stessa cosa. In un’articolo intitolato “DNA links prove Jews are a ‘race,’, lo dice un esparto di genetica”, Haaretz afferma che nel nuovo libro di  Harry Ostrer, genetista e professore all’Albert Einstein College of Medicine di New York, intitolato Eredità: la storia genetica del popolo ebraico”, l’autore afferma che gli Ebrei sono diversi e che le differenze non si vedono solo guardando il fenotipo. Egli scrive che gli ebrei presentano un corredo genetico distintivo. I genetisti sono da tempo consapevoli del fatto che alcune malattie, dal cancro al seno al morbo di Tay-Sachs, colpiscono in modo sproporzionato gli ebrei. Ostrer, che è anche direttore dei test genetici al Montefiore Medical Center, si spinge oltre. Egli sostiene che gli ebrei siano un gruppo omogeneo con tutte le implicazioni scientifiche che comporta essere una “razza”.
Per la maggior parte dei 3000 anni di storia del popolo ebraico, la nozione di ciò che è era conosciuto come “eccezionalità ebraica” non è stata certo controversa. A causa della nostra storia di isolamento culturali e matrimoni solo fra di noi, imposti per legge o decisi per libera scelta, gli ebrei furono considerati dai bianchi (e di solito gli stessi ebrei si riferivano a loro stessi) come una “razza”. Studiosi da Giuseppe Flavio a Disraeli proclamarono con orgoglio la loro appartenenza a questa “tribù”. Ostrer spiega come questo fatto assunse un significato speciale nel ventesimo secolo, quando la genetica emerse come una scienza valida per compiere ricerche. Le peculiarità degli Ebrei possono essere ora misurate in modo empirico. Ostrer divide il suo libro in sei capitoli che rappresentano i vari aspetti dell’Ebraicità: Ricerca dgli Ebrei, Fondatori, Genalogia, Tribù, Tratti ed Identità. In ogni capitolo è citato uno scienziato od una figura storica importante che ci rende decisamente più in grado di comprendere cos’è l’Ebraicità. Ereditarietà(Legacy, titolo del libro) può disorientare i lettori. Per alcuni Ebrei la nozione di “popolo collegato dal punto di vista genetico” è un ricordo imbarazzante del Sionismo iniziale che venne in voga all’apice dell’interesse del mondo Occidentale per la razza, alla fine del diciannovesimo secolo. Dicono che ricordare le proprie radici è divisivo: gli autori di “The Bell Curve”(ebrei) furono diffamati 15 anni fa perché affermavano che i geni giocano un ruolo di primaria importanza nel determinare le differenze di QI fra le diverse razze. Il Giudaismo è un popolo o una religione? O entrambe? La convinzione che gli ebrei potrebbero essere psicologicamente o fisicamente diversi resta un qualcosa di controverso nella coscienza dei Bianchi e degli Ebrei. Ostrer si mette sulla linea del fuoco affermando:

Sì, il termine “razza” porta con sé nefaste associazioni ai termini “inferiorità” e “gerarchia di popoli”. Qualunque cosa che affermi che gli ebrei siano essenzialmente diversi dagli altri corre il riscio di provocare qualche tipo di anti-semitismo o filo-semitismo. Ma questo non significa che dobbiamo ignorare la realtà dei fatti di ciò che affermo siano le “basi biologiche dell’Ebraicità” e la “Genetica Ebraica”.riconoscere la diversità degli Ebrei è un “pericolo”, ma dobbiamo tener conto della concreta realtà delle “differenze umane” se vogliamo cercare di capire questa nuova era della Genetica.

Egli nota che gli ebrei sono uno dei gruppi umani maggiormente peculiari nel mondo a causa della loro endogamia nella loro storia. Gli Ebrei, soprattutto gli Ashkenazi, sono relativamente omogenei nonostante si siano sparsi in tutta Europa e siano persino immigrati nelle Americhe e poi ritornati in Israele. L’inquisizione fece compromettere l’Ebraicità Sefardita, portandola ad una maggior tendenza ai matrimoni misti e quindi ad un DNA meno distintivo. Il conceto di “Popolo Ebraico” resta controverso. La Legge del Ritorno, che diede il diritto agli Ebrei di tornare in Israele, è un principio centrale del Sionismo ed un principio legale dello Stato di Israele. Il DNA che lega strettamente gli Ashkenazi, i Sefarditi ed i Mizrachi, i tre principali gruppi ebraici distinti per cultura e distribuzione geografica, possono essere usate per supportare le richieste territoriali dei Sionisti anche se, come Ostrer specifica, alcune delle stesse caratteristiche genetiche posson esser trovate anche nei Palestinesi.

Questo disaccordo sul significato del DNA contrappone anche tradizionalisti ebrei contro un particolare ceppo di ebrei laici e liberali che si è unito con gli arabi e con molti non-ebrei per sostenere la fine della nazione ebraica di Israele. Il loro eroe è Shlomo Sand, uno storico austriaco di origine israeliana che riaccese questa complessa polemica pubblicando nel 2008 “L’invenzione del popolo ebraico”.
Sand sostiene che i sionisti che pretendono un legame ancestrale dell’antica Palestina stanno manipolando la storia. Ma lui prese la sua tesi dal romanziere Arthur Koestler, che nel suo libro del 1976, “La tredicesima tribù”, faceva proprio un tentativo post-seconda guerra mondiale da parte di Ebrei liberali che volevano considerare gli ebrei non come un gruppo biologico, ma come un gruppo di persone che condividevano la stessa ideologia religiosa e parte di un’identità etnica .
Koestler ed ora Sand affermano che la maggioranza degli ebrei Ashkenazi non sarebbero i figli di Abramo, ma discendenti di cittadini dell’Europa orientale e pagana eurasiatici, concentrati soprattutto nel l’antico Regno di Khazaria, che oggi è l’Ucraina e la Russia occidentale. La nobiltà khazari si sarebbe convertita durante il Medioevo, quando l’Ebraicità “europea” si stava  formando.

Sebbene gli studiosi contestassero le manipolazioni dei fatti di Koestler ed ora anche di Sand dei, la conversione fu quasi certamente limitata alle pochissime persone della classe dirigente e non alla vasta popolazione pagana. L’evidenza storica è stata appena sufficiente a solleticare le persone che criticavano con convinzione l’esistenza di Israele; queste persone trasformarono i libri di Koestler e di Sand in best-seller di grande successo.
Per fortuna, ora la ricerca storica non dipende solo dai cocci di ceramica, dalla scoperta di polverosi manoscritti e da monete sbiadite, ma anche da qualcosa di molto meno ambiguo: il DNA. Il libro di Ostrer è superiore in modo impressionante alla metodologia dubbia dello storico Sand e dei suoi ammiratori. Ed in quanto co-fondatore della fondazione HapMap ebraica, che si occupa dello studio di aplotipi, o di caratteristiche genetiche che sono comuni agli ebrei di tutto il mondo, è in una buona posizione per dare una risposta definitiva.

D’accordo con la maggior parte dei genetisti, Ostrer rifiuta con fermezza la moda postmoderna di liquidare il concetto di razza come “geneticamente ingenuo”, optando per una prospettiva più sfumata.
“Le origini di circa l’80% dei maschi ebrei e di circa il 50% delle femmine ebree risalgono al Medio Oriente. Il resto del corredo genetico è entrato nel “pool genetico ebraico” attraverso le conversionoì o attraverso i matrimoni misti. Coloro che si unirono in matrimoni misti spesso abiurarono la fede ebraica nel giro di una o due generazioni, tagliando praticamente i ponti con l’albero della genetica Ebraica. Tuttavia molti convertiti si intrecciarono con la linea genetica ebraica. Riflettete sulla conversione di Ruth, narrata nella bibbia; ella sposò Boaz e divenne la bisnonna del re Davide. Ella inizialmente era un’estranea al popolo ebraico, ma non si troverà mai tanta ebraicità come quella che si troverà dalla discendenza del Re Davide.

Integrazionismo primo nemico

4 Giu

Il primo nemico sono, o furono, proprio quelli che, autoctoni bianchi, misero in primo piano l’interesse personale o anche del loro popolo a breve termine tralasciando l’interesse della razza a lungo termine per disattenzione o per menefreghismo. Il sistema mondialista ha creato vari effetti, fra cui la teoria del “villaggio globale”, l’immigrazione e soprattutto l’integrazionismo, ideologia che è agli antipodi con l’identitarismo razziale. Integrazionismo significa considerare chiunque un potenziale “cittadino del mondo occidentale”, integrazionismo è “convert or die” delle crociate(nel senso “convertiti, integrati, diventa uno di noi o muori” e non, che so “hai perso la guerra, questa terra è nostra”), integrazionismo è anche la preghiera pre-concilio vaticano “fa che gli ebrei riconoscano gesù cristo e diventino dei perfetti cittadini cristiani” e non “ebrei, siete un popolo diverso dal nostro, questo non è il vostro posto”.

« Oremus et pro perfidis Judaeis ut Deus et Dominus noster auferat velamen de cordibus eorum; ut et ipsi agnoscant Jesum Christum, Dominum nostrum.
Omnipotens sempiterne Deus, qui etiam judaicam perfidiam a tua misericordia non repellis: exaudi preces nostras, quas pro illius populi obcaecatione deferimus; ut, agnita veritatis tuae luce, quae Christus est, a suis tenebris eruantur. »

 

<<Preghiamo anche per gli ebrei che non credono, affinché il Signore e Dio nostro tolga il velo dai loro cuori ed anche essi (ri)conoscano il Signore nostro Gesù Cristo.

Dio onnipotente ed eterno, che non allontani dalla tua misericordia neppure la incredulità degli ebrei, esaudisci le nostre preghiere, che ti presentiamo per l’accecamento di quel popolo, affinché (ri)conosciuta la luce della tua verità, che è Cristo, siano liberati dalle loro tenebre.>>

 

Integrazionismo è anche il colonialismo modalità francese o inglese: conquista, civilizza e trasforma il selvaggio in un cittadino dell’impero. White man’s burden di Kipling insomma.

<<Raccogli il fardello dell’Uomo Bianco –
Disperdi il fiore della tua progenie –
Obbliga i tuoi figli all’esilio
Per servire le necessità dei tuoi prigionieri;
Per vegliare pesantemente bardati
Su gente inquieta e selvaggia –
Popoli da poco sottomessi, riottosi,
Metà demoni e metà bambini.
Raccogli il fardello dell’Uomo Bianco –
Nella capacità di attendere,
Di non ostentare la minaccia del terrore
E di reprimere l’orgoglio;
Per dirla apertamente,
Cento occasioni lo hanno dimostrato
Di perseguire l’altrui profitto,
E lavorare per l’altrui guadagno.
Raccogli il fardello dell’Uomo Bianco –
Le guerre feroci del tempo di pace –
Riempi la bocca degli affamati
E prometti la fine delle malattie;
E quando il tuo traguardo è più vicino
Il fine per altri cercato,
Osserva la Pigrizia e la Follia pagana
Annientare la tua speranza.
Raccogli il fardello dell’Uomo Bianco –
Nessuna vistosa autorità regale,
Ma lavoro di servo e di spazzino –
Il racconto di cose banali.
I porti in cui non entrerai
Le strade che non percorrerai
Le costruirai con la tua vita,
E le contrassegnerai con la tua morte.
Raccogli il fardello dell’Uomo Bianco –
E ricevi la sua antica ricompensa:
Il biasimo di coloro che fai progredire,
L’odio di coloro su cui vigili –
Il pianto delle moltitudini che indirizzi

(Ah, lentamente?) verso la luce: –
“Perché ci hai strappato alla schiavitù,
La nostra dolce notte Egiziana?”
Raccogli il fardello dell’Uomo Bianco –
Non osare piegarti a meno –
E non invocare troppo forte la Libertà
Per nascondere la tua prostrazione;
Per quanto tu gridi o sussurri
Per quanto tu faccia a meno,
I popoli silenziosi, astiosi
Soppeseranno te e i tuoi Dei.
Raccogli il fardello dell’Uomo Bianco –
Avere avuto a che fare con giorni immaturi –
L’alloro offerto alla leggera,
Il facile premio, concesso di buon grado.
Viene ora, per trovare la tua essenza umana
Attraverso tutti gli anni ingrati,
Rigidamente delimitati da una saggezza
acquistata a caro prezzo,
Il giudizio dei tuoi pari?

>>

 

Supremazia integrazionista livellatrice, insomma. Conquista, civilizza, livella, si avvicineranno a noi grazie a noi, e la nostra missione è finita. Terribile.

 

Integrazionismo è l’allogeno che si sente “occidentale” e va contro altri allogeni non integrati, i cui figli però, se non addirittura essi stessi dopo un po’ di tempo, potranno stare dalla stessa parte della barricata. L’integrazionismo, sì, passa anche per storie come i “diritti civili per le minoranze”, robe stile Marthin Luther King insomma, ma ha radici molto antiche, è un problema che purtroppo i popoli bianchi hanno da tantissimo tempo, un problema che popoli non bianchi come in primis gli ebrei oltre a vari mondialisti di ogni razza, gente che pensa non in termini di razza ma in termini di “gruppi di potere di appartenenza” stanno sfruttando massivamente per creare la loro società ideale: l’unica razza umana meticcia di religione occidentalista consumista da controllare senza alcun problema in una sorta di villaggio globale in cui le differenze vengano distrutte, distrutte irrimediabilmente se si tratta di differenze razziali

Interviste del 19/04/2012 e del 22/04/2012

22 Mag

Verso aprile mi contattarono due giornaliste per farmi delle interviste. La prima inizialmente mi chiese l’intervista face to face. Dopo vari rifiuti da parte mia, mi propose un’intervista via mail che accettai senza problemi.

La seconda invece mi contattò in generale per chiedermi un’intervista nella modalità che preferissi. Le dissi di farmela via mail, e risposi senza problemi.

La seconda giornalista mi intervistò il 19 aprile, la prima il 22 aprile.

Entrambe, in giorni diversi, mi dissero che avevano detto a vari giornali di vari tipi di avermi fatto questa intervista, senza ricevere però alcuna risposta affermativa.

I casi sono 3.

  1. Gli editori di questi giornali si aspettavano risposte caricaturali stile “ammazza il negro, ammazza l’ebreo” o robe da esaltato e, rimanendo “delusi” dalla non caricaturalità delle interviste, non pubblicarono niente.
  2. Gli editori di questi giornali si son tenuti le interviste, pronti a tirarle fuori, magari in forma parziale o distorta, quando un nuovo caso di cronaca faccia scattare una sorta di “allarme razzismo”
  3. Gli editori di questi giornali semplicemente non vogliono dare spazio ad interviste di questo tipo per motivi che possono essere svariati.

In ogni caso, ora è passato esattamente un mese dal 22 aprile. Pubblico quindi queste interviste io sfruttando i pochi mezzi mediatici(esclusivamente su internet) che mi sono concessi.

Nel caso 1, chiunque potrà vedere un’intervista identitaria razziale non caricaturale e non le solite robe stile Gaetano Saya(che non è identitario razziale, ma che cito come esempio negativo di modo di porsi) che dice “biondi occhi azzurri pura razza italiana” ed altre robe che si commentano da sé.

Nel caso 2, non mi va che la gente si tenga le mie parole per tirarle fuori quando fa loro più comodo, magari in modo parziale e distorto. Se ci fossero avvoltoi che aspettano un nuovo caso Casseri(uomo di mezza età che uccise due senegalesi a Firenze) per tirar fuori le mie parole, in modo casuale e distorto, resteranno delusi della loro mancata anteprima, e gli starebbe bene.

Nel caso 3, se gli editori non vogliono dare spazio a queste interviste, per qualunque motivo, no problem, son scelte loro. Sarò io stesso a darmi spazio, usando i pochi mezzi di informazione che mi sono concessi(essenzialente il world wide web).

Qui di seguito, scaricabili come sempre gratuitamente, le due interviste.

intervista22aprile

intervista 20 aprile 2012

 

Riguardo la libertà di espressione

18 Mag

‘Alcune persone che non condividono l’ideologia identitaria razziale vorrebbero chiudere la bocca a me e a chi la pensa come me. Queste persone non sopportano che noi identitari affermiamo liberamente il nostro pensiero con la parola, con lo scritto e con qualunque altro mezzo(internet ad esempio). Non sopportano che noi, nonostante siamo cittadini italiani, ci avvaliamo dell’articolo 21 della costituzione.

<< Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. >>, così cita l’articolo 21.

Voltaire, considerato da molti una delle figure più importanti della democrazia, diceva: non condivido ciò che dici ma son disposto a rischiare la vita perché tu possa dirlo. Queste persone contrarie alla nostra libertà di espressione spesso hanno Voltaire fra i riferimenti culturali, o almeno così dicono. Essi stravolgono questa frase di Voltaire, dandole questo significato opposto:

<< Non condivido  ciò che dici e userò ogni mezzo a mia disposizione perché tu NON possa dirlo, perché il tuo pensiero sia stravolto, censurato, demonizzato, vietato>>.

Il problema grosso è che tante persone la vedono così in quanto i Governi Occupati d’Occidente stessi supportano questa visione. Questi governi non hanno alcun interesse ad agire per il bene del popolo. Si tratta di oligarchie che ingrassano alle nostre spalle e che ci vorrebbero gregge belante privo di identità. La base dell’identità è la razza, perciò queste oligarchie han tutto l’interesse a creare un clima ostile alle nostre idee, arrivando non solo a demonizzarle ma persino a censurarle per legge.  Famosa in Italia è la Legge Mancino. Questa legge vieta la diffusione del pensiero identitario tramite associazionismo ufficiale. Dal testo di questa legge si nota che le parole razzismo e discriminazione(parole comunque usate dagli anti-identitari in senso dispregiativo) sono messe vicino a parole come istigazione all’odio e violenza, giusto per far sì che chi legge quel testo associ l’identitarismo ad un qualcosa di cattivo e violento. I media mainstream fan passare anch’essi questo concetto.

Come diceva David Lane, nessun tiranno o dittatore ha un potere maggiore di chi controlla i mezzi d’informazione in democrazia. Gli agenti dei Governi Occupati d’Occidente(GOO) sanno benissimo questo e quindi fanno in modo che i mass media propaghino un punto di vista che rifletta il loro. La demonizzazione dell’identitarismo fa parte della loro agenda. I GOO vogliono la demonizzazione dell’identitarismo ed i mass media portano avanti questa volontà, facendo abboccare la maggior parte del popolo. L’atteggiamento molto negativo della gente comune verso le idee identitarie è diretta conseguenza della propaganda e del brainwash dei mass media. Questo odio di massa fa sì che quasi nessuno fra i non identitari applichi la frase di Voltaire sulla libertà di espressione degli oppositori ideologici. I GOO e i media per nascondere la loro ipocrisia citano implicitamente la teoria di Popper riguardo la democrazia. Secondo questa teoria, la democrazia si autoprotegge dalle idee che ne mettano in pericolo l’esistenza usando, se necessario, mezzi non democratici. Messa così, si avrebbe effettivamente l’espediente filosofico democratico per reprimere gruppi organizzati che si dichiarino contro il concetto di democrazia. Popper è molto attraente per i GOO, sicuramente più di Voltaire. Il pensiero di Popper giustificherebbe alla perfezione la repressione verso gruppi accusati di proporre idee antidemocratiche.

L’identitarismo razziale quindi vien messo  nel calderone delle “idee antidemocratiche da reprimere”. Il gioco, per loro, sembrerebbe fatto.

Tuttavia, non è affatto così. Tecnica specchio riflesso/libertà di espressione(descritta qui https://veraopposizione.wordpress.com/2012/05/07/tecniche-per-largomentazione-ottimale-dellidentitarismo-razziale-parte-1/)

Ti accusano di esser antidemocratico? Spiega che questa accusa è infondata e rigirala. L’identitarismo razziale spiegato in Breve Guida ad una Coerente Ideologia Identitaria Razziale(https://veraopposizione.wordpress.com/2011/09/24/librettobrevemafondamentale/) forse è un’ideologia politica che si augura la riduzione o la privazione delle libertà di chi non la pensa allo stesso modo? Se credi di sì, puoi provare le accuse? No. La questione non viene affrontata, essendo l’identitarismo razziale un’ideologia trasversale. Diversi identitari razziali potrebbero avere benissimo concezioni diverse fra loro delle parole “libertà”, “democrazia”, “fascismo”, “comunismo”, “anarchismo”, “etnonazionalismo” ecc. Posto che le accuse non posson esser provate.

Si rigira quindi la domanda. I governanti GOO(Governi Occupati d’Occidente) seguono un’ideologia che si augura e si adopera per la riduzione o la privazione della libertà di chi afferma di non condividere alcune loro idee? Sì.

Le prove? Tantissime, illimitate. Dall’incostituzionale Legge Mancino a tutte le richieste dei vari membri dei GOO di inasprire le pene per reati ideologici se non addirittura di creare ad hoc nuovi reati ideologici. Guardando anche fuori dall’Italia, come non pensare a storici come Vincent Reynouard, Faurisson, Zundel, Irving, Moffa ecc che sono ostracizzati pubblicamente, boicottati, messi alla gogna, censurati o addirittura imprigionati? La loro colpa? Esser arrivati, dopo accurate ricerche storiche, a conclusioni diverse da quelle ritenute esatte dai GOO. Queste conclusioni in molte nazioni Occidentali sono illegali e la direzione dei GOO non è legalizzare la libera ricerca storica dove non è legale, ma renderla illegale dove è ancora legale. In Italia non è legale ma Clemente Mastella, prima che cadesse il Governo Prodi, provò a proporre un testo di legge contro il revisionismo(decreto Mastella-Ruben, 2007).

Andando addirittura oltre, come dimenticare Sylvia Stolz? Questa avvocatessa si ritrovò privata della propria libertà per aver difeso un imputato accusato di revisionismo. Sembra una barzelletta, ma non lo è. Vogliamo mettere in prigione per furto gli avvocati che difendono imputati accusati di furto? No, direi. Senza contare che il furto è un reato concreto, mentre il reato di “revisionismo” è un reato ideologico.

Vogliamo parlare di Emanuele Fiano(ironia della sorte, ora fa parte di una formazione politica chiamata “partito Democratico”) che si schiera addirittura contro l’articolo 21 della Costituzione, considerato un ostacolo alla censura delle idee non allineate al sistema?

22/11/2008 durante un’intervista a Radio Rai egli afferma, testuali parole

<< In Italia c’è un problema, che è l’art. 21 della Costituzione, che difende la libertà di espressione. >>.

Più chiaro di così si muore.

Vogliamo anche parlare di tutti quelli che chiedono che i siti internet che propaghino identitarismo razziale vengano chiusi, dispiacendosi di non poter intervenire bypassando il Primo Emendamento della Costituzione di un’altra nazione, gli USA?. Siamo all’assurdo, ci sarebbe da ridere se non fosse tutto tremendamente così reale.

Alla luce dei fatti, tenendo conto che l’Italia è un paese pieno di nostalgici dentro che spesso ragionano ancora con la contrapposizione “fascismo vs antifascismo”, pongo queste domande.

Adesso, 2012, chi è il regime unico che cerca di imporci il pensiero unico? Chi è che vuole costringerci con mezzi diretti o subdoli ad avere un orientamento positivo verso il concetto di “unica razza umana meticcia dalla cultura omologata(religione occidentalista)?” Chi sono gli oppositori del regime? Chi è la resistenza al regime? Rispondendo a queste domande capirete che qui antifascismo e fascismo non c’entrano più, la questione oggi è fra un regime anti-identitario schiavo di oligarchie internazionali da una parte, oppositori, fra cui molti identitari, dall’altra. Questi ultimi si oppongono all’ideologia imposta dal regime pagando talvolta con la prigione le loro idee. Questi son fatti, il resto son chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. Altro che Voltaire, altro che Popper, altro che democrazia. La democrazia stava ad Atene secoli fa. Più gente si accorgerà dell’inganno, più le fila degli oppositori si ingrosseranno. L’informazione è la principale arma.

Non c’è quindi affatto da stupirsi se i dittatori GOO cercheranno in tutti i modi di imitare i governanti di paesi comeCina, Egitto ai tempi di Mubarak, Iran, Corea del Nord ecc. Questi governanti sono chiamati, a torto o a ragione, “dittatori” dai governanti GOO. Si è dimostrato comunque che questi ultimi(i GOO) non sono poi così diversi dai dittatori espliciti.

Ricapitolando: democrazia secondo Voltaire, contraddizione evidente coi giorni nostri. Democrazia secondo Popper, giustificazione filosofica alla repressione “democratica”. Tecnica specchio riflesso/libertà di espressione, smontare facilmente le accuse all’identitarismo razziale(entità trasversale a varie idee politiche fra loro diverse) ed anche Popper svanisce magicamente, per lasciar posto al popper(inteso come droga pesante) come consolazione eventuale per chi non sapesse cosa replicare. Contrattacco e smascheramento dei veri dittatori attuali. Questo è quanto per oggi. Il discorso in futuro verrà approfondito per quanto riguarda il mezzo internet.

Nazionalismo: come porsi

10 Mar

Metto qui a disposizione delle slides che parlano di come ritengo giusto considerare il nazionalismo, dal punto di vista identitario razziale. In breve: ok tenere alla propria terra oltre che alla propria razza è un bene e non un ostacolo, ci mancherebbe. Quello da evitare è il nazionalismo anti-identitario, quello magari anche non razziale, spesso opposto ad altri nazionalismi di altri bianchi.
In ogni caso, è tutto spiegato qua sotto in queste poche slides, buona lettura

 

Nazionalismo come porsi

Intervista di L’Espresso a Iannone

8 Feb

Non per esaltare, non per diffamare, ma solo per riportare e diffondere ciò che questa persona vuole che venga diffuso

Il centro sociale di destra si vuole presentare alle elezioni. Ma contro Alemanno. E con un programma che occhieggia anche a sinistra: coppie di fatto, biotestamento, politiche sociali. Parla il leader del discusso movimento, Gianluca Iannone (08 febbraio 2012) Gianluca IannoneIl centro sociale Casapound si candiderà con una sua lista alle prossime elezioni comunali a Roma. Una decisione che irrompe nella già caotica situazione politica nella capitale: chi dice che porterà via voti ad Alemanno, chi invece pensa che possa sedurre anche elettori di sinistra, chi immagina un successo di tipo grillino. ‘L’Espresso’ ha parlato di questo e altro con Gianluca Iannone, leader del discusso movimento politico.

Dopo i fatti di Firenze (un iscritto di Casapound che ha ucciso due senegalesi e poi si è suicidato) volevano chiudervi per legge. Voi invece vi presentate alle elezioni. E’ una provocazione?
«No, è una proposta vera. Alle ultime elezioni abbiamo sostenuto Alemanno e siamo rimasti profondamente delusi: zero edilizia popolare pubblica e città nuovamente consegnata nelle mani dei palazzinari. Esattamente come Veltroni. Così abbiamo deciso di scendere in campo e di marcare le distanze sia da destra sia da sinistra».

A quale risultato puntate? E chi è il vostro candidato per il Campidoglio?
«Puntiamo a eleggere il sindaco, naturalmente. E in ogni caso siamo certi di ottenere un ottimo risultato, che dimostrerà quanto Casapound è importante nella vita politica di Roma. Quanto al candidato, lo ufficializzeremo a brevissimo: per il momento è ancora una sorpresa. Quello che posso dire è che puntiamo ad avere in lista intellettuali, artisti e liberi professionisti.»

Non è molto credibile, l’ipotesi che eleggiate il sindaco.
«Certo, c’è anche l’esigenza di dimostrare che siamo un soggetto politico a tutti gli effetti, non una banda di delinquenti che agisce nell’ombra. Noi parliamo con tutti: abbiamo organizzato incontri con la comunità cinese, con gli ex brigatisti rossi, con i gruppi Lgbt, dimostrando di avere una visione e una proposta politica. Eppure, nonostante questo, continuano a ributtarci nel ghetto!».

Quel ghetto si chiama fascismo: sbaglio o tu ti definisci unfascista del terzo millennio?
«E’ una definizione che mi ha dato un giornalista, ma devo dire che mi ci ritrovo».

Quindi ha ragione chi vi dà dei neofascisti.
«No, per niente. Il fascismo è stata una rivoluzione, l’unica che abbia effettivamente avuto luogo in questo paese, e per come la vedo io ha rappresentato una visione sociale avanzata, un fiorire dell’arte, dell’onestà, dell’ironia. Il fascismo costruiva, mentre quello che si definisce neofascismo ha sempre avuto come priorità quella di chiudersi in un ghetto e di difendersi. Noi vogliamo costruire».

Non vi sfuggirà che il fascismo sia stato un regime.
«Sono punti di vista: a nostro avviso in quell’epoca c’era più libertà d’espressione rispetto ad adesso. E comunque noi rivendichiamo la libertà di dire che il fascismo ha fatto molte cose positive, e che quelle cose vogliamo riprenderle. Guarda, viviamo in un paese nel quale il fascismo è durato vent’anni e l’antifascismo dura da sessantasei, e dietro questa parola, questo abracadabra, si nasconde il consolidamento di posizioni di potere. Vieni silenziato, ti vengono vietati cortei e iniziative, anche quando c’è l’alluvione a Genova e i tuoi militanti partono e vanno a dare una mano, anche quando ti spendi per fare volontariato».

Il fascismo ha fatto le leggi razziali.
«Noi non abbiamo paura di dire che furono un grave errore. E lo abbiamo fatto, in tutte le sedi possibili. Tra l’altro le leggi razziali allontanarono gli ebrei dalla rivoluzione fascista, di cui essi erano stati tra i protagonisti sin dalla marcia su Roma. Nel governo Mussolini del 1932 il ministro delle finanze, Guido Jung, era un ebreo. E non poteva essere diversamente, visto che la nostra cultura mediterranea è stata sempre un coacervo di culture diverse».

Fa un certo effetto sentir parlare di melting pot dal leader di una destra considerata xenofoba.
«In nessuno dei nostri interventi, dei nostri manifesti, delle nostre magliette, c’è traccia di odio nei confronti degli immigrati. Questa è una cosa che trovi nell’opera della Fallaci, tanto per dirne una: quello, non il nostro, è il “brodo di coltura” nel quale è germogliato l’odio. L’idea dello scontro delle civiltà, quella che vuole ipocritamente l’immigrazione selvaggia per poterla poi sfruttare economicamente. Dalle nostre parti quella roba non la trovi. Quando c’è stato il terremoto in Abruzzo siamo partiti, e appena arrivati al campo di Poggio Picenze ci siamo messi a disposizione della comunità macedone che aveva subito delle gravi perdite, facendoci carico di trovare loro un imam, una guida spirituale che potesse amministrare il loro culto. L’odio è altrove, in quelli che cantano “dieci, cento, mille Acca Larentia”, che godono quando pensano a Piazzale Loreto, che vogliono cancellare le tante attività dei nostri ragazzi perché non rientrano nei loro canoni».

fonte

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/roma-casapound-spiazza-tutti/2173562

aggiornamento: altre domande e risposte da un’altra fonte

 

http://politicainrete.it/forum/movimenti-e-cultura-politica/destra-radicale/137568-roma-casapound-spiazza-tutti.html

Quindi, l’immigrazione?
«Noi siamo contro l’immigrazione come fenomeno indotto dal fondo monetario internazionale e affini, non siamo contro l’immigrato che si veste diverso o che prega un altro Dio. Pretendiamo che la priorità venga data agli italiani e che l’immigrazione venga regolamentata, perché così com’è non è altro che uno strumento per sfruttare gli stranieri e uccidere il nostro popolo. Quando si dice che ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare si dice una menzogna: la verità è che ci sono livelli salariali che gli italiani non possono più accettare, e che invece gli immigrati sono costretti ad accettare perché vengono sfruttati creando in automatico una concorrenza sleale sul posto di lavoro».

E i nomi e cognomi degli “sfruttatori”?
«Caritas, Confindustria, sindacati».

Non sono esattamente cose simili tra loro.
«La Caritas percepisce contributi statali enormi per fronteggiare il fenomeno. La Confindustria che dispone di nuova manodopera a costo sempre più basso. I sindacati aumentano i loro iscritti».

Facciamo un salto: dalla xenofobia all’omofobia.
«Noi siamo per una legge che attribuisca diritti e doveri alle coppie di fatto, anche omosessuali. E l’abbiamo messo per iscritto, è verificabile. Siamo però contrari all’adozione da parte di coppie gay. E’ più o meno la stessa posizione di gran parte della sinistra: se siamo omofobi noi, allora lo sono anche loro».

E il rapporto con l’omosessualità in generale? Casapound ha militanti dichiaratamente gay?
«Posto che l’orientamento sessuale è una cosa privata, che ognuno si gestisce come meglio crede, ti dico che ci sono omosessuali che simpatizzano per noi e che condannano il cattivo gusto dei gay pride. E poi è noto che noi abbiamo parlato molto dell’argomento a livello politico anche con esponenti del PDd. Paola Concia si è sedutaal nostro stesso tavolo per discuterne, e sono stati i suoi compagni che l’hanno insultata dandole della lesbica di merda perché si era permessa di parlare con noi. Ma questo è il tipo di atteggiamento dei guardiani della democrazia e del libero confronto».

Diritti delle donne: siete antiabortisti?
«No. Non è mai stata la nostra posizione. Quello che posso dirti è che culturalmente la scelta di una militante di Casapound sarà più probabilmente contraria all’interruzione di una gravidanza: perché noi siamo per l’etica della responsabilità, e siamo convinti che se si desse alle giovani coppie la possibilità di sviluppare serenamente una famiglia gli aborti diminuirebbero. Ma si tratta comunque di scelte individuali. Ed è giusto che la legge riconosca la possibilità di abortire a chi opera una scelta in questo senso».

Fine vita, testamento biologico, eutanasia?
«L’eutanasia dovrebbe essere un diritto e non un delitto. Si tratta di libere scelte individuali che la legge dovrebbe garantire a tutti».

Oddio, non è che adesso viene fuori che siete pure antiproibizionisti sulle droghe, no?
«No, siamo per il proibizionismo. La droga ti porta fuori da te, e questa è una situazione che uno Stato non può accettare».

E allora l’alcool?
«L’alcool è diverso. Gli italiani bevono alcool da millenni, fa parte della nostra cultura. Così come fumare l’hascisc fa parte della cultura dei nordafricani, che invece l’alcool non lo bevono».

Quello che non va giù ai vostri detrattori è il fatto che usate la violenza come metodo politico.
«Hanno le prove di questa accusa? A me pare esattamente il contrario. Sin dalla nostra fondazione non hanno fatto altro che assaltare le nostre sedi, incendiare le nostre macchine, intimidirci. Quale sarebbe la nostra violenza? Quella di esistere? Lo dico come dato di fatto, bada, senza vittimismo né odio. Perché l’odio e la vendetta appartengono ad altri. Anche allo Stato, per esempio quando si parla di carceri. In Italia le carceri sono un’istituzione dedicata al castigo e non al recupero. E il sistema carcerario andrebbe rivisitato, a partire dalla qualità e dal numero delle persone che ci lavorano dentro. Si dovrebbe lavorare per il recupero sociale dei detenuti, e invece in molti casi si adoperano metodi che sconfinano senza mezzi termini nella tortura».

Ammetterai perlomeno che Casapound recluta alcuni dei suoi militanti giocando sull’estetica e la fascinazione del neofascismo, del razzismo, dell’omofobia? Cioè, non è che voi, nonostante tutte le cose che mi hai detto, beneficiate consapevolmente di questo equivoco?
«Al contrario, ne siamo vittime, almeno a livello mediatico. Può darsi che qualcuno di quelli che si avvicinano a noi sia animato da sentimenti del genere: ma dal primo momento in cui viene a contatto con Casapound riceve forte e chiaro il messaggio che occorre sviluppare maturità, che quella roba dalle nostre parti non ha cittadinanza, che i nostri principi non sono né xenofobi, né antisemiti, né omofobi. Diamo a quelle persone la possibilità concreta di uscire da un loop mentale che deve essere definitivamente abbandonato. Diamo loro una direzione inequivocabile».

E scusa, quando succede un fatto come quello di Firenze?
«Cosa vuoi, che facciamo il test psichiatrico a chiunque si iscrive? Noi abbiamo preso le distanze dai quei fatti, li abbiamo condannati, li condanniamo. Ma io non ho paura di dire che Casseri l’avevo conosciuto, e che a me sembrava al di sopra di ogni sospetto. Si era avvicinato a noi per presentare un romanzo fantasy stile Tolkien, non un libro antisemita. Sembrava un uomo mite, veniva alle nostre conferenze e non aveva mai dato la sensazione di essere un violento. Non c’erano segnali che lasciassero presagire il suo gesto orribile. Condanniamo con fermezza, ma di cosa dovremmo chiedere scusa? Di non averlo fatto visitare da uno specialista? Tra l’altro è venuto fuori che aveva il porto d’armi: quindi qualcuno la perizia psichiatrica gliel’aveva fatta davvero, e con esiti rassicuranti. Forse è quel qualcuno che dovrebbe chiedere scusa, non noi».

Hai visto “American history X”?
«Sì, splendido film».

E voi, in sintesi, siete quella roba là? «Sì».

Ah, sì?
«E’ una provocazione, ovviamente. Siamo l’esatto contrario. Ma vaglielo a raccontare».

Donne ed Identitarismo razziale

8 Nov

Vi è un netto squilibrio di genere negli ambienti di destra radicale e, in misura minore, negli ambienti etnonazionalisti. Molte persone inoltre si avvicinano all’identitarismo razziale dopo esser state formate da ambienti di questo tipo. In questi ambienti viene, fra le altre cose, inculcata, implicitamente o esplicitamente, una certa concezione della donna. Vi è quindi difficoltà nel togliere la distorsione formativa a queste persone. La soluzione ideale sarebbe far sì che le persone siano formate in primis dalle persone giuste anche riguardo la “questione femminile”, prima che altre persone in altri ambienti possano far loro il lavaggio del cervello. Spesso accade che si avvicinino all’identitarismo razziale persone già formate in modo errato su questo argomento; in questo caso bisogna spiegare il giusto modo di vedere le cose con molta pazienza; questo è un lavoraccio, un lavoraccio che non sempre dà i suoi frutti.

Cosa dicono, riguardo la “questione femminile”, la maggior parte delle persone che sono state formate da certi ambienti? Dicono queste parole, o parole simili.

Il ruolo della donna è importante perché la natura della donna è curare la casa, far figli ed esser moglie e madre amorevole verso i figli e devota verso il marito e la casa.

Tradotto: sforna figli, pulisci e stai a cuccia.

Qualche timida o apparente apertura:

In questo momento storico il contributo delle donne nell’attivismo bianco è fondamentale visto che siamo pochi, ma poi, quando la battaglia sarà vinta, le donne potran tornare a seguire pienamente la loro reale natura di mogli e madri.

Tradotto: donne, ora sbattetevi con noi e collaborate all’attivismo, poi quando non ci servirà più il vostro aiuto potrete tornare a stare chiuse in casa.

Alcuni si interessano alla questione in stile dolce stil novo, amor cortese. Ad esempio affermano:

La donna è stupenda, è un angelo da trattar bene, con le migliori attenzioni e tanto amore, noi maschi dobbiamo lottare per preservare la sua bellezza.

Tradotto: donne che belle che siete, ma lasciate a fare a noi, è la nostra natura, non la vostra, voi state lì belle statuine e fateci le fusa come gattine.

Questo modo di pensare è chiamato da me maschilismo ipocrita mascherato da gentilezza. Si tratta fondamentalmente di uno specchietto per le allodole che ha la funzione seguente: fare il lavaggio del cervello alle donne.  Successivamente, vengono utilizzati i discorsi citati poco fa per convincerle secondo i loro criteri che la donna è giusto che abbia  un certo ruolo derivante dalla sua natura. Non fatevi lavare il cervello.

Ma…. A chi sto parlando con quest’ultima frase? A pochissime persone, purtroppo. Una donna interessata  a certe idee che non voglia stare subordinata tende ad allontanarsi da certi ambienti. Pur mantenendo le proprie idee, si sentirebbe non accettata pienamente. Verrebbe perso quindi il fondamenale contributo di elementi validi di sesso femminile. Una soluzione parziale del problema può essere questa: le persone razionali all’interno dell’ambiente, uomini e donne, tengano i contatti in ogni caso. Non si posson perdere elementi validi per colpa di altri elementi. Esistono elementi decisamente validi su molte cose ma brainwashed, dal cervello lavato, su altre, come, ad esempio, la questione femminile, e questo rappresenta un problema. Un problema che diventa molto grave quando i difetti di pensiero su certe questioni allontanino elementi validi. È un discorso generale, valido in questo caso ma pure in altri.

Vi è inoltre l’equivoco del femminismo. Vi furono richieste sicuramente giuste da parte delle donne, è chiaro. È noto a tutti che queste richieste furono col tempo fatte proprie da parti politiche dall’ideologia in antitesi con un’ideologia identitaria razziale. La mancanza di logica in molti, troppi elementi, fa pensare che le richieste da parte delle donne erano sbagliate perché il movimento femminista fu manovrato da ebrei e comunisti. Evidentemente qualcuno ha un disperato bisogno di lezioni di logica. Se un ebreo dicesse che 2+2 fa 4 allora sicuramente mentirebbe, perché è un ebreo, 2+2 fa 5, ovvio vero? Che consistenza logica ha un ragionamento simile? Nessuna chiaramente, è un ragionamento ridicolo. Non ci arrivano proprio a capire che è tipico dell’ebreo sfruttare richieste sacrosante di alcuni gruppi di personeper politicizzarle a proprio piacimento. È successo con le giuste richieste delle donne all’epoca della nascita del femminismo, ma anche, ad esempio, con i contadini nella Russia pre-Sovietica. I contadini della Russia Zarista vivevano in condizioni pietose, i comunisti si presentarono come i “liberatori”, e ci fu, passo dopo passo, la rivoluzione. Chiaramente se uno dicesse quei contadini schifosi dovrebbero tornare a lavorare come caproni e a stare zitti e muti sarebbe un perfetto idiota. Certe richieste sono giuste a prescindere da chi cerca di appropriarsene e dirigere il malcontento di gruppi di persone. Ma c’è troppa gente che non arriva a capire quest’ultima frase.

La reazione a questo equivoco del femminismo da parte di molti idioti è quindi una visione sbagliata del ruolo della donna, considerata, inutile prendersi in giro, in una posizione subordinata rispetto al maschio. Il risultato è questo: donne valide si allontanano da certi ambienti o non si avvicinano proprio. La questione femminile non dovrebbe esistere. L’identitarismo razziale non guarda al genere. Il libro Breve guida ad una coerente ideologia identitaria razziale ( https://veraopposizione.wordpress.com/2011/09/24/librettobrevemafondamentale/) non fa in alcun modo riferimento al genere, a ruoli dell’uomo e della donna e ad argomenti simili. Una persona identitaria razziale è valida a prescindere dal genere. È, questo sì, meno valida se tratta nel modo sbagliato la cosiddetta questione femminile.

Ci sono donne che son più portate ad una vita tutta casa marito e figli, donne più portate ad altri tipi di vita, più dinamiche, più portate magari ad una buona carriera lavorativa, o a dedicare più tempo all’attivismo pro bianchi, ed altre che son portate per tentare e riuscire a coniugare al meglio tutte le cose. Ho detto una cosa molto banale, è vero, ma è grave che qualcuno dal cervello lavato(o meglio, sporcato), od ottuso, o, peggio, in malafede, o, peggio ancora, in seguito ad esperienze negative con una donna, non arriva o non vuole arrivare a capire queste semplicissime banalità.

La menano tanto col fare figli se no la razza si estingue;  per prima cosa, i figli si fanno in due e ci son anche tanti uomini identitari single; in secondo luogo il non fare figli, che si tratti di uomini o donne che non ne hanno, non è necessariamente una colpa, sarebbe stupido dire così. La storia della razza bianca è stata scritta anche da diversi uomini e diverse donne che non ebbero figli, per scelta propria, altrui, o per circostanze varie. Ovviamente l’identitario razziale è sicuramente pro-famiglia bianca; uomo donna, figli, organizzazione della famiglia, ruoli e compiti decisi dalla coppia come meglio crede.

Solo uno stupido può considerare male una persona, uomo o donna che sia, per il fatto di non aver avuto figli. Ecco, altra frase di una banalità disarmante che ho scritto. È triste che debba scrivere cose così banali, ma purtroppo evidentemente per qualcuno non lo sono. L’obiettivo a lungo termine è escludere le persone di sesso maschile che coi loro difetti ideologici riguardo al ruolo e natura della donna senza sé e senza ma, allontanino o tengano lontane, volontariamente o meno, donne pro razza valide.

Non posso sapere se questo sia conveniente da un punto di vista numerico, forse sì o forse no, ma non mi interessa questo, non è questo il punto. Sicuramente sarebbe assai conveniente dal punto di vista dell’equilibrio fra generi all’interno di certi ambienti e, cosa ancora più importante, sarebbe molto conveniente dal punto di vista della qualità. E, si sa, i grossi cambiamenti partono sempre da poche persone di alta qualità, non da tante persone di qualità mediocre.