Tag Archives: leaderless resistance

Il Militante da Tastiera e l’Attivista online

1 Set

Spesso i militanti in real, di qualunque ideologia siano, definiscono con disprezzo “militante da tastiera” la persona che lancia tanti proclami online su siti web e social network ma che non si fa vedere di persona ed ovviamente non fa alcun tipo di attivismo in real. Ci si concentra ora sulle differenze fra la figura del “militante da tastiera”, sicuramente negativa, e la figura del cosiddetto “attivista online”, sicuramente positiva. Tutto ciò, ovviamente, applicato all’ideologia White Nationalism(WN). Il militante da tastiera spesso si diverte a sparare proclami da esaltato, a lanciare improbabili sfide ad altre persone da dietro un monitor o semplicemente a ripetere a pappagallo alcune cose, giuste o sbagliate che siano. Il suo uso del web è di tipo inutile o distruttivo. L’uso inutile del web significa passare tutto il giorno su facebook a condividere foto di personaggi storici o simboli senza però argomentare in alcun modo con parole proprie. L’uso distruttivo del web significa avere comportamenti bimbominkieschi o fare fantomatiche minacce online che generano, come reazione tipica, le pernacchie; questi comportamenti tenuti da gente che si dichiara WN è dannosissima per il WN ed indirettamente per qualunque persona che si dichiari WN che sarà senza alcuna colpa associata ai comportamenti altrui. Il militante da tastiera non si fa mai vedere in giro perché la sua vita è sul web. L’attivista online è una figura totalmente diversa. Prima di tutto essere attivista online non implica ma non esclude neanche l’essere attivista in real. Inoltre l’attivista online di solito, anche quando non è un militante in real, non ha alcun problema a farsi vedere di persona. L’uso del web dell’attivista online è costruttivo ed utile. Egli infatti è produttore o diffusore di materiale WN in lingua italiana e sa argomentare le proprie posizioni. Non si presenta in modo ridicolo né caricaturale, non provoca né reagisce ad eventuali provocazioni altrui. La propaganda anti WN da parte di alcuni gruppi di presunta opposizione o di falsa opposizione non WN ma dal target simile a quello WN tende a far passare l’attivista WN online per un militante da tastiera. Diffondendo queste menzogne essi vogliono far passare l’ideologia WN come un qualcosa da sfigati, affinchè questa ideologia di Vera Opposizione non prenda piede. I vertici dei gruppi di falsa opposizione affermano la corrispondenza fra attivista WN online e militante da tastiera in malafede. Parte della base di questi gruppi di presunta opposizione non fa altro che ripetere a pappagallo ciò che viene detto dai vertici e quindi considera il WN un qualcosa da “sfigati da tastiera”. Tuttavia parte della base, quella più sveglia, capisce la menzogna in malafede dei vertici e la creduloneria della base meno sveglia; questa parte della base collabora all’attivismo WN online. Purtroppo, a causa dello scarso numero e della dispersione territoriale dei WN italiani non vi è ancora un vero e proprio attivismo WN in real; l’obiettivo è tuttavia farlo nascere. Non un partito o un movimento, ma un giro di persone che agiscano secondo una strategia a metà fra Invisible Empire e Leaderless Resistance, strategia descritta qui.

Strategie Proposte per la diffusione del pensiero White Nationalist

In ogni caso, è bene che tutti i WN, attivisti online compresi, siano disposti a farsi vedere in giro di persona, in modo tale che nessuno possa confondere mai più Attivismo WN Online per Militanza da Tastiera. La realtà empirica farà presto capire a tutti che i WN non sono militanti da tastiera ma attivisti online e, presto, anche se non subito, attivisti in real.

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Leaderless Resistance di Louis Beam(USA, 1992) in Italiano ed un’analogia col mio blog

11 Lug

Ecco a voi la traduzione di un articolo di Louis Beam del 1992 sulla leaderless resistance. Louis Beam è un White Nationalist texano fra i primi a proporre il concetto di Leaderless Resistance per le opposizioni identitarie. Tipica di Louis Beam è anche la sovrapposizione fra “governo federale tiranno” e “gente che lotta per la libertà”, un concetto analogo, seppur con le dovute differenze, a quello trattato da me in questo blog di “vera dittatura” e “vera opposizione”. Altra analogia di questo articolo tradotto pochi giorni fa si può trovare nel capitolo 6 di “strategie proposte per la diffusione del pensiero identitario razziale”, ultimato a febbraio, prima che fossi a conoscenza di questo articolo sulla leaderless resistance(conoscevo il concetto dileaderless resistance per sentito dire).

 

In ogni caso, tutto è scaricabile grauitamente, buona lettura

 

Leaderless resistance(Louis Beam) in italiano

 

Guardate anche il capitolo 6 di “strategie proposte per la diffusione del pensiero identitario razziale”, troverete delle analogie. Trovate il link per scaricar gratuitamente questo libro a questo indirizzo qua sotto.

Strategie proposte

 

 

 

Scena identitaria razziale in Italia? Si può fare

21 Apr

Ad oggi non esiste una scena identitaria razziale in Italia.

Esiste un’area di destra radicale che ha al suo interno alcuni identitari razziali.

Esiste un’area etnonazionalista che ha al suo interno alcuni identitari razziali.

Esistonoidentitari razziali che non sono dentro nessuna di queste due aree.

Questo implica che l’identitarismo razziale non deve escludere parte di sé stesso.

Quindi non si deve legare a nessun ambiente in maniera esclusiva.

L’identitarismo razziale è un qualcosa di trasversale, l’esclusivismo è il suo peggior nemico.

L’esclusivismo tarpa le ali, l’identitarismo razziale deve volare liberamente.

Potenziale amico di tutti, potenziale vassallo di nessuno.

Una sintesi fra invisible empire e leaderless resistance.

Né tessere, né soldi, né esclusivismo né vincoli, solo partecipazione volontaria.

Non ci interessa con chi giri e come passi il tuo tempo libero, ci interessa quello che sei disposto a fare per la causa.

Ci sono tanti tipi di lavori, lunghi o brevi, continui o saltuari, più o meno impegnativi.

A seconda delle capacità e del tempo che vuoi dedicarci, scegli ciò che fa per te.

Abbiamo tanti occhi, tante braccia, tante freccie, tante mine e tanti missili di precisione. Scegli cosa essere.

Ogni tipo di attivismo politico deve essere in funzione dell’idea e non del gruppo politico.

Prima l’identitarismo razziale, poi il resto.

Strategie proposte per la diffusione del pensiero Identitario Razziale

9 Feb

Vi allego questo libretto, completato oggi, in pdf. Vi copio e incollo qui l’introduzione, così vedete subito di cosa si tratta. Buona lettura a tutti

Strategie proposte per la diffusione del pensiero identitario razziale

Qui l’introduzione.

Questo breve lavoro si pone gli obiettivi di proporre strategie nuove per la diffusione del pensiero identitario razziale. Il precedente lavoro si occupava di definire l’identitarismo razziale e aveva il fine di dare le basi ideologiche per conoscere questa ideologia che ai giorni nostri si sta diffondendo abbastanza in alcuni ambienti. Il precedente lavoro era, come dire, una “guida”. Qui invece ci si pone l’obiettivo di fornire proposte costruttive a chi, fra gli identitari razziali, intenda muoversi maggiormente “sul campo”. Non si pone come una Bibbia scritta da un Messia ma come un insieme di proposte che a mio avviso, che si rivelino nel tempo giuste o sbagliate, più o meno fattibili, rappresentano una strada da tentare. Il tempo ed i tentativi compiuti da ognuno diranno se, quali ed in che misura queste proposte risulteranno efficaci.

Il primo capitolo si occupa del concetto di “opposizione controllata atipica”, con particolare riferimento a gran parte delle realtà attualmente esistenti, le quali evitano di parlare di argomenti troppo scottanti per i Governi Occupati d’Occidente per vari motivi strategici.

Il secondo capitolo introduce invece l’idea della strategia della “sede mobile” e propone delle linee guida che riguardano i rapporti con le realtà esistenti di interesse.

Il terzo capitolo tratta invece degli eventi esterni pubblici di interesse rilevante, eventi ai quali un identitario razziale potrebbe presenziare per portare avanti un certo discorso o semplicemente per migliorare la sua conoscenza riguardo ad una data scena o ad un dato argomento.

Il quarto capitolo invece parla delle scene ideologiche di possibile interesse rilevante ed approfondisce il discorso introdotto nel secondo capitolo. Viene affrontati in modo abbastanza approfondito il concetto di lavaggio del cervello interno da parte dei vertici nel confronto della base.

Il quinto capitolo  si occupa invece delle basi ideologiche  dell’identitario razziale, di stili diversi fra loro ma possibili e corrispondenti a diverse mentalità dei singoli individui e diverse strategie, con parti dedicate al maggiore target a cui puntare ed all’importanza della conoscenza dell’inglese e dell’informatica da parte degli identitari razziali.

Il sesto capitolo tratta invece dei concetti organizzativi di leaderless resistance, di organizzazione gerarchica classica e del modello misto proposto a mio avviso come sintesi dei pregi dei due metodi minimizzando i difetti impliciti negli stessi.

Il settimo capitolo parla genericamente di AntiRacist Watch, l’organo non ufficiale di controllo interno, una delle cui funzioni principali è smascherare i false friends e, in generale, far capire al meglio chi è “dei nostri” e chi non lo è. Senza astio verso chi non lo è, ma senza pietà nei confronti di chi fa finta di esserlo per secondi fini.

Per concludere, viene introdotto in modo generico il concetto di “volontariato totale” e viene affrontato brevemente il discorso della simbologia.

Per chi si fosse perso il primo libretto, trovate il pdf qui

https://veraopposizione.wordpress.com/2011/09/24/librettobrevemafondamentale/